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venerdì 6 luglio 2012

Auto blu TAGLI DEL 50% DAL 2013


La scure del presidente del consiglio Mario Monti sugli sprechi nella pubblica amministrazione si è abbattuta anche su una voce di spesa che ha sempre suscitato scalpore e indignazione nell'opinione pubblica, oltre a causare una vera e propria emorragia di denaro: le auto blu. In base al decreto legge sulla cosiddetta spending review ("disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati"), approvato la notte scorsa dal Consiglio dei ministri, il numero delle auto di rappresentanza dovrà essere sensibilmente ridotto, anzi addirittura dimezzato.
Eccezioni per le Forze dell'ordine. La norma, infatti, a partire dal 2013 prevede un limite pari al 50% della spesa sostenuta nel 2011 per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio e l'esercizio di autovetture, oltre all'acquisto di buoni taxi. Questo limite può essere derogato, soltanto per l'anno prossimo, esclusivamente per i contratti pluriennali già in essere. Sono previste delle eccezioni per il Corpo dei vigili del fuoco e per i servizi istituzionali di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica. I contratti di locazione o noleggio in corso possono essere ceduti alle Forze di polizia e gli autisti assegnati a differenti mansioni o, qualora provenienti da un'altra amministrazione, torneranno all'ente di appartenenza.
Risparmio di 3/4 miliardi l'anno. Nel 2011 le vetture in possesso delle pubbliche amministrazioni erano in totale 64.524 unità, di cui 10.634 auto blu, cioè quelle strettamente di rappresentanza riservate ai politici, e 53.890 grigie, ossia di servizio (a disposizione degli uffici ed enti locali per attività strettamente operative, quali controlli ambientali, manutentivi del territorio, visite ispettive). Un enorme parco auto che ci costava oltre tre miliardi di euro all'anno, ma che già in parte era stato ridotto: solo un anno prima, nel 2010, infatti, contava un esercito di 90 mila auto blu per una spesa di quattro miliardi di euro.
Pacchetto di tagli. Il capitolo sulle auto blu è solo una minima parte del corposo pacchetto di tagli e contenimenti della spesa previsti dalla spending review, che porterà complessivamente, secondo le aspettative, a un risparmio di 4,5 miliardi per il 2012, 10,5 per il 2013 e 11 miliardi per il 2014.

giovedì 26 gennaio 2012

Incentivi auto elettriche: il Governo ci pensa


Arrivano buone notizie per quanto riguarda gli incentivi auto elettriche, dato che, secondo quanto assicurato durante il convegno "L'auto elettrica ama il Green" tenutosi a Milano dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, al Parlamento c'è un disegno di legge per l'erogazione di contributi all'acquisto di automobili alimentate ad energia elettrica.
Sebbene il disegno di legge bipartisan sia attualmente fermo, Clini ha spiegato che le risorse economiche per gli incentivi per le auto elettriche si potrebbero trovare, un po' come fatto con quelli del 55% sulle ristrutturazioni edilizie energetiche i cui effetti per lo Stato sono stati molto positivi.
Il Ministro dell'Ambiente vede comunque l'auto elettrica come un punto fermo per la città del futuro, tanto da dichiarare: "L'auto elettrica sta diventando un prodotto significativo, anche se di nicchia, per i sistemi urbani. Ci sono grandi case automobilistiche europee che stanno investendo su questo. Io spero che l'Italia riesca a consolidare la sua capacità produttiva per fare in modo che non succeda quello che è successo con il fotovoltaico".
Oggi però il mercato è cambiato, tanto che tutti i produttori più importanti hanno lanciato o stanno per lanciare almeno un modello elettrico o ibrido e lo stesso pubblico, che fino a qualche anno fa guardava con un certo scetticismo a queste vetture, va convincendosi sempre di più dei vantaggi da essi forniti seppur non mancano quanti, giustamente, ne sottolineano i limiti che ancora sussistono e che sembrano talvolta frenarne la diffusione su larga scala.

Grazie a: http://www.motori.it

lunedì 23 gennaio 2012

Auto: cosa cambia con le liberalizzazioni del governo Monti


OBIETTIVO - Un provvedimento per stimolare la concorrenza e abbassare le tariffe: così il governo Monti (nella foto in ha presentato il decreto sulle liberalizzazioni varato il 20 gennaio scorso. Numerosi i settori toccati dalle nuove regole: dalle banche alle farmacie, dall’energia ai notai. Per quanto riguarda l’auto, ecco la sintesi delle novità: si tenga presente che alcune norme entreranno in vigore solo nei prossimi mesi.    

