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domenica 10 giugno 2012

Lancia Rally 037: ecco una replica perfetta



Come si costruisce una Lancia Rally 037 in versione Gruppo B? Basta rivolgersi in Nuova Zelanda. Dall'altra parte del mondo, c'è Carteroni, atelier specializzato nel restauro di Lancia Beta, che negli ultimi sei mesi si è cimentato in un'operazione che - a ben vedere la storia - corrisponde in un certo senso alla gestazione parallela del progetto 037.
L'ultima Lancia a trazione posteriore ad avere calcato il Campionato del mondo rally, in effetti, deriva nella struttura centrale dell'abitacolo dalla Lancia Beta Montecarlo.
Il tuner neozelandese è partito proprio da qui: da un esemplare di "Montecarlo" che per tanti anni ha "vissuto" negli USA; ne ha smontato completamente carrozzeria e meccanica e ha ricostruito la vettura a immagine e somiglianza della 037 (in versione Gruppo B "prima serie";quella, cioè, che aveva ancora il paraurti posteriore e l'alimentazione a carburatore).
E' interessante notare come l'impostazione generale della vettura sia stata replicata fedelmente: dai telaietti anteriore e posteriore, al motore centrale longitudinale, ai doppi triangoli sovrapposti della sospensione anteriore e i doppi ammortizzatori al retrotreno. Fino ai pannelli in vetroresina della carrozzeria.
Un'ampia fotogallery documenta l'intera fase di costruzione della vettura.
A noi non resta che complimentarci idealmente con Carteroni, che in sei mesi ha realizzato una ottima replica della 037: un simpatico omaggio ai 30 anni della Lancia Rally.

sabato 5 maggio 2012

Porsche L'ANTI FERRARI E LA BABY PANAMERA


Si rincorrono in questi giorni notizie sui futuri progetti Porsche, da tempo alla ricerca di nuovi segmenti da conquistare per aumentare ulteriormente la propria capacità produttiva. Confermata la Macan, sorella minore della Cayenne attesa già nel 2013, è necessario però chiarire le opinioni attualmente più accreditate sugli ulteriori progetti in corso.
Cerca la sfida. La Porsche non fa mistero di voler lottare ad armi pari con la Ferrari nel segmento delle supercar e per questo realizzerà nel 2015 la cosiddetta 960 (nome non confermato), una biposto basata sulla nuova piattaforma MSB-M che sarà poi utilizzata anche dagli altri brand del Gruppo VAG. La 960 pare sia stata già ribattezzata internamente FeFi (Ferrari Fighter) e potrebbe ispirarsi in parte alla 918 Hybrid che debutterà nel 2013: meccanicamente era stata ipotizzata la creazione di un boxer otto cilindri, ma rimane molto più concreta la possibilità di mantenere ed evolvere il boxer sei cilindri sovralimentato, derivato dalla 911.
Quattro porte. Cambiando completamente segmento, rimane molto concreta la possibilità di realizzare anche una sorella minore della Panamera, con le fattezze di una berlina-coupè (nota come Pajun, Panamera Junior) e progettata partendo dalla piattaforma MSB nella variante con motore anteriore, anch'essa condivisa con molte cugine del gruppo, tra cui la nuova generazione Bentley Continental GT e la stessa nuova generazione della Panamera.
Identità. Come accaduto per Cayenne e Macan, la Pajun dovrà sfruttare saggiamente design, messa a punto ed esclusive di carattere tecnico per differenziarsi dai modelli analoghi che gli altri brand del Gruppo Volkswagen presenteranno, in modo da preservare la propria identità e dare una valenza positiva alle ormai inevitabili sinergie interne. Per vedere il modello di serie della Pajun, tuttavia, sarà necessario attendere almeno fino al 2016, quando la Porsche sarà teoricamente già lanciata verso l'obiettivo di 200.000 vetture l'anno, fissato per il 2018.

