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mercoledì 20 giugno 2012

Opel Astra OPC: sportività al prezzo giusto



Non c'è posto migliore della Germania per provare la nuova Opel Astra OPC da 280 CV: le autostrade prevedono dei tratti privi di limiti di velocità e poi a Pferdsfeld c'è il tracciato privato della Casa del Fulmine dove si possono affrontare esercizi a tutto gas. Ma partiamo da lei, dalla Opel Astra OPC, che finalmente è diventata realtà, tanto che è possibile andare in concessionaria e ordinarne una per 31.000 euro. La sua carta d'identità fa paura, considerando che si tratta di una trazione anteriore: il quattro cilindri 2.0 turbo sprigiona 280 CV e una coppia di 400 Nm. Si tratta di valori importanti, capaci di mettere in crisi qualsiasi vettura trainata dalle ruote anteriori, ma alla Opel garantiscono che il mostro si può domare grazie al sofisticato differenziale autobloccante Drexler, all'elettronica, all'impianto frenante Brembo ed al sistema FlexRide. Così, prendo coraggio e mi avvicino a questa sportiva dalla sgargiante livrea blu elettrica.

Estetica: grinta da vendere!

Rispetto all'Astra GTC da cui deriva il paraurti anteriore è più elaborato e presenta due ulteriori aperture per l'aria. La fiancata unisce i grandi cerchi da 20 pollici (optional) alle caratteristiche scalfature e presenta un assetto ribassato, mentre la vista posteriore si distingue per lo spoiler sul tetto, l'estrattore e i due terminali di scarico dal taglio trapezoidale annegati nel paraurti. Volendo, si possono avere in opzione altri elementi aerodinamici che ne enfatizzano il lato sportivo come il prolungamento dello spoiler posteriore e delle bandelle sottoporta più accentuate.

Interno: sapore racing

L'interno riprende la plancia dell'Astra GTC arricchendola di particolari dal sapore corsaiolo come i loghi OPC che fanno bella mostra di sé sul volante, sul pomello del cambio e nella strumentazione. La plancia e i pannelli porta guadagnano finiture laccate, mentre i sedili sportivi in pelle con poggiatesta integrato (optional) rendono l'abitacolo estremamente sportivo. Con il tachimetro dal fondo scala tarato a 300 km/hl'Astra OPC chiarisce sin da subito le sue intenzioni ed è difficile resistere alla tentazione di girare la chiave per scatenare la belva.

Su strada: compagna fidata

Non ci sono pulsanti o effetti speciali per il rituale dell'accensione, basta girare la chiave: il 2 litri turbo, dotato di iniezione diretta, turbocompressore twin-scroll con intercooler e doppia fasatura dell'albero a camme, fa sentire la sua presenza con un respiro forte e possente. Non c'è bisogno di spingere tasti o tastini vari per fargli cambiare carattere: questo quattro cilindri da 140 CV/litro è un duro e lo dimostra anche quando si va a spasso. Certo, quando si sfrutta il sistema FlexRide e si preme il pulsante OPC diventa reattivo all'ennesima potenza, ma questa è un'altra storia. Per iniziare a prendere confidenza con la belva, lascio che il motore giri tranquillo lungo l'autostrada, prendo le misure alla taratura delle sospensioni e dello sterzo, al sincronismo del cambio, provo qualche allungo e capisco che in Italia la mia patente avrebbe i secondi contati.
Nella modalità più friendly, la nuova Astra OPC ti consente di viaggiare spedito ricordandoti ad ogni curva che il suo appoggio è sempre sicuro e ad ogni accelerazione che il mostro d'alluminio è sempre lì, nascosto sotto il cofano. Per strada è quasi inutile irrigidirla ulteriormente premendo il tasto Sport o renderla estremamente vivace e ancora più dura scegliendo la modalità OPC. Il discorso cambia nei tratti misti con asfalto levigato o in pista, dove i cavalli girano a briglie sciolte e si possono disattivare sia l'ESP che il controllo della trazione. Senza l'ausilio dei "paracadute" elettronici la belva esce allo scoperto e mette a dura prova chiunque abbia intenzione di domarla. Bastano 6 secondi per raggiungere i 100 km/h, e non sembra un dato inverosimile, mentre non ci vuole poi molto a toccare la velocità massima di 250 km/h. Il punto è che la potenza arriva presto, la coppia massima di 400 Nm si esprime già a 2.450 giri, in maniera istantanea, accompagnata da un latrato sinistro che fa tanto auto da rally.

