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domenica 20 maggio 2012

I primi 40 anni della BMW M



IN PRINCIPIO LO SPORT - Era il 1º maggio del 1972. La BMW era diretta da un board molto giovane, che credeva nello sport ed era consapevole che l’identità della marca era legata a filo doppio alle vicende sportive. Il convincimento divenne iniziativa concreta: fu costituita la BMW Motorsport Gmbh, al 100% della BMW e con la missione di sviluppare le attività agonistiche. A dirigere la nuova realtà un uomo di sport di grande esperienza: Jochen Neerpasch, ex pilota di successo, ex Porsche ed ex Ford.

Bmw 30 csl 1971 2
Uno dei modelli più significativi sviluppato dalla Motorsport: la 3.0 CSL veniva usata come base per le corse turismo.


2002: UN MITO - La prima vettura sviluppata fu la 2002 con motore 4 cilindri a 16 valvole da 240 CV. Poi venne la 3.0 CSL: motore 6 cilindri in linea di 3.340 cc. I 306 CV di potenza erogata dovevano spingere la vettura che pesava soltanto 1.092 kg. L'auto risultò efficace, vincendo molte gare tra cui la sua categoria alla 24 Ore di Le Mans nel 1973. Fatto curioso: la 3.0 CSL fu la prima vettura su cui fu montato un sistema di antibloccaggio freni, nel 1974. Fu l’inizio di uno sviluppo che portò la 3.0 CSL del 1979 ad avere il motore sovralimentato con due turbine, per 750 CV. Intanto i motori BMW facevano razzia nelle gare di Formula 2. Nel 1975 la BMW Motorsport cominciò anche l’avventura americana, andando a correre nella serie Imsa e vincendo la categoria turismo. 
 

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All'inizio la Motorsport si dedicò soprattutto allo sport: la 3.0 CSL divenne una delle auto di maggior successo negli anni 70, in mano a piloti famosi come Niki Lauda.


L'ERA DELLE STRADALI - Nella seconda metà degli Anni 70 fu sviluppata la 320 che corse nel gruppo 5. E nel frattempo si faceva sempre più forte la domanda di clienti sportivi che desiderava avere una BMW dalle alte prestazioni anche per i loro spostamenti stradali. Nacquero così le prime “5” preparate dalla Motorsport, le M Power.
 

1978 bmw m1 e26 4
Ancora oggi gli appassionati aspettano una supercar BMW come la M1 del 1978.


M1 PER LA PISTA - Pietra miliare della “M” ed episodio importante nella storia di BMW, nel 1978 fu lanciata la M1, supersportiva concepita anche per animare una serie monomarca di gare con la partecipazione di piloti vip, la Procar Series. C’era molta Italia nella vettura: il telaio e la carrozzeria venivano prodotti in Italia, a Modena, poi inviati a Torino alla Italdesign di Giorgio Giugiaro che ne curava l’assemblaggio. Quella fu il primo modello ad essere marcato con la M. Ne furono costruiti 400 esemplari, il numero richiesto dalle autorità sportive internazionali per concedere l’omologazione. 
 

1990 bmw m3 e30 evolution 2
Una delle pietre miliari: la M3 E30 del 1987 (qui la Evolution del 1990). Impiegata nei campionati turismo negli anni 80 e 90 è uno dei modelli che ha vinto di più in queste categorie.


ANCHE IN F1 - Nell’aprile del 1980 ci fu l’altra grande decisione: l’ingresso in Formula 1 fu l’avvenimento forte, ma non l’unico. Alla Motorsport proseguiva lo sviluppo di modelli derivati dalla serie. Nel 1984 nacquero laM635CSi Coupé e la M5 che impiegavano il motore sviluppato per la M1. Due anni dopo fu la volta della “mitica” prima M3, che ebbe il grande merito di allargare ulteriormente il cerchio dei fans delle BMW sportive soprattutto a livello di popolarità presso il grande pubblico. Fu anche un buon successo commerciale: di questa prima serie ne furono venduti 17.970 esemplari nel mondo. L’anno successivo Roberto Ramaglia con la M3 vinceva il titolo iridato nel campionato per vetture Turismo. 
 

