Visualizzazione post con etichetta montecarlo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta montecarlo. Mostra tutti i post

domenica 10 giugno 2012

Lancia Rally 037: ecco una replica perfetta



Come si costruisce una Lancia Rally 037 in versione Gruppo B? Basta rivolgersi in Nuova Zelanda. Dall'altra parte del mondo, c'è Carteroni, atelier specializzato nel restauro di Lancia Beta, che negli ultimi sei mesi si è cimentato in un'operazione che - a ben vedere la storia - corrisponde in un certo senso alla gestazione parallela del progetto 037.
L'ultima Lancia a trazione posteriore ad avere calcato il Campionato del mondo rally, in effetti, deriva nella struttura centrale dell'abitacolo dalla Lancia Beta Montecarlo.
Il tuner neozelandese è partito proprio da qui: da un esemplare di "Montecarlo" che per tanti anni ha "vissuto" negli USA; ne ha smontato completamente carrozzeria e meccanica e ha ricostruito la vettura a immagine e somiglianza della 037 (in versione Gruppo B "prima serie";quella, cioè, che aveva ancora il paraurti posteriore e l'alimentazione a carburatore).
E' interessante notare come l'impostazione generale della vettura sia stata replicata fedelmente: dai telaietti anteriore e posteriore, al motore centrale longitudinale, ai doppi triangoli sovrapposti della sospensione anteriore e i doppi ammortizzatori al retrotreno. Fino ai pannelli in vetroresina della carrozzeria.
Un'ampia fotogallery documenta l'intera fase di costruzione della vettura.
A noi non resta che complimentarci idealmente con Carteroni, che in sei mesi ha realizzato una ottima replica della 037: un simpatico omaggio ai 30 anni della Lancia Rally.

sabato 26 maggio 2012

[VIDEO] GP3 GRANDE PAURA PER CONOR DALY




Che volo per Conor Daly durante la gara della GP3 a Montecarlo! Lo statunitense, portacolori della Lotus GP e con già al suo attivo una vittoria a Barcellona in questa stagione, si stava rendendo protagonista di una rimonta clamorosa: dal 23esimo posto che occupava sulla griglia era già risalito fino alla 12esima piazza, quando all'11esimo dei 18 giri previsti ha trovato sulla sua strada Dimitry Suranovich.

Il pilota della Marussia Manor era rimasto privo dell'ala posteriore a causa di un contatto, ma stava comunque provando a mantenere la sua posizione. All'uscita del tunnel però ha effettuato almeno un cambio di traiettoria di troppo e Daly non ha potuto fare nulla per evitarlo, decollando letteralmente e andando a infilarsi sulla rete che delimita il lato sinistro della pista.

Le immagini dell'incidente sono state veramente agghiaccianti e per qualche istante si è temuto il peggio per lo statunitense, che però è uscito illeso dalla sua monoposto. A portare alla conclusione anticipata della gara sono stati quindi i danni procurati alle barriere protettive, che avrebbero richiesto troppo tempo per le riparazioni.

La gara è andata a Marlon Stockinger, al suo primo successo nella categoria, che ha preceduto Antonio Felix Da Costa e Daniel Abt. Per quanto riguarda gli italiani, David Fumanelli si è piazzato quinto, giusto davanti a Kevin Ceccon, mentre Vicky Piria è risalita fino al 13esimo posto, precedendo di un paio di posizioni Antonio Spavone.

venerdì 25 maggio 2012

[VIDEO] Alpine A110-50 CARATTERISTICHE E FOTO UFFICIALI


A cinquant'anni di distanza dalla Alpine A110, presentata al Salone di Parigi del 1962, il marchio di Dieppe rinasce con un nuovo prototipo, che omaggia anche nel nome la sua illustre antenata. La concept car che inaugura il nuovo corso dell'Alpine si chiama A110-50 e attinge a piene mani dall'esperienza di Renault Sport: l'ossatura tecnica della vettura è quella della MéganeTrophy da competizione.

Tra storia e mito. Le corse, del resto, sono nel sangue dell'Alpine: al suo volante si sono cimentati grandi nomi dei rally come Jean-Claude Andruet e Bernard Darniche. Doveroso ricordare, tra le tante affermazioni, le devastanti triplette della A110 ai Rally di Montecarlo del 1971 e del 1973: in quest'ultima annata venne istituito il titolo di Campione del Mondo Costruttori, e la Alpine se la aggiudicò perentoriamente, ottenendo sei vittorie su 13 gare e un punteggio quasi doppio rispetto alla Fiat, giunta seconda in classifica.

Il design. Dal punto di vista del design, la A110-50 può essere descritta come una reinterpretazione della A110, filtrata attraverso la recente esperienza della concept DeZir, presentata al Salone di Parigi del 2010 e firmata da Laurens van den Acker. Le forme della carrozzeria, realizzata interamente in fibra di carbonio, risultano dunque più orientate al futuro che nostalgicamente rivolte al passato. Lo stesso blu della carrozzeria non è pedissequamente fedele alla tinta degli anni '60, ma differisce leggermente nella tonalità. Le portiere ad ala di gabbiano, il cofano posteriore incernierato dietro e quello anteriore incernierato sul muso contribuiscono alla forte caratterizzazione del prototipo.



