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venerdì 20 gennaio 2012

Benzina IN SICILIA È MERCATO NERO

La situazione sta precipitando: da un lato parte della categoria dei gestori delle stazioni di servizio minaccia la bellezza di dieci giorni di sciopero contro il piano diliberalizzazione dei carburanti che il Governo si accinge a varare, dall'altro la Sicilia è paralizzata da giorni per gli sciopero e i blocchi messi in atto a autotrasportatori e agricoltori.
Fino a 2,50 euro al litro. Ed è proprio da qui che arriva un segnale di allarme da parte di un nostro lettore, che ci segnala come i distributori siciliani siano a secco ormai dallo scorso weekend; finite le lunghissime code agli impianti dei giorni scorsi, è scattato il mercato nero. "Quei pochi che ancora dispongono di un po' di benzina - racconta il lettore - la vendono sottobanco a prezzi che oscillano tra 1,90 e 2,50 euro al litro: neanche fossimo in guerra".
Intanto, la rabbia cresce. Chi, come il nostro lettore, è costretto a fare 150 km al giorno per andare e tornare dal lavoro e non può contare sui mezzi pubblici, troppo poco diffusi, sta esaurendo le scorte dei serbatoi e rischia di rimanere a casa, mentre lungo le strade sono tante le auto abbandonate coi serbatoi a secco. "Scusate lo sfogo - conclude giustamente il lettore - ma i telegiornali parlano poco della nostra situazione ed è importante che il resto d'Italia sappia che cosa sta accadendo in Sicilia". E che, se le proteste minacciate saranno attuate, potrà capitare anche in tutta Italia nei prossimi giorni.

domenica 28 agosto 2011

Cala del 6% il consumo di “oro nero” a luglio


Rispetto allo stesso periodo del 2010, si sono “bruciate” 405.000 tonnellate in meno di prodotti petroliferi. Colpa del caro carburante, ma soprattutto della crisi economica.
CONSUMI AL PALO - La crisi economica frena anche i consumi di prodotti petroliferi, scesi del 6% il mese scorso. Lo fa sapere l’Unione petrolifera, secondo cui il calo equivarrebbe a 405.000 tonnellate di greggio in meno rispetto alle 6,8 milioni “bruciate” nel luglio del 2010. Pesano i forti rincari dei carburanti: 22 centesimi in più al litro nell’ultimo anno, soprattutto per affetto dell’aumento delle accise. Tanto che l’8 agosto scorso la differenza tra i prezzi medi alle pompe italiane e quelli nel resto dell’Unione europea hanno segnato il record di 5,7 e 4,7 centesimi al litro, rispettivamente per la benzina e il gasolio. E malgrado la situazione sia un poco migliorata, i prezzi restano comunque alti. 

PREZZI ALLE STELLE - In Italia, stando ai prezzi consigliati dalle compagnie petrolifere, la benzina viaggia dagli 1,601 euro al litro praticati dagli impianti della Esso agli 1,606 euro al litro di Q8, Tamoil e IP; quelli del gasolio oscillano invece tra gli 1,479 euro al litro alle pompe targate Q8 e Esso agli1,489 euro praticati dalla Tamoil; mentre il Gpl va dagli 0,712 euro al litro della Eni agli 0,724 della IP.

SI LASCIA L’AUTO A CASA - Se il caro carburante ci mette del suo, il motivo principale della riduzione dei consumi va però ricercato nel calo dei viaggi estivi in automobile. In altre parole, fiaccati dalla crisi economica, gli italiani usano meno la macchina per andare in vacanza. Se a questo si aggiunge il calo del 10,7% nelle immatricolazioni di vetture (dato dello scorso luglio), si capisce perché la domanda di carburanti sia scesa il mese scorso del 7,6% a quota tre milioni di tonnellate, di cui 2,2 milioni di gasolio e 0,8 di benzina. Va meglio, ma di poco, per il Gpl: -2,7%. Così, le uniche voci a mostrare il segno più riguardano il cherosene per gli aerei e le navi: +4,8% e +18,6%, rispettivamente.