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giovedì 28 giugno 2012

In vendita da fine settembre la Panda 4x4

Il nuovo modello sarà proposto con un sistema di trazione integrale più evoluto e due motori: il 0.9 TwinAir Turbo da 85 CV e il 1.3 Multijet da 75 CV. Per ora resta a listino la “vecchia” Panda 4x4, con prezzi da 13.500 euro.


IN VENDITA DALL'AUTUNNO - In attesa che la nuova Panda 4x4 arrivi nelle vetrine delle concessionarie Fiat a fine settembre, in contemporanea con la presentazione ufficiale al Salone di Parigi (è in programma dal 29 settembre al 14 ottobre), possiamo mostrarvi l'aspetto definitivo della citycar torinese in versione “campagnola” grazie ai disegni depositati presso l'ufficio brevetti, pubblicati dal sito Carscoop.

Fiat panda 4x4 brevetti 03


ASPETTO “GRINTOSO” - Più alta da terra per affrontare anche i percorsi più accidentati, la Fiat Panda 4x4 ha una protezione in plastica per la parte inferiore della carrozzeria e i passaruota. Rispetto alla Panda a due ruote motrici, i paraurti sono stati leggermente rivisti: quello anteriore ha una presa d'aria di forma rettangolare che integra il portatarga (sulle altre Panda è trapezoidale con gli angoli smussati), mentre quello posteriore ha un vistoso “scudo”, sempre rettangolare.


Fiat panda 4x4 brevetti 05


MODIFICHE AL CAMBIO E ALLE SOSPENSIONI - Stando alle informazioni fino ad oggi  raccolte, la nuova Panda 4x4 sarà disponibile con due motori: il 0.9 TwinAir da 85 CV e il turbodiesel 1.3 Multijet da 75 CV. Il suo sistema di trazione integrale avrà un giunto elettromeccanico per ripartire la coppia motrice tra le ruote anteriori e posteriori e, a differenza, della versione a due ruote motrici, la Panda 4x4 avrà un cambio manuale a sei marce (anziché 5), con una prima corta e sospensioni dall'escursione maggiorata per affrontare al meglio i percorsi fuori strada: quella posteriore è stata ridisegnata per lasciare spazio al differenziale posteriore.


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La Panda 4x4 attuale.


LA “VECCHIA” ANCORA IN VENDITA - In attesa che cominci la commercializzazione del nuovo modello, i cui prezzi sono ancora in via di definizione, resta ancora disponibile la “vecchia” Panda 4x4 (foto qui sopra): proposta nel solo allestimento Climbing in abbinamento al motore 1.2 a benzina da 69 CV (leggi qui la prova) e al turbodiesel 1.3 Multijet da 75 CV, ha prezzi che partono da 13.550 euro.



martedì 20 dicembre 2011

HONDA ALLESTISCE LA SUPERSPORTIVA EREDE DELLA NSX


Sarà probabilmente una vettura ibrida e a quattro ruote motrici. La presentazione al prossimo Salone di Detroit

La Honda, al Salone di Tokyo 2003, aveva illuso gli appassionati presentando la concept car HSC che prefigurava una possibile erede della NSX, la sportiva che fra la fine degli Anni Ottanta e per tutti i Novanta ha rappresentato lo stato dell'arte della tecnologia giapponese. Ma poi, fra congiunture economiche e altri piani per il futuro, non se ne fece più nulla

Adesso pare che le cose siano cambiate. Ed è notizia ufficiale che al prossimo Salone di Detroit, in programma dal 9 al 22 gennaio, la Honda presenterà un prototipo dal quale nascerà la diretta discendente della NSX. Laconcper car in questione sarà probabilmente marchiata Acura – cioè il marchio di lusso della Honda negli Usa – ma dal 2013 sarà commercializzata in tutto il resto del mondo con il marchio Honda, e presumibilmente con la sigla NSX

Tra le altre indiscrezioni, la meccanica: la supersportiva sarà ibrida, probabilmente anche a trazione integrale impiegando le unità elettriche per le ruote anteriori e un potente motore termico in posizione centrale-posteriore per le ruote dietro.