In pista per spingerla al massimo

La OPC è veloce, molto veloce e così decido di sfruttare il cambio manuale a sei marce, che ha l'unico difetto di avere un pomello troppo ingombrante sistemato in una posizione leggermente arretrata, e allungo fino all'intervento del limitatore a 6.500 giri. In curva si sente l'avantreno che tira la vettura e la inserisce al volo in traiettoria, la confidenza è tanta, il retrotreno è solido, e dopo poche tornate in circuito mi ritrovo a sfidarla aprendo il gas prima di quanto avrei pensato. Per un momento avverto un principio di sottosterzo, poi interviene il differenziale autobloccantee l'Astra OPC mi spara fuori dalla curva lasciandomi in balia dell'accelerazione laterale. Difficile metterla in crisi, tutt'al più si sentono le gomme anteriori che stridono, si avverte qualche reazione al volante, un po' troppo grande per una sportiva, ma dopo qualche istante tutto ritorna alla normalità.
Insomma, l'Astra OPC, nonostante la sua forza bruta, è un'auto gestibile, anche senza l'ausilio ingombrante dell'elettronica. Merito del differenziale autobloccante meccanico Drexler a dischi multipli, che produce un effetto bloccante con un angolo di rampa di 45° gradi in accelerazione e di 90° in decelerazione, e dell'impianto frenante Brembo con dischi da 355 X 32mm, ventilati, dotati di raffreddamento aggiuntivo e forati trasversalmente, con pinze a 4 pistoncini all'anteriore. Inoltre, le pastiglie sono per i freni ad alte prestazioni e non potrebbe essere altrimenti visto la potenza della vettura. A dare man forte a questi dispositivi troviamo la sospensione anteriore consistema Hyper Strut che riduce la distanza tra l'asse e la ruota e l'inclinazione tra i due elementi migliorando le reazioni durante la guida ed eliminando l'effetto della coppia sul volante.
Disponibile da subito, i primi esemplari arriveranno entro luglio, la Opel Astra OPC ha tempi di consegna di 60 giorni ed un prezzo di 31.000 euro che comprende già tutta la sua complessa dotazione tecnica. Volendo si possono avere come optional due tipologie di navigatori satellitari, da 855 euro o 1.250 euro, la selleria in pelle con i sedili sportivi per 2.000 euro e i fari direzionali bi-xenon, proposti a 1.225 euro.

martedì 22 maggio 2012

Colpo di sonno? Ok il pisolino sulla corsia d’emergenza


Se un guidatore avverte una forte stanchezza, e capisce che rischia di addormentarsi al volante, può fare una sosta sulla corsia d’emergenza: lo ha sancito la Cassazione.


PREVENZIONE - Sì al pisolino sulla corsia d’emergenza se si tratta di prevenire il colpo di sonno: è la sintesi della sentenza della Cassazione numero 19170, pubblicata il 18 maggio 2012. La Corte suprema è stata infatti chiamata a interpretare l’articolo 157 del codice della strada: lasosta d’emergenza avviene per avaria del veicolo o per “malessere” del guidatore o di un passeggero; e il “malessere”, secondo i giudici, comprende la stanchezza che precede il colpo di sonno. La “siesta” viene vista dai giudici come un modo per evitare il rischio di un incidente, e quindi per migliorare la sicurezza stradale.

AUTO CONTRO TIR - La sentenza nasce da un incidente mortale del 2008, sull’autostrada A1. La Cassazione ha escluso la responsabilità di un camionista che, col suo Tir, sostava sulla corsia d’emergenza per non farsi sorprendere da un colpo di sonno: venne urtato da una vettura (che sbandò per lo scoppio di un pneumatico) il cui guidatore morì sul colpo. L’autotrasportatore non è stato condannato per omicidio colposo né dal tribunale di Roma (nel 2010) né, ora, dalla Corte suprema

martedì 8 maggio 2012

Countryman Coupé: spiata nei test su strada


La Mini Paceman Concept che nella versione di serie prenderà il nome di Countryman Coupé, ha iniziato i primi test su strada, come dimostra la foto "rubata" che ritrae il futuro modello anglo-tedesco parzialmente camuffato.
Nato per conquistare una clientela giovane e prevalentemente maschile, il nuovo modello si presenta come una declinazione in chiave coupé del crossover compatto Mini Countryman. Esteticamente, infatti, la futura Mini ricalca la linea della sorella Countryman solo nella parte anteriore, mentre in quella posteriore perde le altre due portiere e guadagna un lunotto particolarmente inclinato che sottolinea la vocazione sportiveggiante della vettura, ma nello stesso tempo riesce a conservare una buona abitabilità (2+2), assicurata dalla lunghezza della carrozzeria pari a 4,11 metri. Anche la linea di cintura risulta più alta, mentre il tetto della vettura nella porzione anteriore misura 20 mm in meno della Countryman e in quella posteriore 40 mm, così come l'assetto che risulta ribassato di circa 20 mm. Gli altri dettagli estetici che distinguono il nuovo modello sono i gruppi ottici posteriori che risultano completamente ridisegnati e le protezioni in plastica che caratterizzano la parte inferiore del paraurti.
La Paceman erediterà i propulsori diesel e benzina presenti sugli altri modelli Mini, compresa la variante sportiva Cooper S, alimentata con il propulsore a benzina 1.6 turbo Twin Scroll da 185 CV. Quest'ultima versione - quasi sicuramente - verrà proposta anche con kit di preparazione meccanica John Cooper Works (JCW) che permette di estrapolare dal potente 1.6 litri turbo, ben 211 CV e 280 Nm di coppia massima. L'abbondante potenza e la generosa coppia permetterà verosimilmente un'accelerazione da zero a 100 km/h in circa 6,5 secondi e una velocità di punta che si aggirerà sui 230 km/h. Sul fronte dei diesel non mancheranno le versioneCooper D e la versione di punta Cooper SD spinta da un generoso 2.0 litri di origine Bmw capace di erogare 150 CV. Per quanto riguarda il tipo di trazione si potrà scegliere tra la tradizionale trazione anteriore e la sofisticata trazione integrale All4.
La Mini Countryman coupé verrà presentata nella sua veste definitiva in occasione del prossimoSalone di Parigi 2012 fissato per il mese di settembre, mentre il suo debutto commerciale è atteso all'inizio del prossimo anno ad un prezzo di partenza che dovrebbe aggirarsi tra i 21.000 e i 22.000 euro, più o meno lo stesso listino della Mini Countryman dotata di quattro portiere.