CARBURANTI - I gestori potranno acquistare i carburanti dove è più conveniente, slegandosi dalle compagnie petrolifere. Avranno inoltre la possibilità di riscattare l’impianto e di realizzare consorzi di acquisto per ridurre i prezzi. Fuori dal centro abitato, nessun limite per i distributori self service. I distributori potranno vendere pure prodotti diversi dai carburanti (bevande, alimenti, quotidiani, periodici, tabacchi e caramelle). 

ASSICURAZIONI - Il governo spinge per la scatola nera, che registra i movimenti dell’auto consentendo di ottenere sconti sulla Rc auto. Inoltre, ogni agente dovrà mostrare al cliente tre preventivi Rca: quello della compagnia che rappresenta, più altri due di assicurazioni diverse. E per combattere le truffe, stop ai contrassegni cartacei (facilmente falsificabili), che verranno sostituiti da quelli elettronici.

TAXI - Sarà l’Autorità dei trasporti a svolgere un’istruttoria, città per città, per individuare il numero di licenze taxi necessarie. Via libera a licenze part-time, che il tassista potrà affidare a un altro autista quando non lavora.

AUTOSTRADE - Verrà istituita un’autorità indipendente per vigilare suipedaggi delle autostrade. In particolare, il “regolatore” definirà le tariffe “price cap” (basato sul parametro base della produttività) che i gestori dovranno applicare.


giovedì 19 gennaio 2012

Caro carburanti NUOVO RECORD: BENZINA A 1,84 EURO


Mentre il Governo si appresta a varare il discusso decreto sulle liberalizzazioni, che riorganizzerà anche il settore deicarburanti, i prezzi di benzina gasolionon accennano ad arrestare la loro corsa facendo registrare nuovi record. Dopo l'Eni che ha alzato i listini nella giornata di ieri, questa mattina - secondo il monitoraggio di quotidianoenergia.it - hanno ritoccato i prezzi raccomandati IP (+0,3 centesimi sulla benzina, +0,8 centesimi sul diesel) e TotalErg (+0,5 centesimi sul diesel). La Esso, invece, ha ribassato di 0,5 centesimi entrambi i prodotti.
Su la verde, giù il gasolio. Sul territorio nazionale i prezzi alla pompa hanno fatto registrare punte massime di 1,840 euro per la verde, come di consueto soprattutto nelle aree del Centro e del Sud Italia. In controtendenza, invece, il gasolio e gli impianti no-logo dove si è allargata la forbice dei prezzi rispetto agli impianti delle compagnie petrolifere.
Prezzi minimi e massimi. In generale, nella Penisola, il prezzo medio praticato dalla benzina (in modalità servito) va oggi da 1,758 euro al litro degli impianti Shell a 1,763 di quelli Q8 e TotalErg (no-logo a 1,678). Per il diesel si oscilla da 1,713 euro al litro della Esso a 1,721 di Q8 (no-logo a 1,620). Il Gpl, invece, varia tra un minimo di 0,745 euro al litro dell'Agip e un massimo di 0,756 di IP, Tamoil e TotalErg (no-logo a 0,725).

mercoledì 18 gennaio 2012

Benzina TUTTE LE ACCISE REGIONALI


Non bastano i ritocchi delle accise e dell'Ivavarati dai Governi Berlusconi Monti nel corso degli ultimi mesi: a incidere negativamente sul prezzo alla pompa dellabenzina, per una componente fiscale che ormai, in alcuni casi, supera il 60%, sono anche le accise regionali, imposte dagli enti locali per far fronte ai più diversi fabbisogni (dalla sanità campana alle alluvioni in Liguria e Toscana).
Tasse su tasse. Accise - ricordiamo - sulle quali si paga anche l'Iva, con una sorta di assurda tassa sulla tassa. Morale: il gettito delle accise, che è stato nel 2010 di circa 23,3 miliardi di euro (3,032 dei quali destinati alle regioni), è destinato quindi ad aumentare considerevolmente. E quello complessivo su tutti gli oli minerali è già stato, sempre nel 2010, di oltre 35 miliardi di euro.
La tabella. Ecco allora il quadro riassuntivo delle accise regionali (in euro), aggiornato al 1° gennaio di quest'anno (fonte Unione petrolifera).
Regione        Accisa ordinaria           Addizionale regionale        Accisa + Iva 
Calabria               0,70420                     0,02580                      0,88330
Campania            0,70420                      0,02580                      0,88330
Lazio                   0,70420                     0,02580                      0,88330
Liguria                 0,70420                     0,05000                      0,91258
Marche                0,70420                      0,07580                      0,94380
Molise                  0,70420                     0,02580                      0,88330
Piemonte             0,70420                      0,02580                       0,88330
Puglia                   0,70420                     0,02580                      0,88330
Toscana               0,70420                     0,05000                      0,91258
Umbria                 0,70420                      0,04000                      0,90048

