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sabato 3 marzo 2012

Benzinai REVOCATO LO SCIOPERO DI DIECI GIORNI


Benzinai
I gestori dei distributori di carburante hanno revocato lo sciopero di dieci giorni annunciato alla fine di gennaio. L'associazione Faib-Confesercenti, infatti, ha espresso soddisfazione per le novità introdotte nel decreto sulle liberalizzazioni appena passato in Senato e auspica ora una rapida approvazione anche da parte della Camera.
Rilevanti novità. "La nuova formulazione del pacchetto carburanti - ha spiegato in una nota il presidente della federazione dei benzinai di Confesercenti, Martino Landi - sebbene non recepisca tutte le richieste della categoria, ha centrato alcuni importanti obiettivi introducendo rilevanti novità in materia di nuove possibilità contrattualistiche, di nuove opportunità imprenditoriali, di trasparenza nella formazione del prezzo grazie alla creazione di un mercato all'ingrosso e di meccanismi virtuosi in grado di contenere la corsa del caro petrolio e di estendere realmente l'area del non oil, con la possibilità concreta di vendere tabacchi, giornali e fare delle stazioni di servizio delle aree multiservizio. Sono strumenti legislativi importanti che auspichiamo la filiera sappia valorizzare per arrestare la corsa del caro benzina e innescare un ciclo che fermi la crisi degli erogati e favorisca nuova imprenditorialità".
Riscatto e vendita non eslcusiva. Tra i risultati conseguiti Landi cita anche la negoziazione tra aziende e associazioni di categoria, le nuove forme contrattuali che potranno essere concordate tra le parti, inclusa quella che consente la vendita non in esclusiva per i gestori e la previsione che i nuovi contratti dovranno assicurare al gestore condizioni eque e non discriminatorie oltre alla possibilità di costituire consorzi per il riscatto degli impianti. Soddifazione, infine, è stata espresa anche per il ripristino della gratuità dei pagamenti con carte di credito sotto i 100 euro: "un beneficio per consumatori e operatori". R.Bar.

lunedì 27 febbraio 2012

Caro carburanti: nuova impennata nel fine settimana

Il prezzo della benzina ha raggiunto 1,825 euro al litro e il gasolio 1,765.
NUOVO RINCARO - Stando ai dati diffusi da Staffetta Quotidiana, nel finesettimana appena lasciato alle spalle il prezzo dei carburanti è cresciuto ancora. Complice l'aumento delle quotazioni del greggio, nei distributori della Shell il prezzo della verde ha subito un ricaro dello 0,5% raggiungendo 1,825 euro al litro. Analoga sorte per il gasolio: la Ip ha rivisto verso l'alto di 0,6 cent il prezzo al litro, salito fino a 1,765. 

LA CODACONS ATTACCA - Di fronte ai continui aumenti dei carburanti, da fine 2011 il prezzo della benzina è cresciuto di 0,105 euro al litro, non mancano le reazioni delle associazioni a tutela dei consumatori. Stando a quanto denuncia la Codacons, “gli automobilisti italiani continuano ad essere i più tartassati d'Europa, sia per le tasse che per l'assenza di concorrenza. Non si uscirà mai dalla crisi fino a che il Governo non capirà, finalmente, che non è possibile che gli italiani abbiano gli stipendi più bassi d'Europa ma al tempo stesso paghino la benzina, la luce, il gas, il conto corrente, i mutui, l'Rc auto e le tariffe telefoniche più care d'Europa”.