venerdì 20 aprile 2012

Codice della strada GUIDARE A 17 ANNI? ORA SI PUÒ


Ci sono voluti quasi due anni, ma alla fine laGuida accompagnata è arrivata. Prevista dall'ultima riforma del Codice della strada, approvata dal Parlamento nel luglio 2009, la possibilità di mettersi al volante di un'auto a 17 anni sarà realtà a partire dal 23 aprile (per la legge, in realtà, dal 21 aprile che però sarà un sabato). Da quel giorno i ragazzi che hanno compiuto 17 anni e che hanno già in tasca la patente A1 possono presentare alla motorizzazione civile la domanda per ottenere l'autorizzazione a guidare, un documento rilasciato dietro richiesta del genitore o del tutore del minorenne e dopo la frequenza obbligatoria di un apposito corso di guida in autoscuola, la quale in genere si occupa di tutte le procedure burocratiche.
Apposito contrassegno. Con l'autorizzazione in mano si potranno guidare, non oltre il compimento del diciottesimo anno d'età e accompagnati da una delle persone indicate nella stessa autorizzazione di età non superiore a 60 anni e in possesso di patente B o superiore da almeno dieci anni, solo i veicoli guidabili dai neopatentati: cioè autocarri di potenza specifica non superiore a 55 kW/t oppure autovetture che rientrino nello stesso limite di potenza specifica e l'ulteriore limite della potenza, che non deve essere superiore a 70 kW. Sul veicolo potranno prendere posto solo guidatore e accompagnatore e dovrà essere obbligatoriamente apposto, sia nella parte anteriore sia nella parte posteriore, l'apposito contrassegno GA su fondo giallo.
Il corso, che vale anche ai fini delle esercitazioni per l'esame per la patente di categoria B, prevede almeno dieci ore di esercitazione (ma l'autoscuola può suggerire un supplemento di lezioni), non è richiesto alcun esame e si conclude con il rilascio di un attestato di frequenza. Solo la presentazione di questo documento in motorizzazione consente di ottenere l'autorizzazione per esercitarsi. Le lezioni sono individuali e non possono superare le due ore consecutive. Il programma prevede: 
1. Uso del veicolo (1 ora) - Partenza, uso della frizione, uso del volante, frenata, inserimento e disinserimento delle marce, retromarcia.
2. Comportamento nel traffico (3 ore) - Posizione sulla carreggiata, svolta a destra, svolta a sinistra, circolazione in strade strette, partenze in salita con freno a mano e senza freno a mano, comportamento agli incroci regolati e non da segnaletica verticale, regolati da impianti semaforici, incroci con circolazione rotatoria, controllo della precedenza agli incroci con diritto e non di precedenza, valutazione della distanza di sicurezza, parcheggi, inversioni di marcia.
3. La guida in condizioni di visione notturna (2 ore) - Circolazione in strade urbane strette e larghe, con veicoli parcheggiati ai lati e non, affrontando incroci regolati da segnaletica verticale e da impianti semaforici. 
4. Guida su strade extraurbane (2 ore) - Circolazione su strade di scorrimento, o su strade extraurbane secondarie, superando la velocità di 50 km/h, inserimento della 5ª marcia e adeguamento delle marce alla velocità, utilizzo del veicolo e del motore a regime di coppia massima consumando e inquinando il minimo possibile. 
5. Guida su autostrade o su strade extraurbane (2 ore) - Circolazione su autostrade o su strade extraurbane principali o su strade extraurbane secondarie, immissione in corsia di accelerazione, ingresso in autostrada o su strade extraurbane principali o su strade extraurbane secondarie, circolazione in corsia di marcia, sorpasso in corsia di sorpasso, circolazione in una corsia di decelerazione, uscita percorrendo la corsia di decelerazione.