lunedì 2 gennaio 2012

Aumenti ANNO NUOVO STANGATA NUOVA

Non bastavano gli aumenti decretati con le quattro manovre in sei mesi dei governi Berlusconi e Monti. Il fatto è che in Italia ci sono anche degli automatismi tariffari, sicché, come ogni 1 gennaio, aumentano le tariffe delle autostrade. E c'è anche il federalismo fiscale, sicché le amministrazioni regionali, poverine, sempre più bisognose di soldi, usano tutte le leve che la legislazione mette a loro disposizione. Il risultato? Un'altra ministangata nei confronti degli automobilisti.

Partiamo dalle autostrade. Da ieri i pedaggi sono aumentati, in media, del 3,51%. Lo ha reso noto l'Aiscat, l'associazione delle società concessionaria di autostrade e trafori, spiegando che l'incremento servirà a finanziare sia nuovi investimenti sia quelli necessari all'ammodernamento della rete. Ovviamente la media nasconde al suo interno parecchie differenze: per esempio, sulle Autovie Venete (Venezia-Trieste, Udine-Tarvisio, Portogruaro-Pordenone) l'incremento medio è stato del 12,9%, sulla Brescia-Padova del 7,45%, sul raccordo della Valle d'Aosta del 14,17%, sulla Napoli-Salerno dello 0,31%. Ma anche queste medie nascondono parecchie insidie. Può capitare, infatti, che tra una coppia di caselli della stessa autostrada gli incrementi siano ben superiori alla media.
Addizionali regionali sui carburanti. Sempre da ieri una raffica di aumenti ha riguardato i distributori della Liguria e di quasi tutto il Centro Italia: Toscana, Umbria, Marche, Lazio. In Toscana e nelle Marche le accise sono aumentate di ben cinque centesimi al litro (+ Iva, ovviamente), in Umbria di quattro centesimi, nel Lazio di 2,6 centesimi, in Liguria di 2,5 centesimi. I prezzi, già schizzati in alto in tutta Italia il 7 dicembre scorso dopo il varo del cosiddetto decreto Monti, hanno toccato punte massime di 1,8 euro al litro. Insomma, un inizio d'anno col botto. E a pagare siamo sempre noi.

mercoledì 21 dicembre 2011

MONTEZEMOLO ENTRA IN POLITICA


Il presidente della Ferrari annuncia di prepararsi alle elezioni del 2013. "Non saranno un appuntamento di routine ma un appuntamento storico che dovrà aprire una nuova stagione"

Sul sito di Italia Futura, la fondazione di cui è presidente, Luca Cordero di Montezemolo annuncia il suo impegno in politica“Il prossimo anno – ha fatto sapere il presidente della Ferrari – occorrerà preparare, in vista del 2013, l'apertura di una nuova stagione della politica italiana”. E ha aggiunto: “Le prossime elezioni non saranno una tappa di routine, ma un appuntamento storico che dovrà aprire una nuova stagione”. 

motivi della decisione sono eloquenti nelle prime righe: “Per l’Italia il 2011 è stato uno degli anni più difficili dal dopoguerra. Troppi anni di paralisi decisionale della politica e la crisi finanziaria internazionale ci hanno portato vicinissimi al punto di non ritorno. Famiglie e imprese pagano, e continueranno a pagare, un conto salatissimo mentre il rischio di un crack finanziario non è ancora dietro le nostre spalle. Mai come nel 2011 i cittadini italiani hanno avuto la sensazione che il governo del paese fosse fuori controllo. Solo pochi mesi fa l’Italia era governata da una maggioranza paralizzata da liti interne e conflitti personali e la nostra credibilità internazionale era ai minimi storici. Il Governo continuava a ripetere che tutto andava bene e l’opposizione a sostenere che i mali dell’Italia iniziavano e finivano con il Presidente del Consiglio”. 