2001 bmw m3 e46 07
La terza generazione della M3 (la E46) è del 2000.


NUOVA M3 - La seconda generazione della M3 (E36)  fu lanciata nel 1992 e di nuovo fu un successo pieno, a livello mondiale. A quel punto il business delle vetture sportive per le corse e per la strada era divenuto così grande che imponeva alla BMW una riorganizzazione. Il primo agosto del 1993 la BMW Motosport Gmbh divenne BMW M, destinata a inglobare tutte le attività motosportive della casa. Tra le prime realizzazioni della nuova M, il cambio sequenziale SMG, divenuto in poco tempo un autentico plus per la BMW. 
 

Bmw m5 r9
Il primo motore V10 5 litri della storia della BMW fu usato nel 2004 nella M5 (E60).


LA STORIA CONTINUA - Altra pietra miliare fu la nuova M5 (E39) del 1998, con il motore V8 da 400 CV. Nel 2000 è stata la volta della terza generazione della M3, di nuovo acclamata dagli amanti delle vetture sportive. Il 2004 è stata la volta di una novità motoristica di grande rilievo: il V10 di cinque litri, con potenza di 507 CV. A impiegalo le nuove M5 e M6. Da qui in poi possiamo dire che la storia si è fatta cronaca di oggi, con la produzione della BMW M sempre al top delle realizzazioni sportive. Il motore V8 impiegato nel 2007 sulla quarta generazione della M3 è forse il simbolo di questa ultima fase della vicenda M. Una vicenda che ha significato, in quarant’anni oltre 300 mila vetture prodotte, per le soddisfazioni dei piloti e per il piacere degli automobilisti sportivi. 300 mila sino ad oggi. Perché la storia continua…