giovedì 16 febbraio 2012

Benzinai LIBERALIZZAZIONI E CARTE DI CREDITO


Benzinai
Le principali associazioni dei gestori delle stazioni di servizio hanno lanciato una campagna per informare gli utenti di quanto sta accadendo in tema di pagamento dei carburanti con carta di credito. Dal 1° gennaio, infatti, una legge aveva stabilito la gratuità per importi inferiori ai 100 euro; in questo modo i consumatori avrebbero risparmiato sulle commissioni, che gravavano ulteriormente sui prezzi già alti di benzina e gasolio. Fino ad oggi, infatti, solo pochissime carte (compresa quella di Quattroruote) non prevedevano commissioni sull'acquisto di carburanti.
Commissioni e consumatori. Nel decreto sulle liberalizzazioni, però, il Governo ha deciso di sospendere (o di cancellare, dipenderà dal testo approvato in via definitiva dal parlamento) questa norma, restituendo alle società di gestione delle carte e alle banche gli introiti delle commissioni sui pagamenti. I distributori sono contrari a questa scelta, che penalizza i consumatori e minacciano di rifiutarsi di accettare le carte se i relativi costi dovessero ricadere sulle loro spalle. Molti, tra l'altro, hanno già ricevuto la disdetta degli attuali contratti relativi ai pagamenti tramite "Pos" (i dispositivi di lettura delle carte), le cui condizioni le società di gestione delle carte e dei bancomat intendono rivedere. E.D.  

lunedì 30 gennaio 2012

Sciopero benzinai febbraio 2012: a breve le date


Confermato lo sciopero benzinai a febbraio 2012. Le date precise dell'agitazione che riguarderà i gestori degli impianti di distribuzione - che protestano contro il decreto sulle liberalizzazioni - saranno rese note il 7 febbraio prossimo.
Nell'attesa, la tensione resta alta soprattutto per le conseguenze che questo sciopero dei benzinai potrebbe avere non solo sul traffico privato ma anche su quello legato ai TIR, i cui conducenti sono un'altra categoria "sul piede di guerra" e pronta a ripetere blocchi e astensioni dal lavoro, nonostante la disapprovazione persino dei sindacati.
Il 7 febbraio si riuniranno a Roma le associazioni Faib e Fegica per definire le modalità della serrata che secondo i rispettivi rappresentanti "è provocata dal governo che ha iniziato un processo di espulsione dei gestori". Quello che si contesta è che l'esecutivo non avrebbe liberalizzato fino in fondo la distribuzione di benzina e gasolio: sono infatti solo i gestori-titolari delle pompe che potranno acquistare il carburante dalla compagnia che preferiscono, scegliendo il prezzo migliore. Tale facoltà non sarà invece concessa ai semplici gestori, che dovranno obbligatoriamente comprare dal brand di cui fanno parte.
Come comunicato a metà gennaio, i benzinai minacciano uno sciopero di 7 giorni (che potrebbero salire a 10) con modalità da definire: l'unica cosa certa è che non ci potranno essere più di 3 giorni consecutivi di astensione dall'erogazione del servizio di fornitura di carburante per auto.
Secondo alcune indiscrezioni, lo sciopero potrebbe essere fatto per 3 giorni alla settimanadurante il mese di febbraio 2012, sia sulla rete stradale ordinaria sia su quella autostradale.

mercoledì 25 gennaio 2012

Sciopero dei tir BENZINA FINITA A NAPOLI


Gli autotrasportatori proseguono la protesta contro i rincari di carburanteautostrade,assicurazioni e Irpef e contro le misure previste dalla liberalizzazione decisa dal Governo Monti. Migliaia di autisti sono scesi in piazza questa mattina a Palermo. "Siamo disposti a tutto, anche alla morte", ha dichiarato il leader del cosiddetto Movimento dei forconi, Mariano Ferro, nel corso della manifestazione. "Non ci fermiamo. La politica faccia la sua parte o vadano tutti a casa".


