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domenica 17 giugno 2012

Ferrari F70: il prototipo visto da vicino



Continuano i test su strada per la nuova Ferrari F70 e con loro gli avvistamenti dei prototipi. Questa volta le immagini sono state "rubate" a Ca' di Sola, paesino tra Vignola e Maranello, da un nostro lettore intraprendente che, nonostante il collaudatore non desiderasse in alcun modo essere fotografato, è riuscito a cogliere due scatti della vettura.
La forma che si intravede dalle camuffature dovrebbe essere quella pressoché definitiva e la prima cosa che si nota è la somiglianza del posteriore con quello dalla Ferrari P4/5 Competizione, modello speciale voluto dal collezionista americano James Glickenhaus, la cui linea sottolinea la collocazione del motore in posizione centrale posteriore. Sempre al posteriore spiccano le due coppie di terminali di scarico posizionati ai lati di un grosso profilo estrattore.
Attualmente non si sa ancora molto delle caratteristiche di questa nuova Ferrari ad alte prestazioni; unica certezza riguarda la motorizzazione che sarà ibrida. Infatti il motore, molto probabilmente un V12 da 6.2 litri di cilindrata e circa 800 CV di potenza, sarà affiancato dal sistema HY-KERS per il recupero dell'energia in frenata capace poi di renderla nuovamente disponibile con un incremento della potenza del motore di 120 CV. Grazie a questi due propulsori, la nuova Ferrari F70 dovrebbe essere in grado di scattare da 0 a 100 Km/h in 2,5 secondi e di raggiungere i 400 Km/h di velocità massima.


mercoledì 23 maggio 2012

La più cattiva delle Volkswagen Polo è la R



UNA “PICCOLA BOMBA” - Torniamo a parlare della Polo R, la versione più potente della utilitaria tedesca che sarà in vendita entro la fine dell'anno prossimo. Anticipata dal prototipo WRC Street (nelle foto sopra e sotto) presentato al raduno della Golf GTI di Wörthersee, del quale si dice manterrà le soluzioni estetiche, livrea a parte, la Polo R promette di mettere in ombra le attuali “piccole bombe”. Stando alle informazioni che circolano in questi giorni, sotto il suo cofano troverà posto il 2.0 quattro cilindri turbo a iniezione diretta della Golf GTI, rivisto per erogare 230 CV. Una potenza decisamente superiore a quella delle dirette rivali come Mini Cooper S JCW (211 CV) e Renault Clio RS (200 CV), e della Fiesta ST (180 CV), attesa sempre per l'anno prossimo. Per quanto non siano ancora trapelate informazioni sulle prestazioni della Polo R, grazie ai 230 CV e al peso che dovrebbe restare inferiore ai 1.200 kg, possiamo ipotizzare che l'auto sarà in grado di raggiungere i 250 km/h e scattare da 0 a 100 km/h in meno di sei secondi.

Volkswagen polo r wrc  02
Il prototipo Polo R WRC Street anticipa come sarà l'aspetto del modello di serie.


NIENTE TRAZIONE INTEGRALE - Nonostante l'abbondante cavalleria, sembra che la Polo R sarà dotata della sola trazione anteriore e non delle quattro ruote motrici, come inizialmente vociferato. Si tratterebbe di una scelta per non far lievitare troppo il prezzo finale della vettura e  non metterla in diretta concorrenza con la versione sportiva dell'Audi A1, anticipata dall'esclusiva Audi A1 quattro realizzata in serie limitata. Per garantire una buona motricità e scaricare a terra tutta la potenza, pare che la Polo R sarà dotata di un differenziale autobloccante di tipo meccanico, più efficace di quello elettronico in uso sulla Polo GTI e altri modelli sportivi della Volkswagen. Il cambio, invece, dovrebbe essere il robotizzato a doppia frizione e sette rapporti DSG.


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La Polo R WRC con la quale la Volkswagen parteciperà al Mondiale Rally del 2013.