venerdì 20 aprile 2012

Codice della strada GUIDARE A 17 ANNI? ORA SI PUÒ


Ci sono voluti quasi due anni, ma alla fine laGuida accompagnata è arrivata. Prevista dall'ultima riforma del Codice della strada, approvata dal Parlamento nel luglio 2009, la possibilità di mettersi al volante di un'auto a 17 anni sarà realtà a partire dal 23 aprile (per la legge, in realtà, dal 21 aprile che però sarà un sabato). Da quel giorno i ragazzi che hanno compiuto 17 anni e che hanno già in tasca la patente A1 possono presentare alla motorizzazione civile la domanda per ottenere l'autorizzazione a guidare, un documento rilasciato dietro richiesta del genitore o del tutore del minorenne e dopo la frequenza obbligatoria di un apposito corso di guida in autoscuola, la quale in genere si occupa di tutte le procedure burocratiche.
Apposito contrassegno. Con l'autorizzazione in mano si potranno guidare, non oltre il compimento del diciottesimo anno d'età e accompagnati da una delle persone indicate nella stessa autorizzazione di età non superiore a 60 anni e in possesso di patente B o superiore da almeno dieci anni, solo i veicoli guidabili dai neopatentati: cioè autocarri di potenza specifica non superiore a 55 kW/t oppure autovetture che rientrino nello stesso limite di potenza specifica e l'ulteriore limite della potenza, che non deve essere superiore a 70 kW. Sul veicolo potranno prendere posto solo guidatore e accompagnatore e dovrà essere obbligatoriamente apposto, sia nella parte anteriore sia nella parte posteriore, l'apposito contrassegno GA su fondo giallo.
Il corso, che vale anche ai fini delle esercitazioni per l'esame per la patente di categoria B, prevede almeno dieci ore di esercitazione (ma l'autoscuola può suggerire un supplemento di lezioni), non è richiesto alcun esame e si conclude con il rilascio di un attestato di frequenza. Solo la presentazione di questo documento in motorizzazione consente di ottenere l'autorizzazione per esercitarsi. Le lezioni sono individuali e non possono superare le due ore consecutive. Il programma prevede: 
1. Uso del veicolo (1 ora) - Partenza, uso della frizione, uso del volante, frenata, inserimento e disinserimento delle marce, retromarcia.
2. Comportamento nel traffico (3 ore) - Posizione sulla carreggiata, svolta a destra, svolta a sinistra, circolazione in strade strette, partenze in salita con freno a mano e senza freno a mano, comportamento agli incroci regolati e non da segnaletica verticale, regolati da impianti semaforici, incroci con circolazione rotatoria, controllo della precedenza agli incroci con diritto e non di precedenza, valutazione della distanza di sicurezza, parcheggi, inversioni di marcia.
3. La guida in condizioni di visione notturna (2 ore) - Circolazione in strade urbane strette e larghe, con veicoli parcheggiati ai lati e non, affrontando incroci regolati da segnaletica verticale e da impianti semaforici. 
4. Guida su strade extraurbane (2 ore) - Circolazione su strade di scorrimento, o su strade extraurbane secondarie, superando la velocità di 50 km/h, inserimento della 5ª marcia e adeguamento delle marce alla velocità, utilizzo del veicolo e del motore a regime di coppia massima consumando e inquinando il minimo possibile. 
5. Guida su autostrade o su strade extraurbane (2 ore) - Circolazione su autostrade o su strade extraurbane principali o su strade extraurbane secondarie, immissione in corsia di accelerazione, ingresso in autostrada o su strade extraurbane principali o su strade extraurbane secondarie, circolazione in corsia di marcia, sorpasso in corsia di sorpasso, circolazione in una corsia di decelerazione, uscita percorrendo la corsia di decelerazione.

Le sanzioni Particolarmente severe le sanzioni per chi non rispetterà i paletti della legge. In particolare, l'autorizzazione è revocata e non sarà più possibile conseguirla in caso di violazioni che prevedano la sospensione o la revoca della patente di guida.
- Guida senza autorizzazione: 398 euro di multa;
- istruttore che accompagna conducente senza autorizzazione: 398 euro di multa;
- minore autorizzato alla guida senza accompagnatore: 398 euro di multa, fermo del veicolo per tre mesi e revoca dell'autorizzazione;
- mancanza di contrassegno sul veicolo: 78 euro di multa e fermo del veicolo per 30 giorni;
- contrassegno irregolare: 80 euro di multa;
- guida di veicoli potenti: 152 euro di multa;
- mancanza momentanea dei documenti: 39 euro di multa;
- trasporto di persona diversa dall'accompagnatore: 78 euro e fermo del veicolo per 30 giorni;
- superamento limiti di velocità da minore autorizzato alla guida: 148 euro e fermo del veicolo per 30 giorni.

Più preventivi. Il consiglio? Il solito: farsi fare più preventivi dalle autoscuole tenendo conto anche del fatto che alcune offrono l'opzione "Guida accompagnata + patente B". Ma, nella scelta, non basarsi unicamente sul prezzo. Ciò che conta veramente è la qualità della formazione.

giovedì 19 gennaio 2012

150 anni Opel: nuovi allestimenti speciali per Corsa, Meriva, Astra e Insignia


Quest’anno Opel festeggia i 150 anni. Nell’ormai lontano 1862, infatti, Adam Opel fondò la società che sarebbe poi diventata una delle più grandi Case costruttrici di automobili a livello mondiale.
Per l’occasione del “giubileo Opel”, la casa sta preparando delle edizioni speciali che riguarderanno la gamma CorsaMerivaAstra e Insignia. Queste versioni celebrative saranno denominate con la sigla “150 anni Opel” e saranno dotate di un design dedicato e di caratteristiche comfort. Gli equipaggiamenti extra di cui saranno fornite consentiranno dei risparmi fino a 2.100 euro.

