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martedì 22 maggio 2012

Colpo di sonno? Ok il pisolino sulla corsia d’emergenza


Se un guidatore avverte una forte stanchezza, e capisce che rischia di addormentarsi al volante, può fare una sosta sulla corsia d’emergenza: lo ha sancito la Cassazione.


PREVENZIONE - Sì al pisolino sulla corsia d’emergenza se si tratta di prevenire il colpo di sonno: è la sintesi della sentenza della Cassazione numero 19170, pubblicata il 18 maggio 2012. La Corte suprema è stata infatti chiamata a interpretare l’articolo 157 del codice della strada: lasosta d’emergenza avviene per avaria del veicolo o per “malessere” del guidatore o di un passeggero; e il “malessere”, secondo i giudici, comprende la stanchezza che precede il colpo di sonno. La “siesta” viene vista dai giudici come un modo per evitare il rischio di un incidente, e quindi per migliorare la sicurezza stradale.

AUTO CONTRO TIR - La sentenza nasce da un incidente mortale del 2008, sull’autostrada A1. La Cassazione ha escluso la responsabilità di un camionista che, col suo Tir, sostava sulla corsia d’emergenza per non farsi sorprendere da un colpo di sonno: venne urtato da una vettura (che sbandò per lo scoppio di un pneumatico) il cui guidatore morì sul colpo. L’autotrasportatore non è stato condannato per omicidio colposo né dal tribunale di Roma (nel 2010) né, ora, dalla Corte suprema

lunedì 30 gennaio 2012

Sciopero benzinai febbraio 2012: a breve le date


Confermato lo sciopero benzinai a febbraio 2012. Le date precise dell'agitazione che riguarderà i gestori degli impianti di distribuzione - che protestano contro il decreto sulle liberalizzazioni - saranno rese note il 7 febbraio prossimo.
Nell'attesa, la tensione resta alta soprattutto per le conseguenze che questo sciopero dei benzinai potrebbe avere non solo sul traffico privato ma anche su quello legato ai TIR, i cui conducenti sono un'altra categoria "sul piede di guerra" e pronta a ripetere blocchi e astensioni dal lavoro, nonostante la disapprovazione persino dei sindacati.
Il 7 febbraio si riuniranno a Roma le associazioni Faib e Fegica per definire le modalità della serrata che secondo i rispettivi rappresentanti "è provocata dal governo che ha iniziato un processo di espulsione dei gestori". Quello che si contesta è che l'esecutivo non avrebbe liberalizzato fino in fondo la distribuzione di benzina e gasolio: sono infatti solo i gestori-titolari delle pompe che potranno acquistare il carburante dalla compagnia che preferiscono, scegliendo il prezzo migliore. Tale facoltà non sarà invece concessa ai semplici gestori, che dovranno obbligatoriamente comprare dal brand di cui fanno parte.
Come comunicato a metà gennaio, i benzinai minacciano uno sciopero di 7 giorni (che potrebbero salire a 10) con modalità da definire: l'unica cosa certa è che non ci potranno essere più di 3 giorni consecutivi di astensione dall'erogazione del servizio di fornitura di carburante per auto.
Secondo alcune indiscrezioni, lo sciopero potrebbe essere fatto per 3 giorni alla settimanadurante il mese di febbraio 2012, sia sulla rete stradale ordinaria sia su quella autostradale.

mercoledì 25 gennaio 2012

Sciopero dei tir BENZINA FINITA A NAPOLI


Gli autotrasportatori proseguono la protesta contro i rincari di carburanteautostrade,assicurazioni e Irpef e contro le misure previste dalla liberalizzazione decisa dal Governo Monti. Migliaia di autisti sono scesi in piazza questa mattina a Palermo. "Siamo disposti a tutto, anche alla morte", ha dichiarato il leader del cosiddetto Movimento dei forconi, Mariano Ferro, nel corso della manifestazione. "Non ci fermiamo. La politica faccia la sua parte o vadano tutti a casa".