Telaio da corsa. L'abitacolo rispecchia l'aria corsaiola degli esterni: il display sul volante derivato dalla Formula Renault 3.5 e le cinture Sabelt a quattro punti bastano a dare l'impronta racing agli interni. Dal punto di vista della tecnica, ci troviamo di fronte ad una parentela di strettissimo grado con la già menzionata Mégane Trophy: è da questo modello che deriva il telaio tubolare in acciaio, struttura portante della vettura. Per questo impiego tuttavia, il traliccio è stato irrigidito, mentre il roll-bar e la traversa del vano motore sono stati riposizionati più in basso. La ripartizione delle masse tra asse anteriore e posteriore è nel rapporto di 47,8:52,2.

Aerodinamica estrema. La Alpine A110-50 è stata curata nel dettaglio anche sul piano dell'aerodinamica: all'anteriore è stato montato un profilo con funzione di splitter che crea una depressione sotto il fondo della vettura, favorendo l'effetto suolo in velocità. Al posteriore, l'estrazione dell'aria è favorita da un profilo diffusore a completare il pacchetto, che comprende anche il fondo piatto. Il carico aerodinamico sull'asse posteriore è inoltre assicurato da un profilo alare ad incidenza regolabile. Anche in questo campo, l'esperienza di Renault Sport in Formula 1 e nel Mégane Trophy in fatto di fluidodinamica computazionale ha svolto un ruolo importante.



Cerchi, sospensioni e impianto frenante. La nuova Alpine monta cerchi da 21" con attacco monodado che calzano pneumaticiMichelin (245/35 gli anteriori, 265/35 i posteriori) omologati per l'impiego stradale. Gli ammortizzatori Sachs, regolabili in compressione e rilascio, sono montati direttamente sui triangoli inferiori, e il comparto sospensivo (a doppi triangoli sovrapposti) permette di intervenire su molti parametri: incidenza, campanatura, parallelismo, altezza da terra, barre antirollio. L'impianto frenante della A110-50 è un AP Racing e conta su quattro dischi in acciaio, con gli anteriori (ventilati) che misurano 356 mm di diametro e sono dotati di pinze a sei pistoncini. Al posteriore il diametro è di 330 mm e i caliper sono del tipo a quattro pistonicini. Il prototipo Alpine non è dotato di ABS.


Sei cilindri, 400 CV. Sotto il cofano dell'ultima nata di Dieppe, proseguono i parallelismi con la Mégane Trophy: il motore è lo stesso Renault V4Y impiegato sul modello da gara. Si tratta di un 3.5 V6 aspirato con distribuzione a quattro valvole per cilindro, montato in posizione centrale, capace di erogare una potenza di 400 CV a 7.200 giri e una coppia di 422 Nm a 6.200 giri. Il carter, di tipo semi-umido, i componenti mobili (pistoni, bielle e albero motore), quelli della distribuzione (alberi a camme e comandi a molla delle valvole) così come l'impianto di scarico sono specifici rispetto all'unità impiegata sui modelli stradali. Anche l'airbox in carbonio è quello della Mégane Trophy. La mappatura della centralina (la Marvell 6R di Magneti Marelli, che gestisce anche la trasmissione e l'acquisizione dati) è stata rivista in considerazione della differente aspirazione della A110-50, che adotta un airscoop sul tetto che amplia il range di utilizzo del sei cilindri, garantendogli una potenza maggiore a tutti i regimi di rotazione.
Solo 880 kg. Ad assecondare un propulsore dalle caratteristiche così spiccatamente "racing", c'è un cambio sequenziale elettroattuato a sei marce con frizione bidisco, che può essere comandata (l'azionamento è necessario solo al momento della partenza, naturalmente) sia tramite pedale, sia con un comando al volante. La scatola del cambio è montata posteriormente rispetto al motore e include un differenziale a slittamento limitato con precarico regolabile. La A110-50 misura 433 cm di lunghezza, 196 di larghezza e 123 di altezza. Il passo, pari a 2.625 mm è identico a quello della Mégane Trophy, mentre le carreggiate (168 cm davanti, 169 dietro) sono leggermente più ampie. Il serbatoio ha una capienza di 30 litri, mentre il peso a secco è di soli 880 kg.



domenica 8 aprile 2012

Ferrari da collezione all'asta a Montecarlo


I collezionisti di Ferrari sono già in fermento per l'ottava edizione dell'asta organizzata dalla RM Auctionin occasione del Gran Premio di Monaco storico. In programma l'11 e 12 maggio, saranno battute all'asta oltre 20 Ferrari, tra vetture d'epoca e modelli recenti.