Equipaggiamento di serie

Per quanto riguarda la Corsa e la Meriva, saranno equipaggiate con cerchi in lega da 16 pollici, vetri posteriori oscurati, volante multifunzione riscaldato, fari fendinebbia, cruise control, computer di bordo e radio con Mp3. Solo la Corsa, inoltre, sarà dotata anche di uno scarico di serie cromato. Stesse caratteristiche anche per la Opel Astra che avrà però cerchi più grandi, da 17 pollici.
La premium Insignia sarà invece la più arricchita con un foltissimo equipaggiamento di serie: cerchi in lega da 18 pollici, vetri oscurati al posteriore, volante in pelle riscaldato con tasti multifunzione, climatizzatore automatico, sedili anteriori riscaldabili, fari fendinebbia, sistema automatico per la pulizia dei proiettori e il nuovo sistema di Infotainment Navi 900 Europa.

Optional

Per la Corsa e la Meriva sarà inoltre possibile avere su richiesta tetto panoramico, la prima delle due sarà anche disponibile con climatizzatore automatico bizona e cerchi da 17 pollici. Come optional sulla Opel Astra sarà infine possibile avere sedili speciali, mentre sulla Insignia, in più, si potranno ordinare Visual Package e tetto elettrico.

martedì 3 gennaio 2012

Fiat Brasile DA DIECI ANNI LEADER DEL MERCATO

La Fiat conferma la leadership indiscussa sul mercato brasiliano per il decimo anno consecutivo, chiudendo il 2011 a quota 754.256 vetture con il 22% di quota di mercato per auto e veicoli commerciali. I modelli più venduti sono Uno (272.859) e il pick up Strada (118.620), mentre il Ducatoè leader del settore commerciale con 13.486 unità. A livello globale, il mercato brasiliano ha chiuso il 2011 con il record assoluto di 3.426.290 veicoli immatricolati.
Nel 2011, la Fiat ha lanciato sul mercato brasiliano la 500 con motore Multiair (la stessa venduta negli Stati Uniti) e la Suv Freemont, ma è stata rinnovata anche la Palio, ormai giunta a quota 2,5 milioni costruiti lungo la sua carriera e già premiata da diverse testate brasiliane come migliore auto dell'anno.
Investimenti. La Fiat ha pianificato investimenti di 10 miliardi di real (oltre 4 miliardi di euro) entro il 2014 per lo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie, ampliando la capacità dello stabilimento di Betim fino a 950.000 unità annue e progettando la creazione di un nuovo impiuanto a Goiàs nel 2014, capace di sfornare 250.000 vetture l'anno, con l'ambizioso obiettivo di toccare 1 milione di veicoli all'anno.

mercoledì 28 dicembre 2011

Guidare a 17 anni? Da aprile si potrà

È necessario avere già la patente A e frequentare prima un corso di pratica di almeno 10 lezioni presso una scuola guida. Al fianco del 17enne ci dovrà essere sempre un adulto con patente B da almeno 10 anni.