Prezzi alle stelle. Intanto nei pressi di Torino si è verificato un nuovo incidente: un camionista che cercava di aggirare la manifestazione dei colleghi a Carmagnola ha sfiorato con la parte posteriore del rimorchio un autista di 38 anni ferendolo. In tutta la Penisola si iniziano a lamentare difficoltà nell'approvvigionamento dellescorte con prezzi di alcune merci che, quando disponibili, sono arrivati alle stelle.
Sequestrato un distributore. A Napoli la benzina è esaurita in quasi tutti i distributori e non manca chi approfitta della situazione per commettere illeciti o veri e propri atti di sciacallaggio. A Ercolano, infatti, la Guardia di Finanza ha sequestrato un impianto che vendeva il carburante a 1,999 euro al litro.

martedì 24 gennaio 2012

Rivolta dei Tir: ci scappa il morto

Stamane, ad Asti, una camionista tedesca che non partecipava al blocco dei Tir ha investito un manifestante. Intanto, il blocco degli autotrasportatori causa disagi agli automobilisti e interrompe la produzione della nuova Fiat Panda a Pomigliano.
TRAGEDIA - Ci è scappato il morto: durante il blocco dei Tir che sta paralizzando l’Italia, stamane ad Asti una camionista tedesca 52enne che non partecipava al fermo ha investito un manifestante, sembra in modo del tutto accidentale. Massimo Crepaldi, 46 anni, è deceduto sul colpo. Nel frattempo, la protesta degli autotrasportatori contro il governo prosegue: si ribellano agli aumenti generalizzati, dal gasolio ai pedaggi autostradali, fino all’Irpef e alle assicurazioni. Fra le rivendicazioni, maggiore certezza sui tempi di pagamento. 

AUTOSTRADE IN TILT - Gravi disagi per gli automobilisti, intrappolati nei blocchi delle autostrade e anche sulle Statali, un po’ ovunque lungo lo Stivale. Problemi per il rifornimento di beni di prima necessità, e anche per la benzina: in Sicilia, epicentro della rivolta (animato dal Movimento dei Forconi), si registrano code lunghissime ai pochi distributori aperti; e il mercato nero della benzina impazza, con un litro di carburante volato a due euro e mezzo il litro.

PANDA BLOCCATA - Lo sciopero dei Tir ferma anche le fabbriche Fiat. In particolare, la linea di assemblaggio della nuova Panda Pomigliano d’Arco (Napoli) è stata costretta a fermarsi perché mancano i componenti per produrla. Problema pure a Melfi, Cassino, Mirafiori e Sevel.

mercoledì 8 giugno 2011

Eurovignetta per i Tir: tassa sullo smog

Più inquini, più paghi: è il principio della direttiva Eurovignetta per i Tir, la sovratassa sul trasporto merci in autostrada. È stata appena introdotta dal Parlamento di Strasburgo. Italia contraria.
SÌ DEFINITIVO - Se ne discuteva da tempo, ma ora il Parlamento europeo ha deciso: arriva la direttiva Eurovignetta per i Tir (per i mezzi di oltre 3,5 tonnellate). È una sovratassa europea sul trasporto merci in autostrada (in aggiunta al pedaggio normale) che si basa su un principio semplice: più “sporchi”, più paghi. Obiettivo, far calare l’inquinamento acustico e dell’aria, il consumo di petrolio e il traffico, nonché generare fondi da destinare al miglioramento delle infrastrutture ferroviarie: i Paesi membri dovranno investire il 15% dei ricavi nelle reti di trasporto transeuropee, e riferire in sede europea sull’utilizzo del sovrapedaggio. 
QUANTI SOLDI - Grosso modo, la tassa sullo smog sarà di 3-4 centesimidi euro per veicolo a chilometro. Con una variazione nei pedaggi che potrà toccare il 175% nelle aree congestionate, o con tariffe maggiorate nelle cinque ore di punta. Se uno Stato concederà deroghe ai mezzi fino a 12 tonnellate, dovrà comunicarne le ragioni alla Commissione europea. In ogni caso, i veicoli meno inquinanti saranno esenti dai costi dell’inquinamento atmosferico fino al 1° gennaio 2014 per la classe di emissione Euro V, e fino al 1° gennaio 2018 per gli Euro VI.
I CONTRARI - A Strasburgo, comunque, è stata battaglia: ci sono stati 501 voti a favore, ma anche 141 contrari e 17 astensioni. L’Eurovignetta è stata contestata da Confindustria, col sostegno del governo italiano. In particolare, il presidente di Confartigianato Trasporti, Francesco Del Boca, ha sottolineato “il grave impatto sugli autotrasportatori derivante dall'applicazione del nuovo testo. Siamo di fronte a una tassa addizionale sulle aziende, con il solo fine di fare cassa, al di là delle dichiarate motivazioni ambientali”.