IMPEGNO NEI RALLY - La Volkswagen Polo R non solo andrà ad ampliare la gamma di modelli R della Volkswagen, affiancandosi alla Golf e alla Scirocco R, ma avrà il compito di rappresentare il punto di unione tra i modelli stradali e quelli da competizione della Volkswagen dato che  sempre nel 2013 il gruppo tedesco debutterà nel Campionato Mondiale Rally con la Polo R WRC.


domenica 13 maggio 2012

Porsche 918 Spyder: le prime foto spia


SOMIGLIA AL PROTOTIPO - Il primo prototipo della Porsche 918 Spyder (nelle foto sopra e sotto di Auto Motor und Sport) è stato “pizzicato” durante le prime prove su strada nei pressi di Weissach, in Germania, dove ha sede il reparto sviluppo della casa di Stoccarda. Lefoto spia rivelano che la vettura, una ibrida con due posti secchi, sarà molto somigliante al prototipo presentato al Salone di Ginevra del 2010 (qui la news). Il passaggio alla produzione ha però portato a qualche piccolo cambiamento.
Porsche 918 spy 5

LINEE PULITE - Il frontale della Porsche 918 Spyder appare infatti meno spigoloso, con prese d'aria più piccole e un cofano pulito. Il parabrezza sembrerebbe più inclinato, mentre lo spazio a bordo sarà maggiore, come dimostrano le portiere più lunghe. I passaruota sono più ampi e sporgenti. Chiaramente visibili anche i due grossi scarichi, uno per bancata, che hanno una collocazione davvero inusuale: sono posti in alto appena dietro all'abitacolo dietro alla copertura trasparente del motore. L'alettone posteriore creerà la deportanza necessaria per tenere il retrotreno incollato all'asfalto anche alle alte velocità e il tetto in carbonio, realizzato in due parti, sarà amovibile.


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La 918 Spyder è stata presentata sotto forma di prototipo al Salone di Ginevra del 2010.


FORZA BRUTA - La potenza arriva da un propulsore V8 di 4.67 litri da oltre 500 CV (derivato da quello della RS Spyder da corsa), accoppiato a due motori elettrici. Uno agirà le ruote anteriori, mentre l'altro sarà sistemato in blocco con il cambio a doppia frizione a sette rapporti e invierà il moto a quelle posteriori. La Porsche 918 Spyder è di fatto una ibrida, con tanto di batterie agli ioni di litio raffreddate a liquido che possono essere ricaricate dalla presa di corrente. La sistemazione alta degli scarichi si deve proprio alla necessità di togliere calore dalla parte bassa della vettura dove sono alloggiate le batterie, che devono “lavorare” a temperature non troppo alte o troppo basse.


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Come si nota, la versione di serie ritratta nelle foto spia è rimasta abbastanza fedele alla concept.


CONSUMI DA UTILITARIA? - La potenza totale della Porsche 918 Spyder sarà di 762 CV, con uno 0-100 ipotizzato di 3,2 secondi e una velocità massima di oltre 320 km/h. Da record anche i consumi, intorno ai 33 km/l secondo le indiscrezioni, con emissioni di CO2 di soli 70 g al chilometro. L'autonomia in modalità solamente elettrica dovrebbe essere circa 25 km. Il prezzo riflette questa “orgia” di tecnologia: circa 770.000 euro. La produzione sarà limitata a 918 esemplari; la vettura verrà assemblata su una linea appositamente dedicata nel quartier generale di Zuffenhausen, a Stoccarda. L'appuntamento per la presentazione ufficiale è fissato per il prossimo 18 settembre.


Grazie a: http://www.alvolante.it

lunedì 19 marzo 2012

GTA Spano: la prima supercar spagnola


La GTA Motor, scuderia specializzata nelle competizioni Superturismo, ha presentato la versione definitiva della Spano, la prima supercar spagnola in grado di competere con mostri sacri dell'automobilismo sportivo del calibro di Ferrari, Lamborghini e Porsche.

Design: aerodinamica ancora più curata

Rispetto al prototipo presentato dalla Casa valenciana esattamente un anno fa, la GTA Spano sfoggia nuovi componenti estetici come le prese d'aria frontali e laterali, il cofano motore modificato, gli specchietti retrovisori di nuovo disegno e un inedito sistema di apertura delle portiere. Le modifiche più interessanti si trovano però nella zona posteriore, che guadagna un diffusore d'aria di nuova concezione (in grado di offrire una maggiore deportanza aerodinamica) e un look più aggressivo, come si può vedere nelle immagini.

Abitacolo: impostazione "racing"

Per accedere allo sportivissimo abitacolo bisogna premere sul logo GTA e magicamente ci si ritrova calati in un ambiente che richiama da vicino il mondo delle competizioni. Gli interni, che offrono uno spazio studiato per due persone anche di alta statura, sono stati impreziositi con materiali lussuosi e di alta qualità come pelle e fibra di carbonio. I sedili ad alto contenimento (riscaldabili e regolabili elettricamente) sono stati realizzati dalla Recaro e sono caratterizzati dai loghi ricamati della GTA Motor. Il volante a tre razze, particolarmente compatto, è in grado di offrire la migliore impugnatura e permette di raggiungere facilmente i paddle del cambio sequenziale a doppia frizione, dotato di sette rapporti. Infine la consolle centrale sottile, slanciata e dallo sviluppo verticale, ospita un grande schermo da 7 pollici con cui è possibile usufruire delle funzioni del sistema multimediale che comprende l'impianto audio, il navigatore GPS e molto altro ancora.