DALLA PRIMAVERA 2012 - Dal prossimo 22 aprile entrerà in vigore il decreto ministeriale attuativo che permette a chi ha compiuto 17 anni di mettersi al volante di un'auto per fare pratica prima che gli venga rilasciato il classico foglio rosa, ottenibile al raggiungimento della maggiore età: si tratta di una delle novità del nuovo Codice della Strada, entrato in vigore lo scorso inverno. Come previsto ai commi apportati all'articolo 115 del Codice, i vincoli per poter guidare già a 17 anni non sono pochi. Vediamoli insieme.
I CRITERI PER GUIDARE - Potranno mettersi alla guida solo i ragazzi già in possesso della patente A (quella per le moto) e che hanno frequentato un corso pratico di non meno 10 ore presso una scuola guida. Al loro fianco ci dovrà essere sempre un adulto, regolarmente in possesso della patente B da almeno 10 anni, e la vettura dovrà essere riconoscibile grazie a un contrassegno riportante la scritta “GA” (guidatore accompagnato). Le auto che potranno guidare i 17enni devono rispondere ai criteri imposti per quelle dei neopatentati: potenza massima 70 kW e un rapporto potenza/peso di non oltre 55 kW/t (qui la lista delle auto). 
COME OTTENERE IL PERMESSO -  Per poter guidare a 17 anni, va richiesto uno specifico permesso alla Motorizzazione Civile, che rilascia una ricevuta da presentare a una scuola guida per iscriversi al corso pratico. Quest'ultimo, dovrà essere di non meno 10 lezioni, dalla durata massima di 2 ore al giorno ciascuna. Al termine del corso, la scuola guida rilascerà un attestasto di frequenza da presentare alla Motorizzazione per ottenere l'autorizzazione a guidare accompagnati da un adulto: si potranno indicare fino a 3 nominativi (con patente B da 10 anni), che potranno essere sostituiti nel corso dell'anno, previa comunicazione alla Motorizzazione. 

martedì 27 dicembre 2011

L'Audi investirà 13 miliardi di euro in 5 anni

Di questi, 8 miliardi saranno destinati alle fabbriche in Germania. Nel corso del 2012 arriveranno l'A8 Hybrid, la versione elettrica della R8 e la nuova generazione dell'A3.



SI PUNTA SU ELETTRICO E IBRIDO - Con il 2011 che volge al termine, l'Audi ha già annunciato i suoi programmi per l'anno prossimo. Il costruttore tedesco prevede di investire 13 miliardi di euro tra il 2012 e il 2016 per lo sviluppo di nuovi modelli, ricerca in tecnologia ed espansione dei siti produttivi. Si tratta del più grande investimento della storia del costruttore tedesco. Come ha dichirato Axel Strotbek, membro del consiglio di amministrazione per la finanza e l'organizzazione dell'Audi, “abbiamo pianificato di investire oltre 2 miliardi di euro l'anno in nuovi prodotti e tecnologie”, in particolar modo per lo sviluppo dell'elettrico e dell'ibrido.
INVESTIMENTI IN GERMANIA - In particolare, almeno 8 dei 13 miliardi di euro, sono destinati alle fabbriche di Ingolstadt e Neckarsulm: “queste fabbriche e i loro lavoratori sono la base su cui si fonda il nostro successo internazione” ha detto Strotbek. Qui verranno creati nel corso dell'anno prossimo 1.200 nuovi posti di lavoro con personale altamente specializzato che si andranno ad aggiungere agli oltre 1.300 attuali. Verranno impiegati per la produzione di tre novità annunciate dall'Audiper il 2012: sono la prossima generazione dell'A3 che dovremmo vedere al Salone di Ginevra, la versione ibrida dell'A8, e quella elettrica della R8, derivata dal prototipo e-tron attesa entro la fine dell'anno.

sabato 17 dicembre 2011

Maserati Biturbo: i suoi primi 30 anni

Fortunata o sfortunata? Fedele alle tradizioni del Tridente o vero modello di rottura? I sentimenti degli appassionati sono spesso contrastanti nei confronti della Biturbo, perché è stata "la prima Maserati di massa, la prima con il doppio turbocompressore, la prima dalle linee compatte". Quasi inevitabile il rischio che non venisse capita fino in fondo.

Maserati Biturbo: sono già passati 30 anni

In questi giorni, la Maserati Biturbo, uno dei simboli dell'Italia sportiva a quattro ruote degli anni 80, compie 30 anni, essendo stata presentata alla stampa il 14 dicembre 1981, esposta al pubblico al Salone di Ginevra 1982 ed entrata in produzione a maggio dello stesso anno.
E noi vogliamo rendere omaggio al modello che ha segnato un importante nuovo corso per la Casa del Tridente. Nel farlo, non possiamo fare a meno di tenere conto di tutte le questioni che il nome "Biturbo" si porta dietro da 30 anni. Come se un quindicennio di presenza nei listini, fra Biturbo e le sue numerose eredi, non sia bastato a renderla pienamente apprezzata da tutti.