Le sanzioni Particolarmente severe le sanzioni per chi non rispetterà i paletti della legge. In particolare, l'autorizzazione è revocata e non sarà più possibile conseguirla in caso di violazioni che prevedano la sospensione o la revoca della patente di guida.
- Guida senza autorizzazione: 398 euro di multa;
- istruttore che accompagna conducente senza autorizzazione: 398 euro di multa;
- minore autorizzato alla guida senza accompagnatore: 398 euro di multa, fermo del veicolo per tre mesi e revoca dell'autorizzazione;
- mancanza di contrassegno sul veicolo: 78 euro di multa e fermo del veicolo per 30 giorni;
- contrassegno irregolare: 80 euro di multa;
- guida di veicoli potenti: 152 euro di multa;
- mancanza momentanea dei documenti: 39 euro di multa;
- trasporto di persona diversa dall'accompagnatore: 78 euro e fermo del veicolo per 30 giorni;
- superamento limiti di velocità da minore autorizzato alla guida: 148 euro e fermo del veicolo per 30 giorni.

Più preventivi. Il consiglio? Il solito: farsi fare più preventivi dalle autoscuole tenendo conto anche del fatto che alcune offrono l'opzione "Guida accompagnata + patente B". Ma, nella scelta, non basarsi unicamente sul prezzo. Ciò che conta veramente è la qualità della formazione.

venerdì 27 gennaio 2012

Fiat Strada IN VENDITA DA FINE MESE

La Fiat ha annunciato stamane la rinnovata versione dello Strada, il pick up prodotto a Betim, in Brasile e disponibile a partire dalla fine del mese di gennaio a prezzi compresi tra 12.900 e 16.000 euro (Iva esclusa). Lungo 4,41 metri, offre un cassone lungo 1,68 metri e largo 1,3 metri per la versione due posti, mentre si riduce a 1,33 per la versione cabina lunga e a 1,08 per quella a cabina doppia 4 posti. Il vano di carico è provvisto di ganci di ancoraggio e ribaltina, capace di reggere un peso di 300 kg, mentre la portata varia da 630 a 705 kg in base alle versioni. Il peso rimorchiabile è di 1000 kg.  


Euro 5. L'unica motorizzazione disponibile è quella diesel di 1.3 litri Mjet da 95 CV e 200 Nm di coppia massima abbinata al cambio manuale a cinque marce, accreditata di un consumo medio di 5,2 l/100 km e di 138 g/km di CO2, che sostituisce il precedente 85 CV Euro 4.

Prestazioni e allestimenti. La velocità massima è pari a 163 km/h, mentre i i 100 km/h vengono raggiunti in 12,8 secondi: questi valori peggiorano leggermente sulle versioni Adventure, dotate di mancorrenti sul tetto e carrozzeria modificata. Oltre all'allestimento base Working, saranno offerte le versioni Trekking e Adventure: quest'ultima è riconoscibile per gli inserti cromati, mascherina nera e fendinebbia, inoltre offrirà di serie cerchi di lega e pneumatici M+S 205/65R15 (contro le 175/70R14 delle altre versioni), climatizzatore, differenziale E-Locker a controllo elettronico, bussola e inclinometro.

martedì 3 gennaio 2012

Fiat Brasile DA DIECI ANNI LEADER DEL MERCATO

La Fiat conferma la leadership indiscussa sul mercato brasiliano per il decimo anno consecutivo, chiudendo il 2011 a quota 754.256 vetture con il 22% di quota di mercato per auto e veicoli commerciali. I modelli più venduti sono Uno (272.859) e il pick up Strada (118.620), mentre il Ducatoè leader del settore commerciale con 13.486 unità. A livello globale, il mercato brasiliano ha chiuso il 2011 con il record assoluto di 3.426.290 veicoli immatricolati.
Nel 2011, la Fiat ha lanciato sul mercato brasiliano la 500 con motore Multiair (la stessa venduta negli Stati Uniti) e la Suv Freemont, ma è stata rinnovata anche la Palio, ormai giunta a quota 2,5 milioni costruiti lungo la sua carriera e già premiata da diverse testate brasiliane come migliore auto dell'anno.
Investimenti. La Fiat ha pianificato investimenti di 10 miliardi di real (oltre 4 miliardi di euro) entro il 2014 per lo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie, ampliando la capacità dello stabilimento di Betim fino a 950.000 unità annue e progettando la creazione di un nuovo impiuanto a Goiàs nel 2014, capace di sfornare 250.000 vetture l'anno, con l'ambizioso obiettivo di toccare 1 milione di veicoli all'anno.

domenica 18 dicembre 2011

Renault Twizy: primo contatto su strada

Renault Twizy

  • Design8,00
  • Comfort7,50
  • Prestazioni7,00
  • Prezzo7,50
  • PROZero emissioni inquinanti, dimensioni contenute, prezzo interessante

