Una “piccola” ben fatta
Rispetto al vecchio modello ha una linea più personale, anche se l’assenza di fascioni protettivi la rende esposta ai “graffi da parcheggio”. Senza essere cresciuta troppo nelle dimensioni offre un baule più capace, e nel ben rifinito abitacolo stanno bene quattro adulti. Piacevole da guidare in città come fuori, la Picanto è spinta da un tricilindrico da 69 CV che ha un discreto brio e consuma poco; in autostrada, però, l’insonorizzazione delude e lo sterzo si alleggerisce troppo. La dotazione è buona e il prezzo accessibile anche aggiungendo l’Esp, un optional che le sospensioni “turistiche” rendono consigliabile.
Più elegante e personale del modello che sostituisce, questa citycar coreana ha un frontale reso grintoso dalle ampie prese d’aria e dalle luci diurne (di serie per tutta la gamma); peccato che i paraurti verniciati e privi di protezioni in gomma si rovinino facilmente in caso di “toccatine” nei parcheggi. Per essere una vettura lunga 360 cm offre una buona abitabilità (sul divano stanno comodi due adulti), e rispetto alla vecchia versione è cresciuta pure la capacità del baule.
Grazie ai suoi 69 CV, il 1.0 a tre cilindri – un motore di nuova generazione provvisto di fasatura variabile – si rivela brillante anche fuori città e non è troppo assetato; oltre ai rapporti del cambio piuttosto distesi (che, però, penalizzano la ripresa), a non sprecare benzina aiuta anche una spia nel cruscotto che segnala il momento giusto per passare alla marcia superiore.
Le sospensioni rappresentano un giusto compromesso: non troppo rigide sulle buche, fra le curve offrono un discreto sostegno tenendo sotto controllo il rollio (almeno finché non si esagera con la velocità). Peccato, però, che lo sterzo (che in città è leggero) si riveli lento in fase di riallineamento e tenda a perdere precisione al crescere dell’andatura; da migliorare anche la frenata, perché l’impianto è potente ma nelle decelerazioni violente la Kia Picanto fatica a tenere la giusta linea e richiede frequenti correzioni.
La Style è bene equipaggiata e offre di serie anche gli airbag per la testa estesi ai posti dietro; peccato, però, che l’Esp sia optional per tutte le versioni. Rinunciando ai fendinebbia e alla radio (con cd/mp3/Usb/Aux) si può ripiegare sulla City, o sulla Easy che è ancora più a buon mercato ma che non ha neppure la chiusura centralizzata; per chi punta al top c’è, invece, la Trendy, che aggiunge l’antifurto con telecomando, gli alzavetro elettrici anche dietro e i retrovisori riscaldabili.
Lo spazio è ben sfruttato
Piacevole e realizzato con cura, l’abitacolo è funzionale: i comandi sono a portata di mano e non manca lo spazio dove riporre gli oggetti. Il notevole sviluppo in altezza favorisce l’abitabilità, che è buona anche dietro a patto, però, di essere in due e non in tre. Tenuto conto della lunghezza della vettura non è male neppure il baule, peraltro facile da ampliare in caso di necessità grazie al divano frazionato, che è di serie.
Plancia e comandi
Per essere una citycar, la Kia Picanto propone materiali gradevoli e tutt’altro che poveri, come sono bene eseguiti gli assemblaggi. Corretta pure la disposizione dei comandi (facili da individuare e da raggiungere) e della corta leva del cambio, e gradevole il cruscotto con tre strumenti circolari: indica pure consumi e autonomia, ma è privo del termometro del liquido refrigerante. Alla base della consolle ci sono le prese Usb/Aux alle quali collegare un lettore di musica digitale, che può essere appoggiato nell’ampio vano sottostante.
Abitabilità
Nel definire la giusta posizione di guida aiutano più le regolazioni del sedile (ampie, anche se lo schienale si muove a scatti) che quelle del volante (registrabile soltanto in altezza); tuttavia, la larghezza non è abbondante e col gomito sinistro è facile urtare la porta. In ogni caso, l’abitacolo è alto e anche due adulti sul divano hanno un discreto agio per le gambe e per la testa; quanto a un eventuale terzo, è “compatibile” soltanto con i tragitti brevi. Utile e “discreto” il portaoggetti estraibile da sotto il sedile anteriore destro, che si aggiunge al capiente cassetto di fronte al passeggero (che, però, è privo di luce interna e di serratura, oltre che di “freno” nel meccanismo d’apertura), agli utili vani nelle porte e a un pozzetto posteriore.
