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lunedì 2 gennaio 2012

Mercato: un primo bilancio del 2011

Nel mese di dicembre le immatricolazioni sono state solo 111.212 (-15,3%). Quest'anno difficile si chiude con 1.748.143 unità, una flessione del 10,88% sul 2010, facendo tornare indietro di ben 15 anni ai livelli del lontano 1996.


PESA LA RECESSIONE - Stando ai dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel mese di dicembre 2011 sono state immatricolate 111.212 auto, in calo del 15,3% rispetto alle 131.298 unità che furono registrate lo scorso anno. A pesare, come ormai accade da troppo tempo, la situazione economica delle famiglie sulle quali grava la scure della recessione e delle manovre dei governi che hanno portato ad aumenti dell’assicurazione Rc Auto, delle accise sui carburanti, dell’Iva, dell’IPT, dei pedaggi autostradali e all'introduzione del superbollo. Alla luce di tali considerazioni, l’Associazione delle Case estere (Unrae) ribadisce la sua stima per l’anno 2012 di un immatricolato totale al di sotto di 1.700.000 autovetture.

IMMATRICOLAZIONI 2011: LA TOP TEN DEI MODELLI 
Pos.MarcaModellogenn. - dic. 2011
1FiatPunto121.963
2FiatPanda115.613
3FordFiesta65.139
4Fiat50059.821
5LanciaYpsilon54.824
6VolkswagenGolf49.158
7VolkswagenPolo45.254
8CitroënC341.061
9OpelCorsa40.765
10Alfa RomeoGiulietta34.958
 

AUMENTANO LE DIESEL - Secondo le prime elaborazioni dell'Unrae, risulta inoltre, modificata la composizione del mercato riferita all’anno appena conclusosi rispetto al 2010. Aumentano, infatti, sia in valore assoluto (+6,7%) che in termini di quota di mercato (dal 46,2% al 55,4%) le autovetture diesel, mentre scendono dell’80% quelle alimentate a Gpl e del 42% quelle a metano che complessivamente hanno rappresentato il 5,4% del mercato 2011 contro il 17,6% dell’anno precedente.

SI VENDONO MENO AUTO PICCOLE - A fronte di una domanda dei privati che si contrae del 17,4% rispetto al 2010, gli acquisti delle società di noleggio sono aumentati del 7,6% e hanno guadagnato circa 2,5 punti percentuali di quota come pure quelli effettuati dalle Aziende nonostante un incremento, in termini assoluti, più contenuto (+3,4%). Particolarmente significativo il calo della domanda di autovetture più economiche, quelle dei segmenti cosiddetti A e B (citycar e utilitarie) che rappresentano solitamente il 60% del mercato e che nel 2011 hanno registrato flessioni di molto superiori alla media del mercato: il segmento A -23%, mentre il segmento B -15%.

GIÙ ANCHE L'USATO - Per quanto riguarda il mercato dell’auto usata, infine, i trasferimenti di proprietà hanno registrato un calo del 6,4%. L’anno 2011 chiude, quindi, a 4.571.182 immatricolazioni di auto usate, in leggero aumento (+0,6%) rispetto alle 4.544.518 dell’intero 2010.

venerdì 30 dicembre 2011

Immatricolazioni: a dicembre si prevede un calo del 16%

Secondo le stime di Federauto, il 2011 dovrebbe chiudersi con circa 1.745.000 nuove auto registrate, l'11% in meno rispetto al 2010. Senza una politica che incentivi gli acquisti, il 2012 si annuncia ancora più amaro.



UN ANNO TRAGICO - Circa 110.000 immatricolazioni in meno rispetto allo stesso mese del 2010, ovvero un calo del 16%: sono le stime diffuse da Federauto, la Federazione italiana concessionari auto, per il mese didicembre. Un calo che dovrebbe portare a chiudere il 2011 con circa 1.745.000 nuove auto registrate, l'11% in meno rispetto a un già “magro” 2010. Come ha commentato Filippo Pavan Bernacchi, presidente diFederauto, “si chiude un anno tragico, dove siamo passati dagli incentivi del 2009 ai disincentivi del 2011. Le accise sui carburanti, l'aumento dell'Imposta provinciale di trascrizione, il superbollo per le auto con più di 185 kW, gli aumenti dell'Iva, dell'Rc auto, dei pedaggi autostradali”. 
UN SETTORE IMPORTATE PER L'ECONOMIA - Secondo le stime diFederauto, il 2012 rischia di essere ancora peggiore dell'anno che si sta conclundendo, con le immatricolazioni sotto 1.700.000 unità. Una catastrofe, secondo l'associazione, dato che il comparto auto, considerato l'indotto, dà lavoro a 1.200.000 persone, rappresenta il 11,4% del Pil e contribuisce per il 16,6% del gettito fiscale nazionale.