  • CONTROMancanza del riscaldamento
  • Voto Motori.it: 7,50









La Renault Twizy è un veicolo innovativo sotto molti aspetti: la forma della carrozzeria, la disposizione dei passeggeri, ma soprattutto la trazione completamente elettrica. Abbiamo avuto un primo contattocon la piccola vettura francese durante il Motor Show appena passato, un piccolo test drive che simulava il traffico della città, suo habitat naturale. Caratterizzata da una linea capace di far girare i pedoni al suo passaggio, la Renault Twizy si presenta come la soluzione ideale per chi cerca l'agilità di uno scooter e le comodità di un'automobile, il tutto a emissioni zero grazie al motore elettrico. Sarà veramente così? Per scoprirlo abbiamo provato la Renault Twizy insieme ai colleghi motociclisti.

Design: l'originalità non manca

Piaccia o non piaccia, la Renault Twizy non sarà mai un veicolo banale. Lunga solamente 2,32 metri, la biposto francese fa subito capire di essere nata per affrontare il traffico cittadino. Disponibile anche nella versione con portiere laterali(optional da 550), la Twizy stupisce per la facilità di accesso a bordo. Grazie alle soluzioni dei sedili in tandem, il passeggero posteriore può tranquillamente allungare le gambe sulle pedane laterali e lo spazio per la testa non manca. Unico neo è la scarsa (per non dire assente) imbottitura del sedile posteriore. Viaggiando sul pavè potrebbe rivelarsi un problema importante. Comodo invece il posto di guida da dove si hanno i comandi a portata di mano. Come vani portaoggetti si può contare su due spazi da 31 e 55 litri, non dimenticandosi però di poter utilizzare il sedile posteriore come piano per appoggiare il sacchetto della spesa o due casse d'acqua.

Su strada: la stabilità non manca

Una volta partiti la Renault Twizy sorprende per la reattività del motore elettrico. L'accelerazione non manca e la ripresa promette di muoversi agevolmente tra le auto "tradizionali". L'assetto offre una stabilità quasi da "kart", forse addirittura troppo rigido per le strade che dovrà andare ad affrontare. Considerando la mancanza di controlli di stabilità, Renault ha preferito puntare sulla sicurezza assoluta a scapito del comfort. Nonostante non sia servoassistito, lo sterzo permette manovre senza troppi sforzi grazie al peso contenuto e ai pneumatici con battistrada 135. Capitolo parcheggio: prima di salire a bordo la mancanza del lunotto posteriore (i sensori di parcheggio sono tra gli optional) non lasciava presagire niente di buono. Invece grazie alla generosa dimensione degli specchietti retrovisori, parcheggiare in retromarcia è stato più semplice del previsto. Qualche dubbio invece sulla protezione alle intemperie: sicuramente rispetto ad uno scooter non ci si bagna e le portiere laterali offrono una protezione maggiore ma nelle fredde giornate invernali, oltre alla coperta per il guidatore offerta come accessorio, l'abbigliamento pesante sarà obbligatorio.

Prezzi da 6.990 euro

La Twizy viene proposta in due versioni: la Twizy 45 (utilizzabile con il solo patentino ciclomotori) ha un prezzo che parte da 6.990 euro più 45 euro mensili per le batterie, mentre la Twizy 75 (motore da 20 cavalli destinata ai guidatori con patente A1 o B) è offerta a 7.690 euro più 49 euro per il noleggio delle batterie. La Renault Twizy sembra aver le carte in regola per aver successo in un mercato ancora acerbo. Le prime impressioni raccolte al Motor Show promuovo la novità francese e aprono scenari interessanti alla mobilità urbana per i prossimi anni.

sabato 17 dicembre 2011

Subaru XV 2.0D Exclusive

Alta da terra, gioca a fare la coupé, ma anche la station wagon, in un settore molto conteso, quello delle Suv compatte. È la Subaru XV, che ha nel mirino la Volkswagen Tiguan e laNissan Qashqai. Lunga 4,50 metri, sarà in vendita in Italia alla fine di gennaio 2012 in una gamma agile, che comprende due motorizzazioni benzina di 1.6 e 2 litri con potenze rispettivamente di 114 e 150 CV, cui si affianca un 2 litri turbodiesel da 147 CV. Ai tre motori sono accoppiati un cambio manuale a 5 rapporti con ridotte (1.6ì), un più normale 6 marce (2.0i e 2.0 D) e un automatico CVT a variazione continua (1.6i e 2.0i). Tre, infine, le versioni: Comfort, Trend e Exclusive con prezzi che vanno da 21.990 della 1.6i Comfort a 31.990 euro della 2.0 D Exclusive.