Bagagliaio
Anche se il dislivello di 20 cm fra soglia e pavimento non è il massimo della comodità, il baule si giova di un’imboccatura ampia e vanta una capienza fra le migliori della categoria (200 litri contro i 157 del vecchio modello). Così, anche se i passaruota tolgono 18 cm alla larghezza, e la profondità si riduce parecchio man mano che ci si avvicina alla cappelliera, c’è modo di caricare l’occorrente per un weekend in quattro persone. Abbattendo lo schienale (diviso in due sezioni simmetriche) si possono caricare oggetti lunghi fino a 130 cm, ma si fanno i conti col gradino di 8 cm che si forma sul pavimento.
Il prezzo è giusto
Agile in città e piuttosto spaziosa in rapporto alle dimensioni, la Kia Picanto è parca nei consumi e, considerati i contenuti tecnici, la dotazione e i sette anni di garanzia, è proposta per una cifra equilibrata. La disponibilità di accessori è, però, ridotta, e la Style va presa “così com’è”: perciò se si desidera una dotazione più ricca l’unica soluzione è orientarsi sull’allestimento superiore Trendy. In ogni caso nel preventivo va calcolata l’aggiunta dell’Esp, un accessorio di cui si sente la mancanza in caso di manovre repentine e nelle frenate di emergenza.
Compattezza e agilità sono quelle che ci si aspetta di trovare in una vettura nata per la città (attenzione ai graffi nei parcheggi, però), e il motore – rumorosità a parte – non è in difficoltà nemmeno in autostrada. Sebbene la sistemazione di un eventuale quinto passeggero sia di fortuna, la Kia Picanto offre una buona abitabilità anche dietro, e dunque è consigliabile a chi ha bisogno di una citycar versatile (anche in termini di bagagliaio la situazione è migliore di quella delle rivali). In ogni caso, chi viaggia spesso in quattro farà bene a concedersi la top di gamma Trendy, che offre pure gli alzacristallo elettrici posteriori, mentre non ha molto senso ripiegare sulle più economiche City (niente radio e fendinebbia) ed Easy (priva pure della chiusura centralizzata). Anche se la tenuta di strada è sicura, è consigliabile preventivare l’aggiunta dell’Esp, che migliora pure il comportamento dell’auto quando si agisce con decisione sui freni: non incide troppo sul prezzo finale e, comunque, a far pendere dalla parte giusta il piatto della bilancia c’è anche la garanzia di sette anni.
Bagagliaio
È vero che lo schienale del divano, parecchio inclinato, riduce la profondità della parte superiore del vano, ma in fatto di capienza il baule della Picanto è fra i migliori della categoria, e anche la qualità dei rivestimenti è elevata.
Consumi
La presenza della spia nel cruscotto che suggerisce il momento opportuno per cambiare marcia aiuta, ma è innegabile che il tre cilindri “ci metta del suo” dimostrando un buon rendimento, sia in città, sia fuori.
Finiture
La carrozzeria mostra alcune ricercatezze rare da trovare nelle rivali, come la mascherina con il bordo cromato o lo spoiler sopra il lunotto; soddisfano pure i materiali e il livello di finitura dell’abitacolo.
Garanzia
Si sta tranquilli per sette anni oppure per 150.0000 km: poche altre case offrono altrettanto, anche se qualche limitazione c’è (la copertura sulla batteria è di due anni, quella sulla radio di tre e quella sulla verniciatura di cinque).
Frenata
La potenza dell’impianto è tutt’altro che scarsa, e gli spazi d’arresto sono soddisfacenti. Ma se si frena con decisione (come succede in caso di emergenza) l’auto tende a spostarsi di lato e costringe a correggere la traiettoria con lo sterzo.
Accessori
L’Esp è optional, e accessori come la chiusura con telecomando o gli alzacristalli elettrici posteriori non si possono aggiungere: l’unica soluzione per averli è acquistare la Trendy, che li offre di serie (ed è anche la sola che può avere, a pagamento, i cerchi in lega di 15”).
Protezioni
Le luci diurne (di serie anche nella versione base) e i fendinebbia (riservati alla Style e alla Trendy) sono collocate nel paraurti e, perciò, vulnerabili. Esposta alle “toccatine” da parcheggio anche la verniciatura, data l’assenza di fasce paracolpi.
Sterzo
Anche se in città si fa apprezzare per la leggerezza, lo sterzo mostra evidenti limiti di precisione ad andatura sostenuta; criticabile anche la lentezza del riallineamento, specialmente dopo le curve a destra.
Grazie a: http://www.alvolante.it
Nessun commento:
Posta un commento