martedì 10 aprile 2012

Fiat Industrial si espande in Argentina

Il gruppo Fiat si rafforza inArgentina dove prevede diinvestire circa 200 milioni di dollari oltre a quelli già stanziati in passato. Nel 2008, infatti, l'azienda riaprì lo stabilimento di Cordoba dopo alcuni anni di inattività, fino a raggiungere le 100mila auto prodotte nel corso del 2011, per non perdere quote di mercato nel vicino Brasile.
La notizia dell'espansione in Argentina, dove il Lingotto opera sotto la presidenza di Cristiano Rattazzi, arriva a pochi giorni dalla conferma della chiusura dello stabilimento Iribus in provincia di Avellino, dove fino a fine dicembre venivano assemblati pullman.
Questa volta, però, l'investimento nel Paese sudamericano riguarda la Case New Holland (Cnh), azienda olandese controllata da Fiat Industrial che produce macchine agricole in 40 stabilimenti in tutto il mondo.
Una nota del gruppo afferma che l'investimento attuale punta a intensificare la produzione di "nuove linee di prodotti che vanno incontro alla domanda interna e degli altri mercati dell'America latina".
E proprio Cordoba, dove già si producono le vetture Fiat, sarà sede del centro di eccellenza "per la produzione e l'esportazione di macchinari agricoli e motori diesel di alta tecnologia e con un elevato contenuto locale", ha detto Sergio Marchionne in occasione di un incontro con il presidente dell'Argentina Cristina Fernandez de Kirchner. Attualmente, in Argentina il gruppo Fiat produce 5 diversi tipi di trattori oltre alla nuova Palio.
Grazie a: www.motori.it

giovedì 22 dicembre 2011

Maserati Cinqueporte al Salone di Detroit 2012


Sarà mostrata al Salone di Detroit in versione concept la Maserati Kubang, futuro SUVdel marchio del Tridente già portato al Salone di Francoforte 2011. L'intenzione di riproporre la vettura anche al salone americano arriva dalla stampa USA, che ha diffuso per l'occasione qualche piccola novità sui possibili contenuti del modello.
Innanzitutto è necessario fare una precisazione sul nome, perché nonostante non ci siano ancora indicazioni ufficiali in merito, pare che il nuovo SUV possa abbandonare la denominazione di Kubang (a sua volta ripresa da un prototipo risalente a otto anni fa) per preferire il nome di Cinqueporte, effettivamente più in linea con la tradizione italiana e soprattutto immediatamente accomunabile con un altro modello Maserati della gamma attuale: la Quattroporte.
La Maserati Cinqueporte sarà caratterizzata da motori di ultima generazione, compresa una variante diesel, progettati interamente in casa sotto la supervisione dell'ingegnere Paolo Martinelli, noto al pubblico degli sportivi per il suo passato in Formula 1 e adesso a capo del Dipartimento Powetrain di Maserati.
I propulsori saranno poi abbinati a una trasmissione automatica a otto velocità, mentre la piattaforma su cui il futuro SUV Maserati vedrà la luce sarà quella della Jeep Gran Cherokee, seppur con diversi adattamenti soprattutto per quanto riguarda le dimensioni.
Permeata da un forte legame con l'Italia, visto che oltre ai motori anche la linea sarà disegnata nel nostro paese, precisamente da Lorenzo Ramaciotti, la Maserati Cinqueporte sarà però costruita negli USA in nome delle sinergie in atto tra la Fiat e il gruppo Chrysler.