Posto guida. Ci mettiamo al volante proprio di quest'ultima, spinta da un quattro cilindri turbodiesel da 147 CV, la più costosa e accessoriata della gamma XV, dotata di cambio meccanico a sei marce. Il posto guida, comodo, è volutamente alto per dare l'impressione da Suv. Bene i comandi, notevole l'allestimento circa gli accessori e la qualità percepita, specie per quanto riguarda i materiali impiegati. 


Motore. Premuto il pulsante alla destra del volante, il boxer a gasolio s'avvia senza alzare troppo la voce, ma con la vivacità che ci si attende da un turbodiesel da 147 CV. Ci si nuove agilmente, sia nel traffico cittadino sia nei percorsi extra-urbani, nonostante il quattro cilindri boxer non sia un campione quanto ad elasticità. In ripresa, infatti, si dimostra un po' fiacco sotto i 1.800 giri/min, complice il cambio sei marce, i cui innesti sono un po' contrastati, specie nelle manovra rapide.


Su strada. Discorso diverso, invece, per il comportamento su strada della Subaru XV: il piacere di guida, infatti, è legato al confort e alla dinamica, grazie anche alle sospensioni che seguono bene gli avvallamenti del fondo stradale, benché abbiano una risposta piuttosto secca sulle asperità e sui brevi avvallamenti. La sensazione, comunque, è di notevole sicurezza, dovuta in buona parte all'azione del sistema 4x4 dotato di differenziale centrale con giunto viscoso e ripartizione di 50:50 della coppia motrice. Così la XV affronta salite e tornanti in agilità e con una certa determinazione. Il carattere di questa Subaru crossover, inoltre, non cambia neppure quando si spinge a fondo poiché non dà mai la sensazione di essere in affanno. Nell'inserimento di curva emerge un certo sottosterzo, mentre in velocità sarebbe preferibile poter contare su un'azione un po' più pronta e progressiva.

Opel Corsa 1.3 CDTI 95 CV ecoFLEX Elective: Beve pochissimo ma non ti coccola


Perché comprarla
Agile e ben dotata
Utilitaria a tre porte dall’aspetto piuttosto sportiveggiante, la ecoFlex è equipaggiata con un 1.3 a gasolio provvisto di Start&Stop e adotta specifiche soluzioni che le permettono di consumare pochissimo. Le prestazioni sono brillanti e il piacere di guida non manca, grazie pure allo sterzo preciso e all’elevata tenuta di strada, ma sulle buche le sospensioni sono rigide. In rapporto al prezzo la dotazione di serie è completa, anche per quel che concerne la sicurezza.  

Grazie ad alcuni dettagli rivisti, come gli elaborati fari con cornici oscurate o le prese d’aria a griglia, questa utilitaria non manca di grinta. Anche perché la carrozzeria a tre porte e la coda dai montanti molto inclinati le donano un look quasi da coupé, ancor più accattivante se si aggiunge il pacchetto composto dai vetri posteriori scuri e dai cerchi in lega di 15 pollici (unica misura prevista per la ecoFlex).
Questa versione adotta molte soluzioni specifiche per ridurre i consumi: il 1.3 a gasolio è abbinato al sistema Start&Stop che lo spegne nelle soste al semaforo (il motorino di avviamento è più robusto per sopportare il maggiore stress, e la batteria è potenziata), l’assetto è ribassato di 2 cm per migliorare l’aerodinamica e lo sterzo impiega una cremagliera a basso attrito e un servocomando elettrico con taratura specifica.
In effetti i vantaggi al distributore si sentono, e anche se i 28,5 km/l di media promessi dalla casa rimangono un miraggio, in città si fanno oltre 15 km/l e fuori si superano i 23; il tutto senza rinunciare a prestazioni piuttosto vivaci. Valido anche il comportamento stradale, favorito dallo sterzo preciso e dalle sospensioni rigide che non fanno troppo coricare la vettura in curva; per contro, anche se migliorato rispetto alla versione precedente, il comfort sullo sconnesso non è il massimo.
Per quel che costa, la Opel Corsa Elective ecoFlex è bene equipaggiata, anche dal punto di vista della sicurezza (Esp e sei airbag sono compresi nel prezzo); tuttavia, non si possono aggiungere i fari che si orientano automaticamente in curva, riservati alla più costosa b-color (che, però, non ha lo Start&Stop). Fra gli accessori a pagamento ci sono il “clima” automatico - quello di serie è manuale - e i sensori di parcheggio (utili perché la visuale offerta dal lunotto è alquanto scarsa).
Al volante
4
Sportiva come non ti aspetti
In città la Corsa non è certo impacciata, anche se la visibilità posteriore è scarsa e per “star tranquilli” conviene aggiungere i sensori. Se le sospensioni rigide fanno sentire troppo le buche, di contro avvantaggiano fra le curve, favorendo la tenuta di strada nonostante la gommatura sia tutt’altro che sportiva. Il brillante turbodiesel alza un po’ la voce in accelerazione, ma è ben dimensionato in rapporto alla vettura: è brioso, non ha il fiato corto nemmeno in autostrada e vanta consumi davvero contenuti su ogni percorso.