L’avvocato Montezemolo, 64 anni, ha quindi proseguito affermando“ Il tempo non è molto. Il prossimo anno assisteremo a una contrazione del PIL nell’ordine dei due punti percentuali. Il circuito del credito è ancora sostanzialmente congelato e le tante anomalie che bloccano il paese sono diventate zavorre insostenibili per imprese, lavoratori e famiglie. E’ prevedibile che il 2012 sarà l’anno in cui gli effetti della crisi si concentreranno sul paese reale e le tensioni finanziarie si intensificheranno mettendo a dura prova la tenuta dell’Europa. Il compito che attende il Governo è enorme, dobbiamo sostenerlo, perché la resistenza di chi vuole che tutto resti com’è ha già iniziato a frenarne l’azione”.

La scadenza naturale dell’attuale governo presieduto da Mario Monti – che ha già detto che non si candiderà – è infatti la primavera del 2013; sempre che l’attuale amministrazione, definita tecnica, non cada prima; magari nella prossima primavera. È probabile che Luca di Montezemolo si schiererà, magari da leader, nella nuova formazione politica “centrista” di cui si parla da ormai un mese, e della quale farebbero parte anche attuali ministri del governo Monti, a cominciare dal super ministro dell’economia Corrado Passera.

giovedì 15 dicembre 2011

Superbollo auto 2012: si paga in base all'età del veicolo


Novità per il superbollo auto 2012. Prosegue infatti l'iter parlamentare del decreto salva Italia e, tra un emendamento e l'altro, gli scenari cambiano continuamente, coinvolgendo praticamente tutti gli aspetti che la manovra andrà a modificare. Una delle novità dell'ultima ora, introdotta dall'accordo raggiunto alla Camera dei Deputati, è che il superbollo auto si paga in base all'età del veicolo seguendo il principio della riduzione progressiva.

Superbollo auto proporzionale all'età

La soglia di 185 kW rimane invariata, ma il maxi-emendamento preparato in Commissione bilancio ha portato adesso una riduzione dell'imposta proporzionale agli anni decorsi dalla data dellaprima immatricolazione. In particolare, le vetture di età superiore ai 5 anni pagheranno il 60% dell'importo addizionale (cioé 12 euro al kW), le vetture di età superiore ai 10 anni pagheranno il 30% (6 euro al kW) e quelle con età superiore a 15 anni pagheranno il 15% (3 euro al kW). Saranno invece totalmente esentate dal superbollo le auto che superano i 20 anni d'età.
Con l'approvazione di questa modifica sembra definitivamente risolta la questione che vedeva anche i proprietari di vetture molto vecchie ma con potenza superiore a 185 kW obbligati a pagare il superbollo nonostante il valore residuo del mezzo fosse effettivamente basso, al punto da risultare paradossale la definizione di "veicolo di lusso".

IPT proporzionale alla potenza

Sempre ieri sono state registrare delle novità anche per quanto riguarda l'Ipt, per la quale è stata abolita la discriminazione tra regioni a statuto ordinario e regioni a statuto speciale introdotta per la prima volta dal decreto sul federalismo regionale approvato la primavera scorsa.
In base alle nuove direttive, quindi, dal 1 gennaio 2012, l'imposta provinciale di trascrizione per le auto di potenza superiore a 53 kW sarà calcolata proporzionalmente alla potenza (con una variabile, da provincia a provincia, di un'aliquota compresa tra 3,51 e 4,56 euro al kW) e non sarà pertanto fissa come avvenuto finora, cioè quando, a seconda della provincia in cui avveniva l'acquisto, si arrivava a pagare una quota invariabile che poteva raggiungere i 196 euro.

martedì 6 dicembre 2011

CONTRORDINE: UN SOLO SUPERBOLLO OLTRE I 200 KW (272 CV)


Marcia indietro del Governo Monti sul bollo: verrà semplicemente modificato quello già deliberato dall'esecutivo di Berlusconi: pagheranno le auto oltre i 200 kW (272 cv) 20 euro a kW aggiuntivo.