Biturbo: incompresa per lungo tempo

Il sogno di Alejandro De Tomaso, in quegli anni titolare del marchio di Via Ciro Menotti, di produrre una berlina decisamente sportiva ma con gli atout di eleganza di una GT al ritmo di 5 mila esemplari all'anno, si è scontrato fin dall'inizio con la dura realtà.
Affidabilità meccanica non sempre all'altezza delle aspettative di chi vedeva (e tuttora vede) nel nome Maserati un marchio di traino dell'immagine automobilistica italiana, soprattutto nelle prime versioni. Consumi elevati, proibitivi (fino a 5 km con un litro di benzina: c'è da rabbrividire!) per un motore di 2 litri da 180 CV, seppure a due turbocompressori. La rete di vendita Innocenti, allora di proprietà dello stesso De Tomaso, non considerata all'altezza del blasone da tutti gli appassionati che all'inizio degli anni 80 potevano spendere 26 milioni di lire (poco meno di 40 mila euro di oggi).

Eppure tutti la conoscono

La scelta di celebrare i primi 30 anni della Maserati Biturbo con un rapido elenco dei... difetti non vada vista come una stranezza: si tratta di "nei" che tutti gli appassionati conoscono, e che da sempre la Biturbo si porta dietro.
Tuttavia, il nome "Biturbo" è conosciuto da tutti. Si può, dunque, affermare che si tratti della prima Maserati "popolare", nel senso della fama, pensata per rivaleggiare contro Alfa Romeo, Bmw, Mercedes, Porsche. E i "pro" compensano ampiamente i "contro".

Sotto il cofano batte il "cuore" della Merak

Alzi la mano chi ha potuto sedersi al posto di guida di una Maserati Merak. Probabilmente pochi. Molti di più, in proporzione, quelli che si sono accomodati all'interno di una Biturbo. Tuttavia, sotto il cofano della prima Maserati costruita in grande serie, batteva il cuore della Merak, baby coupé del Tidente. Si tratta del motore C114 da 1996 cc, V6 a 90° da 180 CV e 255 Nm di coppia, sviluppato all'inizio degli anni 70 per Citroen (destinato ad equipaggiare la SM) e dal 1976 impiegato sulla Merak 2 litri. Aggiornato nell'alimentazione con l'aggiunta dei due turbocompressori IHI e, dal 1987, equipaggiato con l'iniezione elettronica, ha accompagnato la storia della Biturbo.

Linea: aggressiva quanto basta

"Bella" in senso assoluto, forse la Biturbo non è mai stata. La linea disegnata da Pierangelo Andreani, e ispirata nel massiccio frontale alla Quattroporte nata dalla matita di Giugiaro, se mai, ispira potenza e aggressività: un cuneo compatto, basso e largo, inedito (all'inizio degli anni 80) per la casa modenese.
All'andamento piuttosto tradizionale delle forme esterne faceva da contraltare unricco equipaggiamento interno: pelle e radica a profusione, strumentazione completa, climatizzazione efficace.

Prestazioni in linea con lo spirito Maserati

Il tutto, accompagnato da prestazioni che confermavano le nobili origini di questa vettura: 215 km/h di velocità massima, scatto da 0 a 100 km/h in meno di 7"; 27 secondi per coprire il km con partenza da fermo. E un comportamento su strada impegnativo, da vera sportiva: sottosterzante in entrata di curva, sovrasterzante in uscita (caratteristica poi mitigata con l'introduzione del differenziale autobloccante). E consumi... disastrosi: in media, 6 - 7 km con un litro, che scendevano sui 5 (e anche meno) nella guida più "spinta".