In cittàLunga 4 metri esatti, l’Opel Corsa ha le dimensioni giuste per affrontare la città senza troppi patemi, anche se la scarsa visibilità posteriore induce alla spesa extra necessaria per i sensori (in compenso lo sterzo è leggero in manovra). L’elasticità del motore e i puntuali interventi dello Start&Stop (che nelle soste spegne il motore appena si mette il cambio in folle, e lo riavvia automaticamente quando si agisce sulla la frizione per innestare la prima o la “retro”) aiutano a tenere bassi i consumi. Sullo sconnesso l’effetto-filtro delle gomme con la spalla alta aiuta, ma solo fino a un certo punto, a “mettere una pezza” alla rigidità delle sospensioni.
Fuori cittàChi ama affrontare “allegramente” i percorsi tortuosi gradirà le solide sospensioni, che non fanno inclinare troppo l’auto in curva favorendo agilità e tenuta di strada; anche perché il brioso turbodiesel, a patto di essere tenuto oltre i 2000 giri, è piacevolmente pronto a rispondere all’acceleratore. Se gli si tira il collo, però, alza la voce, ma sa farsi perdonare con consumi effettivamente contenuti (abbiamo rilevato 23,8 km/l). Seppure un po’ lento in fase di riallineamento, lo sterzo vanta una buona precisione; la potenza dei freni è nella media, ma l’impianto tende a perdere efficacia nell’impiego intenso.
In autostradaLa quinta è lunga per contenere i consumi, ma non al punto da penalizzare eccessivamente la ripresa dopo i rallentamenti: a 130 orari il motore lavora a 2750 giri, senza peraltro fare troppo rumore (dunque neppure si sente la mancanza della sesta). Adeguati ai lunghi trasferimenti anche i sedili, che non risultano eccessivamente cedevoli e dunque scomodi. Precisione e stabilità non vengono meno neppure ad andatura sostenuta, e comunque, nelle manovre d’emergenza, si può contare sul puntuale e sempre ben calibrato intervento dell’Esp.
Vita a bordo
3
Si sta bene in quattro
La plancia è realizzata con materiali di qualità e ben rifinita, ma qualche particolare della strumentazione resta da migliorare; inoltre, lo schermo del navigatore (optional) è troppo in basso. Sulle ben conformate poltrone anteriori si sta comodi, mentre dietro lo spazio è sufficiente soltanto per due persone e l’ambiente risulta un po’ buio a causa dei finestrini piccoli. Il bagagliaio è abbastanza capiente e rifinito con cura, ma abbattendo gli schienali si forma un fastidioso gradino.