Prezzi alle stelle. Intanto nei pressi di Torino si è verificato un nuovo incidente: un camionista che cercava di aggirare la manifestazione dei colleghi a Carmagnola ha sfiorato con la parte posteriore del rimorchio un autista di 38 anni ferendolo. In tutta la Penisola si iniziano a lamentare difficoltà nell'approvvigionamento dellescorte con prezzi di alcune merci che, quando disponibili, sono arrivati alle stelle.
Sequestrato un distributore. A Napoli la benzina è esaurita in quasi tutti i distributori e non manca chi approfitta della situazione per commettere illeciti o veri e propri atti di sciacallaggio. A Ercolano, infatti, la Guardia di Finanza ha sequestrato un impianto che vendeva il carburante a 1,999 euro al litro.

giovedì 19 gennaio 2012

Benzinai PRONTI A DIECI GIORNI DI SCIOPERO


A pochi giorni dal varo del decreto sulle liberalizzazioni che prevede una deregulation anche per il settore dei carburanti, i gestori degli impianti di rifornimento tornano sul piede di guerra minacciando "azioni clamorose". Le sigle sindacali di categoria Faib Confesercenti e Fegica Cisl, infatti, hanno annunciato "l'immediato stato di agitazione e la chiusura per sciopero d dieci giorni degli impianti stradali e autostradali". Una misura che rincara la dose rispetto alla settimana di stop proclamata nei giorni  scorsi fa dalle sigle Figisc e l'Anisa Confcommercio. I sindacati, poi, hanno sottolineato che "le date saranno indicate e rese note se e non appena le bozze del decreto circolate in queste ore dovessero trovare conferma ufficiale".
I privilegi della lobby. In una nota congiunta le due sigle sindacali bocciano completamente la nuova bozza del decreto: "Il Governo fa retromarcia su tutta la linea di fronte alla potente lobby dei petrolieri, i cui privilegi non vengono neanche scalfiti ma persino rafforzati dalle misure che sono in procinto di essere varate. Nessun impianto multimarca, così come anche l'Antitrust aveva recentemente chiesto. Nessuna libertà - ribadiscono - per i gestori di rifornirsi sul libero mercato alle condizioni più convenienti per poter dare agli automobilisti italiani prezzi più bassi dei carburanti. Automobilisti che, insieme ai gestori, sono i veri gabbati dalla solita politica degli annunci".
Prezzi più alti d'Europa. "Il Governo - aggiungono Faib e Fegica - si limita a gettare fumo negli occhi dell'opinione pubblica liberando solo chi è già libero, cioè i proprietari gli impianti: alla fine il provvedimento non riguarda più di 500 impianti su 25.000. Per il resto, il controllo dei petrolieri sull'intera filiera, dalla culla alla tomba, che consente loro di mantenere in Italia i prezzi più alti d'Europa, viene completato definitivamente con un regalo inaspettato: ogni compagnia potrà fissare le condizioni contrattuali che vuole, con ogni singolo benzinaio, senza nessuna tutela, nessuna contrattazione, nessuna mediazione collettiva".

martedì 17 gennaio 2012

BENZINAI PROCLAMANO 7 GIORNI DI CHIUSURA


Non ancora decise le date dello stop che interessa la rete ordinaria

gestori di carburante aderenti alle associazioni di categoria Figisc e Anisa hanno proclamatosette giorni di chiusura degli impianti per protesta nei confronti dei provvedimenti del governo Monti riguardo la liberalizzazioni del settore. Le date dello stop prolungato non sono state ancora decise: le due associazioni, che rappresentano i gestori della rete ordinaria, attendono infatti le azioni del prossimo Consiglio dei Ministri.
 
"La scelta di intervenire sull'esclusiva di fornitura nella rete carburanti – hanno fatto sapere le due associazioni dei benzinai - non produrrà alcun effetto sui prezzi, ma otterrà il risultato di far espellere i gestori dalla rete alla scadenza dei loro contratti e di far rendere loro dalle aziende petrolifere e dai retisti convenzionati la vita ancor più impossibile fin da subito. Non solo, perché la norma che autorizza gli impianti a funzionare 24 ore su 24 solo nella modalità self service senza più la presenza dell'operatore è un altro grossissimo chiodo piantato sulla bara della categoria. Insomma, ci vuole davvero coraggio a sostenere che queste siano le misure di sviluppo necessarie a far uscire dalla crisi economica il Paese". 

