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sabato 3 marzo 2012

Benzinai REVOCATO LO SCIOPERO DI DIECI GIORNI


Benzinai
I gestori dei distributori di carburante hanno revocato lo sciopero di dieci giorni annunciato alla fine di gennaio. L'associazione Faib-Confesercenti, infatti, ha espresso soddisfazione per le novità introdotte nel decreto sulle liberalizzazioni appena passato in Senato e auspica ora una rapida approvazione anche da parte della Camera.
Rilevanti novità. "La nuova formulazione del pacchetto carburanti - ha spiegato in una nota il presidente della federazione dei benzinai di Confesercenti, Martino Landi - sebbene non recepisca tutte le richieste della categoria, ha centrato alcuni importanti obiettivi introducendo rilevanti novità in materia di nuove possibilità contrattualistiche, di nuove opportunità imprenditoriali, di trasparenza nella formazione del prezzo grazie alla creazione di un mercato all'ingrosso e di meccanismi virtuosi in grado di contenere la corsa del caro petrolio e di estendere realmente l'area del non oil, con la possibilità concreta di vendere tabacchi, giornali e fare delle stazioni di servizio delle aree multiservizio. Sono strumenti legislativi importanti che auspichiamo la filiera sappia valorizzare per arrestare la corsa del caro benzina e innescare un ciclo che fermi la crisi degli erogati e favorisca nuova imprenditorialità".
Riscatto e vendita non eslcusiva. Tra i risultati conseguiti Landi cita anche la negoziazione tra aziende e associazioni di categoria, le nuove forme contrattuali che potranno essere concordate tra le parti, inclusa quella che consente la vendita non in esclusiva per i gestori e la previsione che i nuovi contratti dovranno assicurare al gestore condizioni eque e non discriminatorie oltre alla possibilità di costituire consorzi per il riscatto degli impianti. Soddifazione, infine, è stata espresa anche per il ripristino della gratuità dei pagamenti con carte di credito sotto i 100 euro: "un beneficio per consumatori e operatori". R.Bar.

giovedì 19 gennaio 2012

Benzinai PRONTI A DIECI GIORNI DI SCIOPERO


A pochi giorni dal varo del decreto sulle liberalizzazioni che prevede una deregulation anche per il settore dei carburanti, i gestori degli impianti di rifornimento tornano sul piede di guerra minacciando "azioni clamorose". Le sigle sindacali di categoria Faib Confesercenti e Fegica Cisl, infatti, hanno annunciato "l'immediato stato di agitazione e la chiusura per sciopero d dieci giorni degli impianti stradali e autostradali". Una misura che rincara la dose rispetto alla settimana di stop proclamata nei giorni  scorsi fa dalle sigle Figisc e l'Anisa Confcommercio. I sindacati, poi, hanno sottolineato che "le date saranno indicate e rese note se e non appena le bozze del decreto circolate in queste ore dovessero trovare conferma ufficiale".
I privilegi della lobby. In una nota congiunta le due sigle sindacali bocciano completamente la nuova bozza del decreto: "Il Governo fa retromarcia su tutta la linea di fronte alla potente lobby dei petrolieri, i cui privilegi non vengono neanche scalfiti ma persino rafforzati dalle misure che sono in procinto di essere varate. Nessun impianto multimarca, così come anche l'Antitrust aveva recentemente chiesto. Nessuna libertà - ribadiscono - per i gestori di rifornirsi sul libero mercato alle condizioni più convenienti per poter dare agli automobilisti italiani prezzi più bassi dei carburanti. Automobilisti che, insieme ai gestori, sono i veri gabbati dalla solita politica degli annunci".
Prezzi più alti d'Europa. "Il Governo - aggiungono Faib e Fegica - si limita a gettare fumo negli occhi dell'opinione pubblica liberando solo chi è già libero, cioè i proprietari gli impianti: alla fine il provvedimento non riguarda più di 500 impianti su 25.000. Per il resto, il controllo dei petrolieri sull'intera filiera, dalla culla alla tomba, che consente loro di mantenere in Italia i prezzi più alti d'Europa, viene completato definitivamente con un regalo inaspettato: ogni compagnia potrà fissare le condizioni contrattuali che vuole, con ogni singolo benzinaio, senza nessuna tutela, nessuna contrattazione, nessuna mediazione collettiva".

lunedì 7 novembre 2011

Tre giorni di sciopero dei benzinai

Se non troveranno un'intesa con il Governo resteranno chiusi dalla sera di martedì 8 al mattino venerdì 11 novembre. Escluse solo in Liguria e Toscana, colpite dall'alluvione.
ESCLUSE SOLO LIGURIA E TOSCANA - Si annuncia una settimana critica per gli automobilisti: i sindacati dei benzinai hanno confermato lo sciopero di tre giorni che coinvolgerà tutto il territorio nazionale, Liguria e Toscana escluse perché duramente colpite dalle alluvioni. Le pompe resteranno chiuse nelle città dalle ore 19 (dalle 22 in autostrada) di martedì 8, fino alle ore 7 (8 sulla rete autostradale) di venerdì 11.

DOMANI SI DECIDE - Oggetto del contendere è il bonus fiscale in vigore da 17 anni, in scadenza a fine anno. Le associazioni dei distributori di carburante ne richiedono il rinnovo, preoccupate che ci possa essere una decurtazione retroattiva dello stesso bonus. Come riportano le principali agenzie di stampa, per il primo pomeriggio di domani è stato previsto un incontro al ministero delle Sviluppo economico: sarà presentata una proposta per rendere il bonus strutturale.


giovedì 20 ottobre 2011

Benzinai PROCLAMATI 15 GIORNI DI SCIOPERO




Benzinai
Benzinai in rivolta. I gestori dei distributori di carburante hanno proclamato un pacchetto di 15 giorni di sciopero nell'arco di tre mesi "contro il Governo che si rifiuta di liberalizzare il settore e cancella il bonus che riconosceva il ruolo di sostituto di imposta ricoperto dalla categoria". La prima tornata di chiusure degli impianti partirà l'8, il 9 e il 10 novembre prossimi.
Lettera aperta a Berlusconi. La serrata è stata intrapresa dal Coordinamento nazionale unitario dei gestori di Faib Confesercenti e Fegica Cisl che hanno comunicato le ragioni dello stato d'agitazione inviando una lettera direttamente alpresidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La misura interesserà tutti i punti vendita, sia sulla viabilità ordinaria sia su quella autostradale.
A rischio 25.000 imprese. La decisione di ricorrere allo sciopero "fa seguito - si legge in una nota dei sindacati - alla costatazione della più assoluta inerzia del Governo stesso, inadempiente rispetto agli impegni ripetutamente assunti nei confronti della categoria, mettendo a rischio di fallimento circa 25.000 piccole imprese e di 140.000 posti di lavoro degli addetti occupati". In particolare, il coordinamento nazionale unitario contesta "la mancata liberalizzazione del settore che impedisce letteralmente alle piccole imprese di gestione di competere sul libero mercato" e la decisione di azzerare l'abbattimento forfettario del reddito di impresa attraverso le deduzioni fiscali.
Allarme speculazioni. L'annuncio ha mandato in fibrillazione le associazioni dei consumatori Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori che temono speculazioni sui prezzi di benzina e gasolio nelle 48 ore antecedenti la serrata e minacciano denunce richieste d'arresto per chi alza il costo dei carburanti. Lo sciopero - affermano in una nota - rischia di trasformarsi in una maxi-speculazione. D'altra parte i precedenti non rassicurano. Alla vigilia delle passate serrate, infatti, spesso si sono verificati rialzi ingiustificati dei listini.
Roberto Barone