Grazie a: http://www.motori.it

mercoledì 21 dicembre 2011

Infiniti Etherea PROSEGUE LO SVILUPPO DEL MODELLO DI SERIE


L'Infiniti sta apportando gli ultimi ritocchi alla sua prima vettura di segmento C premium derivata dalla concept Etherea e basata sul pianale delle nuove Mercedes Classe A Classe B. Il modello però rivestirà un'importanza fondamentale anche perchè non sarà assemblato in Giappone, ma con ogni probabilità vedra la luce presso la sede di Magna Steyr in Austria, dove la Mercedes invierà i componenti preassemblati della propria piattaforma MFA per la nuova generazione delle trazioni anteriori e probabilmente anche alcune varianti di propulsori.
Sessantamila unità all'anno. Secondo le informazioni raccolte da Automotive News, questo modello sarà "tirato" in 50-60.000 unità all'anno, un salto enorme per l'Infiniti che in Europa ha per il momento una presenza simbolica con modelli di nicchia e dal prezzo elevato e che, secondo Carlos Ghosn, amministratore delegato del Gruppo Renault deve puntare al 10% del settore premium globale.
Cambio yen svantaggioso. Visto lo svantaggioso cambio dello yen, la produzione al di fuori del Giappone potrebbe inoltre includere in futuro altri modelli, come già deciso per la Suv JX, che nascerà in Tennesee. Infiniti si impegnerà anche ad aumentare dal 15 al 65% le componenti importate in Giappone per la produzione locale, sfruttando le sinergie dei gruppi Renault-Nissan e Daimler.

sabato 17 dicembre 2011

Volkswagen Caravelle Edition 25


Il Gruppo Volkswagen ha annunciato l'arrivo di un'edizione speciale del veicolo multispazio Caravelle, battezzato per l'occasione Edition 25. L'MPV di grandi dimensioni della Casa tedesca si presenta con una dotazione di serie particolarmente ricca, promettendo contemporaneamente un livello di personalizzazione mai visto prima su un veicolo di questo segmento.
Sulla nuova Volkswagen Caravelle Edition 25 debutta per la prima volta l'inedita livrea Bianco Candy, anche se i clienti potranno optare anche per l'esclusiva colorazione Reflex-Silver. Esteticamente la Edition 25 si riconosce per l'inedito fascione paraurti anteriore che incorpora una grande presa d'aria e i fari fendinebbia, mentre la vista laterale guadagna una banda adesiva di colore nero con sovraimpresso il logo Edition 25, oltre a sfoggiare un nuovo set di cerchi in lega a cinque razze - sempre di colore nero - da ben 18 pollici.
La Volkswagen Caravelle 25 Edition unisce alla dotazione di serie del ricco allestimento SE una serie di accessori tra cui fanno parte nuovi interni in pelle bicolore, il sistema di aria condizionata con regolazione a tre zone, il sistema di navigazione satellitare con schermo touch-screen e comandi con riconoscimento vocale e i sensori di parcheggio con telecamera posteriore. Per quanto riguarda i sistemi dedicati alla sicurezza attiva degli occupanti, troviamo tra i numerosi dispositivi offerti anche il Lance Change Assist: un sistema elettronico che permette il controllo automatico dell'angolo cieco dietro la vettura, segnalando nello specchietto l'eventuale presenza di veicoli durante i cambi di corsia.
La parte meccanica di questa speciale Caravelle sfrutta un potente 2.0 litri TDI biturbo capace di erogare 180 CV - scaricati sulla trazione anteriore - attraverso il sofisticato cambio DSG, dotato di doppia frizione e sette rapporti. In opzione è possibile richiedere la trazione integrale4MOTION al posto della tradizionale anteriore. Secondo i dati dichiarati dal Costruttore l'ìMPV teutonico scatta da 0 a 100 km/h in soli 11,4 secondi (12,1 secondi per la versione 4MOTION), mentre la velocità di punta risulta di 192 km/h (188 km/h per la 4Motion).
Volkswagen ha specificato che la nuova Caravelle Edition 25 verrà distribuita per il momento solo nel Regno Unito, ad un prezzo di listino pari a 53.500 euro, anche se non si esclude un eventuale debutto anche su altri mercati europei.


martedì 5 ottobre 2010

Tour De corse 1986 Henri Toivonen , Sergio Cresto . Riposate in Pace .

Henri Toivonen nato il 25 agosto 1956 e morto il 2 maggio 1986 ..
Sergio cresto nato il 19 gennaio 1956 e morto il 2 maggio 1986 ..

Incidente mortale nel tour de corse del 1986 con Toivonen alla guida nel team Martini (lancia Delta).