Da un anno l’escalation dei prezzi dei carburanti è dovuta per l'80% all'aumento delle imposte sulle accise, mentre i rialzi del petrolio hanno inciso per il 20%. “I costi di distribuzione - aggiungono Figisc e Anisa - gravano sul prezzo finale circa per meno del 10% contro una quota di imposte che vale il 60% del prezzo della benzina".


Grazie a: http://www.auto.it

venerdì 22 luglio 2011

Sospeso lo sciopero dei benzinai del 27 e 28 luglio

Le associazioni dei gestori prendono tempo, in attesa delle risposte del Governo, dunque per il momento lo sciopero è scongiurato.
NIENTE SCIOPERO - I sindacati dei gestori Faib e Fegica hanno annunciato di aver sospeso lo sciopero dei prossimi 27 e 28 luglio: era stato indetto per protestare contro l'aumento delle accise e alcune misure contenute nella manovra finanziaria  che, secondo le associazioni, non farebbero altro che “armare la mano ai petrolieri e punire l’unica voce del settore che si batte contro gli altri prezzi dei carburanti .

SUONA IL CLACSON - Come si apprende da una nota ufficiale, lo scioperosarebbe stato revocato per venire incontro “all'invito pressante della Commissione di garanzia per lo sciopero nei pubblici servizi e per dare il giusto riconoscimento e maggiore forza al tentativo di conciliazione della vertenza con il Governo annunciato nelle scorse ore dalla Commissione stessa”.

giovedì 14 luglio 2011

Il 27 e 28 luglio sciopero dei benzinai

L’iniziativa è stata presa per protestare contro i recenti aumenti del prezzo dei carburanti e le manovre di “razionalizzazione” contenute nella finanziaria.
DURA PROTESTA - I benzinai dichiarano guerra al governo e preparano losciopero. Mercoledì 27 e giovedì 28 luglio i distributori resteranno chiusi su autostrade e vie ordinarie. L’ha deciso il Coordinamento nazionale unitario diFegica Faib, associazioni dei gestori aderenti, rispettivamente, ai sindacati Cisl e Confesercenti. Nel mirino della protesta, oltre alle accise decise dall’esecutivo, che hanno fatto lievitare i prezzi del carburante (la verde è arrivata a 1,63 euro al litro), c’è un articolo inserito nella manovra finanziaria in discussione, intitolato “Razionalizzazione della rete distributiva dei carburanti” (articolo 28). Secondo i benzinai, queste norme non farebbero altro che “armare la mano ai petrolieri e punire l’unica voce del settore che si batte contro gli altri prezzi dei carburanti”.
I PUNTI “CALDI” - Tra i commi contestati, quello che impone, su ogni pompa, la presenza dell’apparecchiatura per il self service (con pesanti sanzioni per chi non si adegua). Non solo. Il decreto allo studio prevede anche la definitiva applicazione, entro 120 giorni dalla conversione in legge, dei criteri di “incompatibilità” individuati nel decreto messo a punto dal Ministero delle attività produttive il 31 ottobre 2001, che impone ai comuni, tra le altre cose, di chiudere gli impianti situati, per esempio, in “zone pedonali o a traffico limitato”, “privi di sede propria” (ovvero quelli “sulla strada”), siti in prossimità di “biforcazioni stradali”, all’interno di curve di raggio “inferiore o uguale a metri cento” o troppo prossimi a incroci o “accessi di rilevante importanza”. 

SERRATA ENI/AGIP - Le norme contenute in finanziaria avrebbero inoltre l’effetto di vanificare l’iter di “Libera la benzina!”, un progetto di legge presentato dalle associazioni di categoria e già avviato al Senato che, secondo le intenzioni dei promotori, riuscirebbe a liberalizzare un settore troppo spesso nelle mani delle grandi compagnie petrolifere. Allo stesso tempo, per protestare contro l’aumento dei prezzi dei carburanti, gli impianti targati Eni/Agip resteranno chiusi per sciopero dalle 13.00 di domani alle 7.00 
di venerdì. Gli automobilisti sono avvertiti.