LA RICHIESTA DEL GOVERNO - Quello del governo è un invito che suona più come un ordine rivolto alle compagnie petrolifere. A termine della tavola rotonda tenutasi ieri con coloro che operano nel settore dei carburanti, il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, ha dichiarato che “il governo si aspetta da oggi stesso una riduzione dei prezzi del carburante di almeno 4 o 5 centesimi al litro, oltre alla riduzione di 2 centesimi già avvenuta”. L'intento del ministero è quello di allineare il prezzo dei carburanti italiani alla media europea. Un obiettivo da raggiungere con la collaborazione delle compagnie petrolifere ed, eventualmente, “sterilizzando” gli effetti dell'aumento del prezzo sull'Iva, riducendo il carico fiscale quando aumenta il prezzo.
LA DIFESA DEI PETROLIERI - Come emerge dalle dichiarazioni riportate dalle principali agenzie di stampa, i petrolieri si sarebbero dimostrati disponibili a venire incontro alle esigenze del governo, ma a patti ben precisi. Secondo Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni, compagnia petrolifera leader del mercato, si potrà applicare un calo dei prezzi dei carburanti “nella misura in cui continueranno a scendere le quotazioni del greggio, i prodotti raffinati e l'euro non si indebolirà”. Una posizione ribadita anche da Pasquale De Vita, presidente dell'Unione petrolifera: ''alcuni distributori hanno già prezzi più competitivi rispetto all'Europa”. Sono gli automobilisti che devono “cercare gli impianti più convenienti e i self service”.
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