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giovedì 14 giugno 2012

“Gli scarichi dei diesel sono cancerogeni”


Un recente studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato inequivocabile la dannosità degli scarichi dei motori a gasolio. La loro classificazione è dunque variata da “probabili cancerogeni” a “sicuri cancerogeni”. Possibili importanti conseguenze dalla nuova situazione.


STUDIO AUTOREVOLE - Il Centro Internazionale Ricerca sul Cancro facente capo all’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno classificato i motori diesel come cancerogeni. L’iniziativa viene dopo un lungo dibattito sull’argomento e assume il carattere di parola definitiva. Le conseguenze per il mondo dell’automobile e per il motore diesel potrebbero essere molto pesanti. 
I RISCHI - Finora i gas di scarico dei propulsori a gasolio erano classificati come “cancerogeni probabili” (gruppo 2A). Ora nella classificazione ufficiale del CIRC-OMS sono passati nei “cancerogeni certi” (Gruppo 1A). Il rapporto del CIRC-OMS con cui è stata argomentata la riclassificazionerecita: “Le prove scientifiche sono irrefutabili e le conclusioni del gruppo di lavoro sono state unanimi: le emanazioni dei motori diesel sono causa del cancro ai polmoni”. Lo studio riporta anche che i test sono stati compiuti su un campione di popolazione molto esposta agli scarichi diesel (minatori, lavoratori nei parcheggi) e su questi soggetti si è rilevato un rischio elevato per il cancro alla vescica. 
DIESEL PULITI OVUNQUE - Viene anche sottolineato come gli importanti passi avanti fatti dall’industria automobilistica per migliorare la situazione, restano gravi problemi per l’enorme parco circolante motorizzato con propulsori non dotati delle più moderne soluzioni tecniche. Proprio questo aspetto è stato preso in considerazione dall’Acea (l’organizzazione dei costruttori europei di automobili) la quale ha precisato di voler esaminare il rapporto nel dettaglio, ma che comunque ritiene importante riuscire a diffondere le nuove tecnologie relative ai propulsori diesel in tutto il mondo e non soltanto nelle realtà più sviluppate.
FUTURO INCERTO - Difficile prevedere quali possano essere le conseguenze della netta presa di posizione dell’organismo internazionale della sanità. Se da un lato è poco probabile che ci siano provvedimenti a breve termine che limitino la diffusione dei motori diesel, a causa delle enormi implicazioni economiche, d’altra parte appare inevitabile che nel lungo termine l’argomenta non possa che sfociare in qualche forma di irrigidimento degli standard ammessi per le emissioni, e quindi sull’impiego di questa motorizzazione.

lunedì 4 giugno 2012

Sciopero benzina mercoledì 6 giugno


Il costante aumento dei prezzi di benzina e carburante, che proprio di recente hanno visto un ulteriore aumento delle accise per far fronte all'emergenza del terremoto in Emilia Romagna, potrebbe portare presto a un nuovo sciopero della benzina che si terrà il prossimo mercoledì 6 giugno.
A promuovere la giornata in cui tutti gli automobilisti sono invitati a non recarsi alle pompe di distribuzione di benzina e diesel è stata l'ACI, che per voce del suo presidente, Angelo Sticchi Damiani, ha dichiarato: "Il nostro obiettivo è quello di opporci ad una tassazione che ha raggiunto, da tempo, livelli insostenibili, che colpisce soprattutto le fasce sociali più deboli e i lavoratori e che rischia di mettere in ginocchio il comparto auto, con conseguenze drammatiche per l'occupazione e l'economia italiana. Per ora malgrado il crollo dei consumi, il gettito continua ad aumentare, ma se non si farà qualcosa per bloccare questa emorragia, presto anche l'Erario ne risentirà e la tassazione, oltre che soffocante e iniqua, si rivelerà addirittura dannosa per le casse dello Stato".
L'Automobile Club d'Italia punta il dito contro le molte accise che arrivano a gonfiare il prezzo di benzina e gasolio fino al 60%, tanto da rendere i due carburanti come i prodotti più tassati in assoluto tra quelli a disposizione dei consumatori italiani.
Secondo l'ACI, le conseguenze di tale politica non si risentono solamente sulle tasche delle famiglie italiane o di chi ha la necessità di viaggiare quotidianamente per lavoro, ma stanno contribuendo a fare calare le vendite di carburanti, tanto che il consumo di questi prodotti è diminuito ad aprile del 14,5% rispetto a quanto registrato nello stesso mese l'anno prima, oltre a incidere in maniera sensibile sulla crisi del mercato dell'auto, comparto ormai da tempo immemore alle prese con un costante calo che di certo non aiuta la ripresa economica.
L'ACI ha precisato infine che lo sciopero della benzina non è una iniziativa che ha lo scopo di andare contro alla popolazione colpita dal terremoto di queste settimane e a cui saranno destinate le risorse ottenute dalla nuova accisa di 2 centesimi al litro, lasciando capire invece che il suo scopo è unicamente quello di protestare per una situazione che era difficile già prima che il Governo decidesse l'introduzione della misura a favore dei terremotati emiliani.