domenica 20 novembre 2011

[VIDEO] Lancia Delta Tributo


1987-1988: Delta HF 4WD e Delta HF integrale
L'epoca d'oro della Lancia Delta iniziò nel 1987 con il debutto della HF 4WD nel Gruppo A. La berlinetta di serie era dotata di un motore 4 cilindri in linea di 1995cc ed erogava 165 CV. In versione corsa la Delta erogava inizialmente 240 CV per un peso di poco superiore ai 1100 kg, ma al termine della stagione arrivò a toccare i 260 CV. Il successo della vettura italiana fu immediato: già al suo debutto, al Rally di Montecarlo, la Delta guidata da Biasion si aggiudicò il primo posto. Fu vittoria anche inPortogallo con Markku Alén, che ripeté l'impresa all'Acropoli. Quell'anno la Lancia Delta si aggiudicò i rally d'Argentina, dei Mille Laghi, di Sanremo e il Rally RAC, ottenne il titolo piloti con Kankkunen e regalò alla Lancia il titolo costruttori. Al Salone dell'automobile di Francoforte del settembre 1987 venne presentata la prima evoluzione della Delta HF 4WD: ribattezzata Delta HF Integrale, risultava aggiornata in alcuni particolari, sia stilistici sia meccanici. Esternamente la nuova versione si riconosceva per i parafanghi allargati, il nuovo disegno di paraurti e minigonne, le nuove prese d'aria anteriori e sul cofano motore, i cerchi in lega da 15 anziché da 14 pollici. Per quanto concerne la parte meccanica, furono migliorate sospensioni ed impianto frenante. La potenza del motore 1995 cc turbocompresso e dotato di intercooler passò da 165 CV a 185 CV. La versione da gara raggiunse invece i 280 CV dichiarati per 1100 kg di peso (minimo regolamentare); anche il 1988 fu una stagione largamente vittoriosa: la Lancia conquisterà ancora il mondiale marche e con Miki Biasion quello piloti, oltre all'europeo con Fabrizio Tabaton e a vari altri titoli nazionali.

1989-1991: Delta HF Integrale 16v e Delta HF Integrale Evoluzione 

Il 1989 vide scendere in campo una versione rinnovata della Delta integrale: grazie all'adozione delle 4 valvole per cilindro, la potenza salì a 200 CV per la versione stradale e circa 330 per quella da gara (nonostante i soli 300 CV dichiarati); rilevanti anche le altre modifiche: diversa ripartizione della coppia motrice (47% all'avantreno e 53% al retrotreno), impianto frenante potenziato, frizione, cambio e assetto modificati. Diverso anche l'aspetto esterno della vettura, caratterizzato dal rigonfiamento sul cofano anteriore con nuove prese d'aria. Nello stesso periodo per i mercati esteri con più severe norme antinquinamento venne commercializzata una versione a 8 valvole dotata dicatalizzatore e capace di "soli" 181 CV. La vettura esordisce verso fine stagione nel Mondiale, a campionato ormai già virtualmente vinto dalla Lancia, trionfando al Rally di Sanremo con la coppia Biasion/Siviero, che si riconfermano campioni del mondo. Nel 1990 la Lancia Delta Integrale 16v continua a vincere e anche per quell'anno si aggiudica il Mondiale; successo bissato nel 1991 con la Delta Integrale Evoluzione che presenta un cofano motore ancor più bombato, parafanghi più larghi, nuove e più generose prese d'aria frontali, spoiler mobile che consente piccole regolazioni aerodinamiche e migliora la stabilità. Più consistenti gli interventi sulla meccanica: telaio, sospensioni, scatola guida, freni, sistema di scarico. Le carreggiate sono più larghe e così pure i cerchi ruota. La potenza subisce un lieve ritocco, arrivando a circa 340 CV.

1992-1993: Il ciclo si chiude

Alla conclusione dell'anno successivo, il 1992, con la Delta Evoluzione ancora vincitrice del titolo, il team Martini Racing (a cui la Lancia aveva demandato l'intera gestione delle vetture per quella stagione) si ritira ufficialmente dal Mondiale. Non conclude però la collaborazione con la Casa, dato che nel 1993 disputa il campionato italiano rally con le medesime vetture. Nello stesso anno la presenza delle Delta Evoluzione nel massimo campionato viene gestita in maniera privata dal Jolly Club (altro storico team satellite Lancia): nonostante l'ingaggio di un pilota del calibro di Carlos Sainz, l'arrivo del munifico sponsor Repsol ed un aggiornamento del motore (oltre 360CV effettivi per l'ultima evoluzione presentata al Rally della Lana di Biella - CIR 1993), la stagione si conclude con risultati molto deludenti, causati dalla mancanza di aggiornamenti tecnici da parte della Casa Madre sulla vettura; aggiornamenti necessari e vitali in uno sport tecnologico come quello dei rally. Nonostante una chiusura del ciclo così ingloriosa, la Lancia Delta resta ad oggi la vettura da rally più titolata della storia, al punto da sostituire gloriosamente la vecchia Lancia Stratos (la "regina dei rallies") e guadagnarsi a suon di titoli l'appellativo di "imperatrice dei rallies".