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mercoledì 21 dicembre 2011

MONTEZEMOLO ENTRA IN POLITICA


Il presidente della Ferrari annuncia di prepararsi alle elezioni del 2013. "Non saranno un appuntamento di routine ma un appuntamento storico che dovrà aprire una nuova stagione"

Sul sito di Italia Futura, la fondazione di cui è presidente, Luca Cordero di Montezemolo annuncia il suo impegno in politica“Il prossimo anno – ha fatto sapere il presidente della Ferrari – occorrerà preparare, in vista del 2013, l'apertura di una nuova stagione della politica italiana”. E ha aggiunto: “Le prossime elezioni non saranno una tappa di routine, ma un appuntamento storico che dovrà aprire una nuova stagione”. 

motivi della decisione sono eloquenti nelle prime righe: “Per l’Italia il 2011 è stato uno degli anni più difficili dal dopoguerra. Troppi anni di paralisi decisionale della politica e la crisi finanziaria internazionale ci hanno portato vicinissimi al punto di non ritorno. Famiglie e imprese pagano, e continueranno a pagare, un conto salatissimo mentre il rischio di un crack finanziario non è ancora dietro le nostre spalle. Mai come nel 2011 i cittadini italiani hanno avuto la sensazione che il governo del paese fosse fuori controllo. Solo pochi mesi fa l’Italia era governata da una maggioranza paralizzata da liti interne e conflitti personali e la nostra credibilità internazionale era ai minimi storici. Il Governo continuava a ripetere che tutto andava bene e l’opposizione a sostenere che i mali dell’Italia iniziavano e finivano con il Presidente del Consiglio”. 

L’avvocato Montezemolo, 64 anni, ha quindi proseguito affermando“ Il tempo non è molto. Il prossimo anno assisteremo a una contrazione del PIL nell’ordine dei due punti percentuali. Il circuito del credito è ancora sostanzialmente congelato e le tante anomalie che bloccano il paese sono diventate zavorre insostenibili per imprese, lavoratori e famiglie. E’ prevedibile che il 2012 sarà l’anno in cui gli effetti della crisi si concentreranno sul paese reale e le tensioni finanziarie si intensificheranno mettendo a dura prova la tenuta dell’Europa. Il compito che attende il Governo è enorme, dobbiamo sostenerlo, perché la resistenza di chi vuole che tutto resti com’è ha già iniziato a frenarne l’azione”.

La scadenza naturale dell’attuale governo presieduto da Mario Monti – che ha già detto che non si candiderà – è infatti la primavera del 2013; sempre che l’attuale amministrazione, definita tecnica, non cada prima; magari nella prossima primavera. È probabile che Luca di Montezemolo si schiererà, magari da leader, nella nuova formazione politica “centrista” di cui si parla da ormai un mese, e della quale farebbero parte anche attuali ministri del governo Monti, a cominciare dal super ministro dell’economia Corrado Passera.

sabato 3 dicembre 2011

STICCHI DAMIANI NUOVO PRESIDENTE ACI


Ha battuto ai voti il numero uno uscente Enrico Gelpi. È anche a capo della Commissione Sportiva Automobilistica Italiana

L’ingegnere Angelo Sticchi Damiani, 65 anni leccese,  è il nuovo Presidente dell’Automobile Club D’Italia. La votazione, avvenuta il primo dicembre a scrutinio segreto di tutti i presidenti degli AC provinciali, lo ha visto prevalere di misura sul presidente uscente, Enrico Gelpi: lo scarto è stato di 46 voti su qualche migliaio. 

Già presidente della Csai, la Commissione sportiva automobilistica italiana, cioè l’ente che disciplina l’attività agonistica nazionale, e dell’AC Lecce, Angelo Sticchi Damiani ricopriva anche il ruolo di vice presidente dell’AC Italia. Tra il nuovo incarico di presidente dell’ACI e la dirigenza della Csai non c’è incompatibilità: Sticchi Damiani potrebbe quindi mantenere anche la guida della commissione sportiva fino alla scadenza del mandato, nel 2014.
 
L'Automobile Club d'Italia è stato fondato nel 1909; è un ente pubblico non economico.


venerdì 2 dicembre 2011

L’ACEA Sceglie Il Suo Nuovo Presidente: è Sergio Marchionne


È IL MANAGER DEL MOMENTO - Dopo i successi legati all’acquisizione della Chrysler, il supermanager della Fiat conquista una nuova posizione di prestigio nel mondo automobilistico, quella di presidente dell’ACEA.Sergio Marchionne succede a Dieter Zetsche, capo del consiglio di amministrazione del gruppo Daimler (oltre che della divisione Mercedes-Benz auto), che ha ricoperto il ruolo di numero uno dell’Associazione Europea dei Costruttori di Automobili per due anni, a partire dal 2010. 

UNA SFIDA DIFFICILE - L’elezione non è solo un fatto interno al mondo dell’auto, ma interessa l’intera economia dell’Unione Europea. È proprio il presidente uscente a sottolinearlo visto che “l’industria automobilistica europea è tra quelle che danno lavoro a più persone e investe oltre 30 miliardi di euro l’anno in ricerca e sviluppo, più di qualunque altro settore”.Sergio Marchionne accoglie la sfida in un momento particolarmente difficile per il mercato dell’auto, e non solo. Nelle intenzioni del manager italo-canadese, l’ACEA punterà la sua attenzione in particolare su tre fattori: politica industriale europea, mobilità sostenibile e scambi commerciali internazionali. Secondo Marchionne, infatti, questi temi sono strettamente legati tra loro, e condizionano la possibilità dell’industria di investire e fare innovazione.

domenica 27 novembre 2011

Governo Pronto A Portare L’IVA Al 23% - Una Vettura Costerà In Media 700 Euro In Più

I concessionari italiani: ”Aumentare l’imposta di due punti percentuali farà costare una vettura in media 700 euro in più”


La Federauto, cioè l’associazione che riunisce i concessionari automobilistici nazionali, iconti li ha già fatti. Se il Governo presieduto da Mario Monti attuerà, come pare ormai deciso a fare, l’aumento dell’Iva dal 21 al 23 per cento - e sarebbe il secondo incremento in un paio di mesi - un’automobile costerà mediamente 700 euro in più. E metterà ancora più in crisi l’intero settore commerciale delle quattro ruote che, avverte la Federauto, vale almeno il 12 per cento del prodotto interno lordo

«L’Iva al 23% – ha dichiarato Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto –sarebbe il modo migliore per decimare un settore già in forte sofferenza, perché non è pensabile affrontare una contrazione dei volumi di vendita con un aumento della tassazione. Se passerà l’aumento, cosa che noi scongiuriamo, chiediamo al Governo distinzioni, perchè aumentare l’imposta su un cellulare comporta una spesa supplementare di pochi euro, sugli autoveicoli invece no. Chiediamo quindi oltre alla soppressione dei recenti e assurdi aumenti dell’Ipt e delle accise sui carburanti, che si facciano i dovuti distinguo tra i beni. Le determinazioni paventate genererebbero invece un circolo vizioso pericolosissimo ai danni non solo della filiera automobilistica ma anche dello Stato, che ha la necessità di continuare l’opera di svecchiamento del parco circolante altamente inquinante e meno sicuro. Su questi temi Federauto ha le idee chiare ed è pronta ad esprimerle il prima possibile ai nuovi rappresentanti del Governo ».


Grazie a: www.auto.it