martedì 20 dicembre 2011

Saab SI TENTA UN SALVATAGGIO IN EXTREMIS


L'affaire Saab continua a tenere tutti col fiato sospeso. Dopo aver annunciato, nei giorni scorsi, di aver depositato in tribunale l'istanza di fallimento, quest'oggi il numero uno Victor Muller ha fatto sapere che la Swedish Automobile, proprietaria del marchio svedese, sta comunque cercando di effettuare un salvataggio in extremis.
Il veto della General Motors. Nel comunicato, l'a.d. spiega che la Saab potrebbe ancora avere qualche chanche di salvezza se trova entro brevissimo tempo un nuovo investitore. Soprattutto se quest'ultimo non è asiatico. "Nella nuova situazione - spiega la nota del Costruttore - che prevede lo spettro della bancarotta, potrebbe essere preso in considerazione un nuovo scenario. Se fossero coinvolti finanziatori non cinesi, infatti, la GMpotrebbe finalmente sciogliere il veto".
Fattore tempo. Inutile dire che il fattore tempo gioca un ruolo determinante e che la probabilità di trovare nell'arco di pochi giorni una società disposta a versare subito (almeno) 200 milioni di euro è molto remota. Anche perché, nel frattempo, i creditori premono per riavere quanto gli spetta.
Saab Italia. Nel frattempo, la filiale italiana Saab Automobile Italy (Saab Italia) ha precisato in una nota "che non verranno automaticamente seguite le sorti della capogruppo. E in attesa dei necessari chiarimenti e di un probabile riposizionamento operativo, rimarrà attiva per adempiere agli obblighi che le derivano dai contratti di distribuzione in vigore".

lunedì 19 dicembre 2011

La Saab chiede il fallimento

Presentata oggi la richiesta a una corte svedese. Dopo mesi di problemi viene messa la parola fine: difficile dire ora cosa succederà


ORA È PROPRIO LA FINE - La casa automobilistica, nella persona del suo amministratore delegato, Victor Muller, ha presentato questa mattina presso il tribunale di Vänersborg la richiesta di bancarotta, decretando il fallimento al piano di rilancio varato lo scorso anno. Nel comunicato emesso dalla casa si fa riferimento alla totale opposizione al piano da parte della GM, precedente proprietario e fornitore di tecnologia per la Saab 9-5 e 9-4X.


LA GM SI OPPONE - La Saab fa sapere che la Zhejiang Youngman Lotus Automobile, azienda cinese che aveva firmato una lettera d'intenti per rilevare la casa svedese e che aveva soldi “freschi” da iniettare nelle casse, ha alzato bandiera bianca a fronte del rifiuto degli americani della General Motors, troppo preoccupati che la loro tecnologia finisse in mano cinese. La produzione nello stabilimento Saab di Trollhattan è ferma dallo scorso aprile e ora il futuro dei 3.400 dipendenti è quanto meno incerto. Ora si aspetta la nomina degli amministratori fallimentari da parte del tribunale.


UN PO' DI STORIA - La Saab nasce nel 1937 come azienda specializzata nella costruzione di aeroplani: il suo nome è infatto l'acronimo di Svenska Aeroplan AktieBolag (aeroplani svedesi società per azioni). Dopo la seconda guerra mondiale si dedica anche alla prouzione di veicoli: nell'estate del 1947 nasce la sua prima automobile la 92.001 UrSaab. La notorietà di questo costruttore cresce negli anni 70, grazie a diversi successi ottenuti nei rally, per raggiungere il culmine durante gli anni 80 con la 900: la versione Turbo con carrozzeria coupé e cabriolet diventa un vero fenomeno di moda. Nel 1990 la Saab viene acquisita dalla General Motors, prima che il colosso americano, a seguito della recessione economica, decida, dopo una lunga e travagliata trattativa, di cederla all'olandese Spyker agli inizi del 2010. In tutti questi anni, i modelli Saab hanno mantenuto un forte legame con il mondo aeronautico per quanto riguarda la linea e alcune soluzioni dell'abitacolo come la plancia. 