Forse si sono resi conto che sarebbe stata una stangata eccessiva. Dunque, l'esecutivo, invece di applicare il superbollo alle vetture oltre i 170 kW, ha ritoccato il comma 1 dell'articolo 16. Di fatto è quindi una revisione della norma già introdotta la scorsa estate sotto il governo Berlusconi, che prevedeva 10 euro in più a Kw aggiuntivo oltre la soglia dei 225. Dal 1° gennaio del 2012, perciò, apagare il superbollo saranno tutte le auto che supereranno la barriera dei 200 kW (272 cv) e l'imposta sarà di 10 euro in più per ogni chilowatt aggiuntivo. La scadenza sarà quella del normale bollo auto, ma andrà fatta attraverso il modulo "F24 elementi identificativi".


Grazie a: http://www.auto.it

lunedì 5 dicembre 2011

Decreto salva Italia 20 EURO PER OGNI KW OLTRE I 170 [UPDATE]


C'è ancora l'auto nel mirino del governo. Dopo gli aumenti dell'Ipt, dell'imposta sulle assicurazioni, delle accise sui carburanti e del bollo, contenute nelle due manovre estive del governo Berlusconi, stavolta è l'esecutivo guidato da Mario Monti a mettere le mani nelle tasche degli automobilisti. Tra le misure contenute nella bozza del cosiddetto decreto salva Italia c'è un nuovo superbollo che colpisce quelle che il governo considera "automobili di lusso": si tratta di un'addizionale erariale (che finirà quindi nelle casse dello stato e non in quelle delle regioni, titolari della tassa automobilistica) di 20 euro per ogni kilowatt che supera la soglia di 170 kW di potenza (231 cavalli). Il nuovo superbollo si applicherà dal 1 gennaio 2012 a tutte le automobili (ibride comprese, per ora) immatricolate nei tre anni precedenti la data di scadenza del bollo. A chi tenta di sottrarsi al pagamento dell'addizionale verrà comminata una sanzione pari al 30% dell'importo dovuto.
Superbollo atto terzo. Si tratta del terzo superbollo che colpisce l'auto: il primo, introdotto con la finanziaria del 2007, aveva portato da 2,58 euro a 3,87 il costo per ogni kilowatt oltre i primi 100. Contestualmente, erano anche stati stabiliti aumenti progressivi in base alla classe di inquinamento. Il secondo è quello della scorsa estate a opera del governo Berlusconi, che colpisce le automobili con più di 225 kW (10 euro per ogni kW che eccede quota 225).
A questo proposito, il governo ha stabilito che quest'ultimo superbollo si applicherà solo alle vetture più vecchie. Insomma, per le auto immatricolate da meno di tre anni si applicherà il nuovo maxisuperbollo di 20 euro/kW (solo per i kW che eccedono la soglia di 170 kw), per quelle immatricolate da più di tre anni si dovrà pagare il "vecchio" superbollo di 10 euro/kW (solo per i kW che eccedono la soglia di 225 kw).
Alcuni esempi. Prendendo come riferimento la tariffa standard di 2,58 €/kW (al netto, quindi, degli eventuali incrementi regionali), chi possiede un'Alfa Romeo Giulietta 1.750 Quadrifoglio Verde da 235 CV e 173 kW pagherà 60 euro in più per un totale di 600,51 euro l'anno, mentre per la Lancia Thema Multijet 3.0 V6 da 239 CV (176 kW) si spenderanno 120 euro in più, in tutto 672,12 euro. Per una BMW 535d da 313 cavalli (230 kW), invece, si pagheranno 1.200 euro in più all'anno, passando dai 643,40 euro attuali ai 1.961,11 euro del 2012.
Accise sempre più pesanti. Sempre dall'1 gennaio 2012, infine, scatterà un ulteriore aggravio del carico fiscale sui carburanti per autotrazione. L'accisa sulla benzina, infatti, salirà da 622 a 704,20 euro ogni mille litri, mentre quella sul gasolio passerà da 481 a 593,20 euro, sempre ogni mille litri. L'impatto sul prezzo alla pompa, al netto delle variazioni del prezzo industriale e delle quotazioni dei prodotti raffinati, sarà, rispettivamente, di 10 e 12 centesimi al litro.
Aumenterà anche l'Iva. Infine, a settembre 2012 l'Iva salirà ulteriormente al 23% (oggi è al 21%), una misura che impatterà sui prezzi delle vetture, dei ricambi e della manodopera.