Motore: un V10 da 820 CV

Il punto nevralgico della vettura rimane ovviamente il generoso propulsore montato in posizione centrale, praticamente a ridosso dei sedili. Si tratta di unità V10 da 8.3 litri, capace di erogare820 CV e 960 Nm di coppia massima. Le performance del propulsore sono coadiuvate da un peso particolarmente contenuto della vettura, che risulta di 1340 kg grazie all'utilizzo di un telaio realizzato in carbonio, kevlar e titanio. L'utilizzo di questo chassis ha permesso di ottenere una rigidità di primo livello e un risparmio di peso veramente incredibile che la rende ben 140 kg più leggera rispetto alla nuova Ferrari F12 berlinetta. Con questi numeri la sportiva spagnola promette di raggiungere i 350 km/h di velocità massima e uno scatto da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi.
La GTA Spano verrà realizzata in una serie limitata di 99 esemplari, mentre il prezzo di listino - non ancora confermato -  varierà a secondo del livello di personalizzazione della vettura.


Grazie a: www.motori.it

lunedì 5 dicembre 2011

Axel Breun ci racconta il nuovo stile Renault


IDEE INNOVATIVE - Alla Renault, Axel Breun (nella foto in alto) fa un lavoro molto invidiato. Tra il 2006 e il 2009, è stato questo designer a ideare le modifiche alla carrozzeria di Twingo, Clio e Mégane Coupé, che abbiamo poi trovato nei modelli più potenti e veloci, quelli marchiati Renault Sport. Nel settembre del 2009, quando a dirigere il design della casa francese è arrivato Laurens van den Acker in sostituzione di Patrick Le Quément, Breun è diventato direttore del design delle concept car: quegli esemplari unici che sono il sogno dei progettisti, perché lì possono sviluppare le loro idee più innovative, che poi, se il pubblico apprezza, verranno riprese nei modelli di serie. Van den Acker e Breun non hanno perso tempo nello sviluppare e dare forma a un nuovo stile: la loro prima concept car, la supersportiva a due posti DeZir ha debuttato nell’ottobre 2010 al Salone di Parigi. Sono poi arrivate la crossover Captur e la monovolume R-Space e infine la Frendzy, multispazio da famiglia ma anche per il lavoro (vista a Francoforte, nel settembre del 2011). Auto molto diverse, ma tutte caratterizzate da linee morbide ed equilibrate, e dal muso grintoso e personale, con il marchio Renault bene in evidenza e contornato da una sottile mascherina. Insieme alla Frendzy, a Francoforte si è visto il primo modello di serie che riprende lo stile dei quattro prototipi: la Twingo rinnovata, che sarà in vendita dal gennaio del prossimo anno. Axel Breun era presente al Motor Show di Bologna; simpatico e disponibile, ha fatto una chiacchiereta con noi.

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Dezir è il prototipo del 2010 con il quale è iniziata la "rivoluzione" del design in casa Renault.


Quali sono le caratteristiche fondamentali del nuovo stile?
Innanzitutto c’è il frontale, che garantisce quella forte identità di marca che prima un po’ mancava. A dire il vero, all’inizio temevamo di realizzare auto con una “faccia” troppo simile, indistinguibili l’una dall’altra (come succede, secondo me, a qualche casa tedesca). Per questo ci siamo impegnati a dare una differente interpretazione, modello per modello. Mi pare che il risultato sia stato raggiunto: le nostre concept car, pur essendo chiaramente riconoscibili come vetture dello stesso marchio, non sono affatto delle “fotocopie”. 

E oltre al frontale?
Abbiamo lavorato molto sulle forme della carrozzeria, che sono decisamente arrotondate, fluide, e vengono valorizzate dalla luce che le colpisce. Oserei dire che sono forme quasi sensuali, che invitano ad accarezzare la carrozzeria. Abbiamo tratto ispirazione dalle berlinette Alpine Renault degli anni 60 e 70, e anche da molte auto italiane di quel periodo: in studio avevamo appese molte immagini di quelle “belle macchine” (lo dice in italiano; tra l’altro, anche le Alpine Renault sono di un italiano, il torinese Giovanni Michelotti ndr). 
 