Plancia e comandiLe plastiche sono di buona qualità e gli assemblaggi bene eseguiti, ma stona l’anacronistico orologio/datario digitale al centro della plancia. Non proprio in vista, ma comoda da raggiungere, a sinistra del volante c’è la manopola per commutare le luci, sotto la quale si trova un piccolo vano portaoggetti. Ben leggibile ma banale il cruscotto analogico, che peraltro non fornisce informazioni su temperatura del liquido refrigerante e consumi: queste ultime funzioni sono previste solo se si aggiungono il climatizzatore automatico e il navigatore (con vivavoce Bluetooth e prese Aux e Usb).
Abitabilità
Le poltrone, giustamente contenitive ma anche ampie, risultano comode; ok anche la regolazione degli schienali, affidata a un sistema a manopola, e quella in altezza - con ampia escursione - del posto guida. Ben fatto anche il cassetto di fronte al passeggero, ampio e illuminato (ma non è refrigerato ed è privo di serratura). Meno accogliente la zona posteriore: i finestrini piccoli la fanno risultare buia e il divano è sufficientemente largo soltanto per due persone (mentre un eventuale terzo viaggia scomodo a causa della seduta rialzata al centro e del tunnel che toglie spazio ai piedi); in compenso, ci sono comodi portabibita laterali. 
Bagagliaio
La capacità è allineata a quella delle rivali, ma il baule della Opel Corsa conta su un’imboccatura ampia, ha una forma interna regolare ed è curato nei dettagli: oltre a due utili botole sui fianchi (una destinata al kit di pronto soccorso, l’altra al cric), sono previste pure le guide per riporre la cappelliera quando la si smonta per sfruttare tutta l’altezza disponibile. Peccato, però, che reclinando lo schienale (frazionato asimmetricamente) venga a crearsi uno scalino sul pavimento, che si va ad aggiungere al dislivello di 20 cm formato dalla soglia (la quale, peraltro, dista ben 68 cm dal suolo).
Quanto è sicura
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La dotazione non richiede aggiunte
Il regolatore di velocità non è previsto, ma la dotazione di serie comprende tutto quel che serve davvero: Esp, airbag frontali, laterali e per la testa estesi anche ai posti dietro, e fari fendinebbia. Nei crash test Euro NCAP, effettuati sulla versione pre-restyling, ossia quella del 2006, la Corsa ha ottenuto la valutazione massima (cinque stelle) per quanto riguarda la protezione degli occupanti.
La Opel Corsa è stata sottoposta ai crash test Euro NCAP nel 2006 (quando debuttò la versione dalla quale l’attuale, frutto del restyling del 2011, è strettamente derivata), superandoli con il punteggio di cinque stelle - ossia il massimo - per quanto riguarda la protezione degli occupanti, tre stelle per i bambini trasportati su seggiolini Isofix e tre stelle per la tutela dei pedoni in caso di investimento. Già allora la dotazione di serie prevedeva i controlli elettronici di trazione e stabilità, le cinture di sicurezza con pretensionatore e limitatore di carico nonché sei airbag, con quelli a tendina estesi fino a riparare la testa di chi viaggia dietro. Sono inclusi nel prezzo anche i fendinebbia (tranne che per la “base” Club, che, però, non è proposta con motori diesel), mentre non è contemplato il cruise control né, per la Elective, i fari a orientamento automatico offerti in opzione per gli allestimenti superiori.
Ne vale la pena?
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Mantiene quel che promette
Chi in un’utilitaria cerca il massimo comfort troverà le sospensioni troppo dure e il motore un po’ rumoroso in accelerazione, ma è innegabile che questa versione “ecologica” della Corsa consumi effettivamente pochissimo, e senza far rinunciare al piacere di guida. Oltre che ben costruita, è equipaggiata come si deve e – a patto di viaggiare in quattro e non in cinque – offre una discreta abitabilità.
Per un 1.3 turbodiesel 95 CV non sono pochi e, complice il peso contenuto della vettura, le prestazioni risultano più brillanti di quanto sarebbe lecito aspettarsi da questa versione della Opel Corsa, studiata principalmente in funzione del contenimento dei consumi. Fra gli aspetti positivi vanno annoverati anche il buon comportamento stradale, l’elevata qualità costruttiva e l’equipaggiamento, che è completo in rapporto al prezzo. Quel che lascia a desiderare è, invece, il comfort, perché le sospensioni sono rigide e sullo sconnesso i sobbalzi non mancano. Inoltre, chi viaggia spesso in compagnia farà bene a considerare la variante a cinque porte: il divano resta comodo solo per due (e, per giunta, il poggiatesta centrale si paga a parte), ma almeno migliora l’accessibilità. Va detto pure che la scelta della ecoFlex comporta la rinuncia ad alcune possibilità di personalizzazione: non solo non si possono avere i fari a orientamento automatico, ma neppure il portabici posteriore a scomparsa né il tetto in vetro, che farebbero aumentare il peso a scapito dei consumi.
Perché sì
Consumi
Il rendimento del piccolo turbodiesel è elevato e si traduce in consumi bassi in ogni frangente, senza che per questo siano penalizzate le prestazioni. In città la presenza dello Start&Stop fa sentire i suoi benefici.
Prezzo
Tenuto conto dei contenuti tecnici, della qualità delle finiture e della dotazione, il prezzo è niente affatto sproporzionato. E non lievita troppo nemmeno se si aggiungono i cerchi in lega (in pacchetto con i vetri dietro scuri) e i sensori di distanza posteriori.
Sportività
A dispetto di altre vetture progettate per ottenere la massima economia d’esercizio, la Corsa non manca di grinta: il frontale (ridisegnato rispetto alla versione precedente) è aggressivo, e la coda filante e movimentata la fa sembrare una piccola coupé.
Tenuta di strada
A differenza delle altre versioni la ecoFlex non può avere i cerchi di 16 pollici (che peggiorerebbero i consumi), ma anche con quelli di 15” e senza gomme ribassate la tenuta di strada non delude. L’Esp (di serie) interviene soltanto se si esagera. 
Perché no

Comfort
La zona posteriore dell’abitacolo è poco luminosa, e con la carrozzeria a tre porte l’accessibilità al divano (adatto solo per due persone) non è agevole; inoltre, le sospensioni - pur migliorate rispetto al passato - restano rigide sulle buche.
Navigatore
Ovviamente optional, ha un comodo schermo a sfioramento ma è collocato nella consolle (mentre nella versione precedente era in cima alla plancia): troppo in basso per non distrarre dalla guida quando lo si consulta.
Optional
Passi per l’indisponibilità del tetto apribile, ma dispiace che proprio questa versione “ecologica” non possa avere l’ingegnoso portabici Flex-Fix (che quando non è in uso scompare nel paraurti posteriore).
Visibilità
Con il lunotto piccolo e il particolare taglio dei finestrini posteriori, in retromarcia è meglio affidarsi ai sensori di distanza (ma si devono pagare); la situazione non è ottimale nemmeno davanti, per colpa dei massicci montanti del parabrezza. 

Grazie a: http://www.alvolante.it