La fine del Mito del Gruppo B ..

venerdì 1 ottobre 2010

Lancia Delta

1985-1986: Delta S4 

Delta S4 in azione
La Lancia Delta fu una delle più apprezzate vetture della casa, sia in Italia che nel mondo, cosa dovuta principalmente alle vittorie ottenute nei rally di tutto il mondo, la sua fama deriva infatti dai suoi successi in ambito rallystico: unica vettura nella storia ad aver vinto ben 6 titoli mondiali consecutivi, dal 1987 al 1992
Nel 1985 si videro i frutti di quello che dal 1983 era diventato un imperativo categorico. Per rendersi nuovamente competitivi di fronte alle altre case automobilistiche nel mondiale rally, bisognava battere la Peugeot sul suo stesso campo, quello aperto dall'Audi con la Quattro: la trazione integrale era una necessità inderogabile. Lo staff Lancia-Abarth condotto dall'ingegner Lombardi diede vita alla Delta S4 (S= Sovralimentata"; 4= quattro ruote motrici), che doveva essere l'arma vincente assoluta nelle competizioni rally internazionali del Gruppo B. Quest'auto fu l'unica Delta mai prodotta per le competizioni a non avere in pratica nulla da spartire col modello di serie: per questo fu necessario produrre e mettere in vendita al pubblico 200 esemplari di questo mostro, obbligatori da regolamento per l'omologazione della vettura da gara.
Il motore di questa vettura era soltanto di 1759 cc, ma riusciva a raggiungere una potenza, senza problemi di affidabilità, di ben 480 CV. Il basamento del motore (posto centralmente), e la testata, erano entrambi in lega leggera, inoltre le canne dei cilindri erano rivestite superficialmente con un raffinato e tecnologico trattamento a base di materiale ceramico. Le valvole erano 4 per cilindro. Vi era un sistema di doppia sovralimentazione: turbina KKK più compressore volumetrico (volumex, brevettato dalla Abarth): il vantaggio del volumex era di "spingere" già a 2000 giri/min. La potenza pura veniva invece dal turbocompressore KKK a gas di scarico. L'unione dei due sistemi permise elasticità e potenza. I due sistemi di sovralimentazione vennero accoppiati escludendo il Volumex agli alti regimi di rotazione dove funzionava solo il turbocompressore. La Delta S4 in versione stradale aveva 250 CV, la versione da gara al debutto nel 1985 ne aveva 480 CV, mentre l'ultima evoluzione schierata nel campionato mondiale 1986 poteva sviluppare per brevi tratti anche 560 CV (410 kW) con una pressione di sovralimentazione di 2,5 bar tramite un overboost regolabile dall'abitacolo.
Altra immagine di S4 in azione
Il telaio aveva una struttura reticolare di tubi saldati al Ni-Cr, per poter essere facilmente riparabile e permettere all'assistenza di raggiungere con facilità tutti gli organi meccanici, mantenendo una sufficiente leggerezza. Le sospensioni erano a parallelogramma deformabile, progettate per sopportare una accelerazione di gravità otto volte superiore a quella normale, per avere una robustezza totale. Le anteriori avevano molla e ammortizzatore coassiale, mentre le posteriori avevano l'ammortizzatore esterno alla molla, per sopportare il maggior peso (57% del carico, più trasferimento di peso in accelerazione). L'escursione era di 250 mm.
La trasmissione si avvaleva di un cambio ad innesti frontali, con albero primario cavo; il moto arrivava alla parte posteriore dell'albero attraverso una sottile barra concentrica, che si torce per rapidi aumenti di coppia sollecitando meno il cambio. Si avvaleva inoltre di un ripartitore centrale di coppia costituito da un ruotismo epicicloidale sul terzo asse, munito di giunto Fergusson autobloccante. Infatti il semplice differenziale impone parità di coppia; se uno dei due assi si trova in zona a bassa aderenza si verifica uno slittamento, e il differenziale riduce moltissimo la coppia trasmessa anche all'altro asse, limitando la trazione. Per impedire ciò occorre inibire delle