Renault twingo motor show 1
Il frontale della rinnovata Twingo.


Ritiene che la nuova Twingo rappresenti bene il lavoro fatto da voi con le concept car?
Sì. La Twingo nata nel 2007 era già una vettura molto valida ed equilibrata; quello che le mancava era un po’ di personalità, di capacità di emozionare. Adesso, con il nuovo frontale e con le modifiche alla coda, l’auto è decisamente più attraente e sportiva, ricca di “carattere”; da quest’ultimo punto di vista, è un po’ un ritorno alla prima Twingo, quella del 1993, che era unica, inconfondibile. Nella stessa direzione, sono state sviluppate delle nuove personalizzazioni estetiche (colori e disegni, per la carrozzeria e per gli interni); le combinazioni possibili sono oltre 30.000. In questo modo, rispondiamo a una tendenza della società moderna: ciascuno vuole poter dare un tocco personale agli oggetti che usa ogni giorno.
 

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La R-Space allo stand Renault del Motor Show.


Qui a Bologna è esposta anche la monovolume R-Space. Il nuovo stile si adatta bene a una vettura che dev’essere soprattutto pratica? 
Con la prima concept car, la supersportiva DeZir, bassissima, larga, di colore rosso fuoco, è stato relativamente facile ottenere un veicolo attraente. Ma l’accoglienza che il pubblico ha riservato a Captur, R-Space e Frendzy ci ha fatto capire che le linee fluide funzionano bene anche su modelli più “normali”, da famiglia. Il segreto sta nel prestare molta attenzione alle proporzioni dei diversi elementi, perché il rischio, quando si usano le forme molto arrotondate, è di ottenere un veicolo “pesante” e goffo. Per esempio, il diametro “abbondante” dei cerchi è fondamentale per ottenere una linea piacevole ed equilibrata, e i tedeschi l’hanno capito da tempo. Ma anche noi lo sappiamo bene, e ne terremo conto per i modelli in arrivo. 
 

Renault clio render
Una nostra interpretazione della Clio che vedremo al Salone di Parigi dell'autunno 2012.


Finora sono arrivate quattro concept car con il nuovo stile. Ne vedremo altre a breve?
Sì, saranno sei in tutto, e le ultime due debutteranno, separatamente, entro l’inizio del 2013. Ma è ancora presto per dire che tipo di auto saranno. E poi, entro la fine del 2012 arriverà il primo modello di serie completamente nuovo con lo stile derivato dai prototipi: la Clio. 
 

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La Twingo restyling.


Sei concept car una dietro l’altra. Ma in quanti ci lavorate? 
In pochi. Oltre a me, che svolgo la funzione di coordinamento e di confronto con Laurens van den Acker, a ogni auto lavora un gruppo di tre persone: una per gli esterni, una per gli interni e una per i colori e materiali dell’abitacolo. Definito il progetto, facciamo realizzare la vettura a specialisti esterni, francesi o italiani (come lo G Studio di Torino, che ha fatto nascere la DeZir e la Captur). In parallelo lavorano i tecnici, perché tutte le nostre concept car sono marcianti: hanno una meccanica innovativa, ma perfettamente funzionante. E così, nel giro di un anno si passa dall’idea iniziale al modello definitivo. 

sabato 6 agosto 2011

Lamborghini, ecco il prototipo Giugiaro scartato 50 anni fa

lamborghini giugiaro italdesign
Italdesign ha dato alla luce un pezzo unico ed a suo modo storico: una Lamborghini di oltre 50 anni fa nata da alcuni sketch di Giorgetto Giugiaroche all’epoca furono scartati dalla giovane casa costruttrice di auto sportive. Allora furono scelti i progetti del designer Franco Scaglione, mentre le proposte di Giugiaro non vennero prese in considerazione come quelle di molti altri aspiranti progettisti di automobili. Erano tempi pionieristici e quello che vediamo nella foto è l’aspetto che l’auto avrebbe avuto se la proposta fosse stata accettata da Lamborghini.

Il modello ricostruito è stato un regalo da parte di Fabrizio Giugiaro, figlio di Giorgetto, per il 70° compleanno del padre. L’auto è stata assemblata indipendentemente da Italdesign per dimostrare quanto le idee del fondatore fossero all’avanguardia già 50 anni fa. Chi può dire che strada avrebbe preso la casa di Sant’Agata Bolognese se quel giorno fosse stato accettato questo design?




grazie a http://www.allaguida.it/