Entusiasmo iniziale... e prime delusioni

Insomma: una piccola GT che fece ben sperare la dirigenza De Tomaso. Tanto che i 50 miliardi di lire investiti da De Tomaso negli stabilimenti Innocenti per la realizzazione delle linee produttive nella "popolare" Lambrate, alle porte di Milano, all'inizio sembrava si sarebbero ripagati in poco tempo. Centinaia di ordinazioni nei primi mesi, quasi 2 mila esemplari venduti nel 1982, 5.000 unità vendute nel 1983 (l'anno del boom Biturbo in Italia).
In realtà, una certa fretta nel deliberare i primi esemplari, che compromise la cura costruttiva di rifiniture e meccanica (il V6 denunciò a più riprese una certa fragilità, dovuta anche - va detto - alla poca attenzione dimostrata da molti neoproprietari per la complessa cura richiesta al V6), scelte aziendali discutibili - come i continui aumenti di prezzo nel primo anno di vendita - hanno, in un certo senso, contribuito a dare alla Biturbo quelle "note negative" che per diverso tempo hanno diviso gli appassionati.

Una stirpe longeva

Il progetto Biturbo è stato indovinato, soprattutto se si considera il periodo storico nel quale la vettura è stata concepita e prodotta: gli spensierati anni 80. Tanto che l'albero genealogico Biturbo e derivate è articolato: dal 1988 (anno nel quale scomparve il nome Biturbo) le versioni derivate hanno proseguito fino al 1997, quando terminò la produzione della Ghibli.

giovedì 15 dicembre 2011

Superbollo auto 2012: si paga in base all'età del veicolo


Novità per il superbollo auto 2012. Prosegue infatti l'iter parlamentare del decreto salva Italia e, tra un emendamento e l'altro, gli scenari cambiano continuamente, coinvolgendo praticamente tutti gli aspetti che la manovra andrà a modificare. Una delle novità dell'ultima ora, introdotta dall'accordo raggiunto alla Camera dei Deputati, è che il superbollo auto si paga in base all'età del veicolo seguendo il principio della riduzione progressiva.

Superbollo auto proporzionale all'età

La soglia di 185 kW rimane invariata, ma il maxi-emendamento preparato in Commissione bilancio ha portato adesso una riduzione dell'imposta proporzionale agli anni decorsi dalla data dellaprima immatricolazione. In particolare, le vetture di età superiore ai 5 anni pagheranno il 60% dell'importo addizionale (cioé 12 euro al kW), le vetture di età superiore ai 10 anni pagheranno il 30% (6 euro al kW) e quelle con età superiore a 15 anni pagheranno il 15% (3 euro al kW). Saranno invece totalmente esentate dal superbollo le auto che superano i 20 anni d'età.
Con l'approvazione di questa modifica sembra definitivamente risolta la questione che vedeva anche i proprietari di vetture molto vecchie ma con potenza superiore a 185 kW obbligati a pagare il superbollo nonostante il valore residuo del mezzo fosse effettivamente basso, al punto da risultare paradossale la definizione di "veicolo di lusso".

IPT proporzionale alla potenza

Sempre ieri sono state registrare delle novità anche per quanto riguarda l'Ipt, per la quale è stata abolita la discriminazione tra regioni a statuto ordinario e regioni a statuto speciale introdotta per la prima volta dal decreto sul federalismo regionale approvato la primavera scorsa.
In base alle nuove direttive, quindi, dal 1 gennaio 2012, l'imposta provinciale di trascrizione per le auto di potenza superiore a 53 kW sarà calcolata proporzionalmente alla potenza (con una variabile, da provincia a provincia, di un'aliquota compresa tra 3,51 e 4,56 euro al kW) e non sarà pertanto fissa come avvenuto finora, cioè quando, a seconda della provincia in cui avveniva l'acquisto, si arrivava a pagare una quota invariabile che poteva raggiungere i 196 euro.