Scorrendo il lungo elenco di modelli pronti ad essere venduti troviamo la Ferrari 166 Fontana Spider Corsa del 1498. Completamente restaurata e con un valore stimato di circa 1.8 milioni dollari, la 166 ha partecipato a due Mille Miglia e due Targa Florio. Salendo di quotazione la Ferrari 225 Sport Spider "Turboscocca" realizzata dalla Carrozzeria Vignale nel 1952 potrebbe superare i 2 milioni di dollari.

Le Ferrari 375 MM Spider del 1953 e la 625 TRC Scaglietti del 1957 hanno tutti i requisiti per diventare i due modelli più cari dell'intero lotto. Se la prima raggiungerà facilmente la somma di cinque milioni di dollari, la Ferrari 625 potrebbe essere aggiudicata ad oltre 7 milioni di dollari.  A "soli" 3.5 milioni di dollari ci si potrebbe aggiudicare invece la Ferrari 206 Spider, completamente restaurata direttamente a Maranello.

Passando alle vetture moderne l'asta RM Action mette all'incanto una Ferrari FXX 2006 telaio #145766. La versione da pista della Enzo, appartenuta al reparto corse Ferrari, ha un prezzo stimato tra i 1,7 e i 2.2 milioni di dollari. Per gli amanti delle memorabilie  non manca la Ferrari F1 del 2000, monoposto con la quale Michael Schumacher vinse il suo primo titolo mondiale con la scuderia del Cavallino.  

lunedì 23 gennaio 2012

A Montecarlo trionfano Loeb e la Citroën

Il campionato rally WRC sarà ancora all’insegna del dominio di Sébastien Loeb, che dura senza interruzioni fin dal 2004? È presto per dirlo, ma nella prima gara, il rally di Montecarlo, il pilota della Citroën non soltanto ha vinto. Ha dominato.
PRENOTA IL NONO TITOLO CONSECUTIVO - Persino il termine “fuoriclasse” pare ormai inadeguato per definire il pilota franceseSébastien Loeb, che ha vinto ieri l’ottantesimo rally di Montecarlo, gara di apertura del campionato del mondo WRC 2012. Indifferente alle modifiche al regolamento e alle vetture, Loeb si è laureato campione per otto anni di fila, dal 2004 al 2011, guidando sempre delle Citroën: dapprima la Xsara, poi la C4 e, dallo scorso anno, la DS3. E se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, pare che la storia sia destinata a ripetersi.


citroen_loeb_monte_carlo_2012_02.jpg



QUASI TRE MINUTI AL SECONDO - Nelle dichiarazioni di fine gara, Loebha fatto il modesto, come suo solito: “Lo scarto con il secondo è importante, ma non dirò certo che è stata una vittoria facile. Lungo il percorso abbiamo trovato tutte le condizioni meteorologiche, e ho costruito gran parte del mio vantaggio sulla miglior scelta dei pneumatici”. Liberi di credergli; noi pensiamo che la sua guida, al contempo “dolce” e velocissima, sia stata importante quanto e più delle gomme. Di certo, la vittoria è giunta dopo cinque giorni di dominio incontrastato: Loeb è passato al comando fin dalla prima prova speciale, senza più cederlo, e all’arrivo nel principato aveva un vantaggio di due minuti e 45 secondi rispetto all’ex-compagno di squadra Daniel Sordo, che quest’anno ha lasciato la Citroën per salire sulla Mini Countryman Cooper (e completando un’ottima prova). Terzo si è classificato il norvegese Petter Solberg, con la Ford Fiesta (a 29 secondi da Sordo) e quarto il compagno di squadra di Loeb, Mikko Hirvonen. Il finlandese ha rimontato nella seconda parte del rally, dopo aver preso maggiore confidenza con una vettura che guidava per la prima volta in gara, e ha finito a 48 secondi da Solberg.


Grazie a: http://www.pilotieprogettisti.net

martedì 20 dicembre 2011

Mondiale Rally: Citroen scommette su Neuville


La Citroen pensa al futuro e scommette sui giovani, buttando uno sguardo interessato sugli altri campionati dove emergono i futuri piloti del mondiale rally. Non a caso ha pensato di concentrare le sue attenzioni sulle gare dell'Irc, dove il livello di competitività è in costante aumento.
Proprio nella scorsa stagione, questo campionato ha avuto tra i suoi protagonisti anche il giovane pilota belga Thierry Neuville, 23 anni, che ha ottenuto due vittorie e ha convinto la Citroen ad ingaggiarlo per disputare il mondiale al volante della sua DS3 WRC.
''E' ancora difficile da credere - ha spiegato un felicissimo Neuville - sono fiero della fiducia che la Citroen mi ha dimostrato''. Parole di gioia, che sottolineano l'entusiasmo di un pilota che avrà la possibilità di crescere all'interno di un team di riferimento e di confrontarsi con i migliori specialisti della categoria a partire dal 18 gennaio, quando prenderà il via il Rally di Montecarlo.