giovedì 15 dicembre 2011

Gus Gus: arriva a Milano l'auto italiana da 483 km/h


Fino al 9 gennaio sarà esposta a Milano la Gus Gus Streamliner, l'auto di fabbricazione italiana che l'estate scorsa ha battuto il record nazionale di velocità, raggiungendo i 483,377 km/h nel deserto salato di Bonneville nello stato americano dello Utah.
Questo prototipo con motore da 4,2 litri sarà esposto nella sede dell'Automobile Club di corso Venezia: qui, Fabio Montani - il pilota che l'ha guidata fino al record - insieme al suo team sono stati premiati dal vicepresidente Aci, Geronimo La Russa.
Costruita nelle officine "La Fenice" di Birone di Giussano, nel cuore della Brianza, la Gus Gus è stata progettata in collaborazione con il Politecnico di Milano che ha impiegato materiali leggeri ma resistenti come la fibra di vetro, il Nomex (particolarmente resistente alle fiamme) e il Kevlar che potrebbero essere impiegati anche sulle automobili del futuro.
Milano è la prima tappa di un tour nazionale che porterà la Gus Gus a essere esposta e ammirata in altre città italiane.

venerdì 2 dicembre 2011

Mercato auto: a novembre meno 9,25%


Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso noto idati sulle vendite complessive di vetture nel nostro Paese. Le cifre sul nuovo, relative al mese di novembre, mostrano unadiminuzione del 9,25% rispetto allo stesso mese del 2010: 132.579 contro 146.088. In sostanza, l'Italia è ritornata ai livelli di immatricolazioni del 1996.
Preoccupata Unrae, l'associazione dei costruttori esteri presenti in Italia, che per bocca del suo direttore generale, Gianni Filipponi, ha detto che "risultano evidenti le difficoltà di un mercato che è lo specchio della situazione economica generale non certo positiva".
Il numero uno Unrae, poi, ha sottolineato l'importanza di creare sinergie tra filiera dell'automobile e istituzioni (governo, Parlamento ed enti locali) per favorire la diffusione delle auto a basso impatto ambientale, che possano incrementare le vendite e facciano da stimolo alla ripresa complessiva dell'economia italiana attraverso l'aumento dei consumi.
I dati del ministero indicano che il forte calo di novembre è sostanzialmente in linea con l'andamento dei primi 11 mesi dell'anno, dove le vendite di auto nuove (1,63 milioni) sono scese del 10,6% sullo stesso periodo del 2010 quando furono 1,83 milioni.
Il segno negativo non risparmia nemmeno i trasferimenti di proprietà di auto usate che a novembre sono stati 390.822, con un calo del 6,56% rispetto a novembre 2010, quando furono 418.239.
"Tutte queste cifre vennero previste lo scorso anno da Federauto" ha detto il presidente della federazione italiana dei concessionari, Filippo Pavan Bernacchi. "Ora occorre fare presto per ribaltare la situazione. La cosa più urgente è cambiare le regole della distribuzione di autoveicoli, tenendo conto che il mercato automobilistico italiano è molto diverso da quello degli altri Paesi europei. Ed è per questo che le Case costruttrici dovrebbero varare delle nuove regole di distribuzione, condivise dai concessionari, ritagliate solo sul nostro Paese".
L'unico dato positivo arriva dal periodo gennaio-novembre dell'usato, dove i trasferimenti di proprietà solo saliti dell'1,28% rispetto a un anno fa, pari a circa 53.000 unità in più.
Franco Oltolini, direttore generale di CarNext (la società specializzata nella vendita di vetture usate provenienti dalle flotte in noleggio a lungo termine di LeasePlan Italia) ha aggiunto che "nel 2011 il mercato dell'usato anche verso la fine conferma l'alternanza di mesi positivi e mesi in flessione rispetto al 2010. Certo il minor afflusso di permute dovuto alla depressione del mercato del nuovo determina una minore disponibilità di offerta. Questo però si traduce in una minore pressione sui prezzi dell'usato".
I numeri di novembre sul mercato dell'usato mostrano che su 16 brand analizzati da CarNext,solo 4 hanno registrato risultati positivi. Fra questi Peugeot (più 8%), Nissan (più 7%), ToyotaLexus (più 3%) e Citroen, che è salita di 2 punti. Il brand che ha perso di più c'è Alfa Romeoche ha fatto segnare un meno 23%. Calo del 3%, infine, per Fiat.