forti differenze nella velocità di rotazione dei due assi. Il giunto Ferguson è costituito da due armature, una interna ed una esterna, con due serie di dischi forati ed affacciati tra loro; l'intero giunto è poi sigillato, e riempito parzialmente di un liquido siliconico viscoso. Se c'è una velocità di rotazione relativa tra le due armature, il liquido è costretto a laminare fra disco e disco, e attraverso i fori nei dischi, esercitando una coppia frenante e riscaldandosi. Oltre una certa temperatura la coppia frenante si impenna, ottenendo la saldatura di presa diretta del giunto: grazie a questo effetto, in caso di rottura di un semiasse, in breve tempo il Fergusson si blocca e il veicolo può proseguire.
I primi test tecnici della Delta S4 furono seguiti da Giorgio Pianta, allora capo collaudatore dell'Abarth. A partire dall'estate 1985 Cesare Fiorio, responsabile Squadra Corse Lancia, affidò al pilota italiano Massimo (MIKI) Biasion lo sviluppo della vettura.
interni S4 stradale
La distribuzione della potenza sulle ruote nell'ambito della trazione integrale era stabilita su due standard fissi: a seconda degli impieghi si poteva scegliere l'opzione del 20% all'avantreno e 80% al retrotreno, oppure quella del 35% e 65%. Henri Toivonen, pilota ufficiale della scuderia Lancia Martini-racing, in un'intervista dichiarava: "...non avevo il coraggio di tener giù per farla scivolare.....poi ho capito che dovevo guidarla come se fosse sui binari...". Il debutto mondiale della Delta S4 avvenne nel rally RAC del 1985, e fu un successo: primi due posti con le coppie Toivonen-Wilson e Alen-Kivimaki. La Delta S4 si dimostrò ben presto l'auto da battere. Ma il dramma era alle porte: nel maggio 1986 al Tour de Corse, Toivonen ed il suo copilota Cresto, fino a quel momento in testa al rally, uscirono di pista e perirono nell'incidente.
La drammatica scomparsa di Henri Toivonen e Sergio Cresto non fu isolata. C'era stata quella di Attilio Bettega su Lancia 037 l'anno prima. Vi furono poi la morte di due spettatori e l'accadimento di altri numerosi incidenti, ma per fortuna con risvolti meno drammatici. Il mondiale andò comunque avanti ed era già vinto dalla coppia Alen-Kivimaki su Lancia Delta S4,grazie anche all'epilogo del rally di Sanremo durante il quale accadde un fatto determinante per la corsa al titolo 1986: per aver maggior effetto suolo la Peugeot montò le minigonne sulle fiancate delle T16 e le tre vetture furono squalificate. I francesi fecero ricorso in appello ma il Sanremo fu dominato dalle Lancia. Il mondiale costruttori andò alle Peugeot e il mondiale piloti a Markku Allen su Lancia S4, quando 11 giorni dopo la fine del campionato la Fisa accettò il ricorso della Peugeot e cancellò il risultato del Sanremo, regalando così anche il titolo piloti alla Peugeot.La Delta S4 dopo soli 13 mesi concluse il suo breve ma intenso ciclo, non vinse nessun titolo mondiale ma rappresentò senza ombra di dubbio la più alta espressione delle vetture gruppo B. L'esperienza maturata con la S4 permise alla Lancia di presentare dopo pochi mesi la nuova Delta gruppo A, una macchina destinata ad entrare nella leggenda e a vincere per ben 6 volte il mondiale costruttori.
Lancia Delta S4 Stradale
Tutti i più o meno tragici avvenimenti accaduti durante i campionati 1985 e 1986 fecero comunque prendere alla federazione internazionale la decisione di sospendere l'attività nel Campionato Mondiale Rally delle auto di Gruppo B (ritenute troppo pericolose per le elevatissime prestazioni raggiunte) a favore di auto con caratteristiche più vicine a quelle di serie (Gruppo A).
Mentre la Delta S4 correva, era in preparazione un prototipo, la Lancia ECV(che aveva 2 turbine KKK e un intercooler ed altre varie modifiche meccaniche e strutturali), che sarebbe dovuto diventare la Delta S4 Evoluzione.

Fonte : Wikipedia.