lunedì 9 gennaio 2012

Sergio Marchionne "ANDRÒ VIA DOPO IL 2015"

Il collocamento in Borsa della Chryslerdovrebbe arrivare "tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013", mentre la fusione con Fiatè prevista nel 2015, anno in cui Sergio Marchionne potrebbe cedere il comando del Gruppo. Per la fine del 2014, invece, è confermato l'obiettivo di raggiungere la vetta dei 6 milioni di vetture prodotte.

La successione. In occasione dell'apertura del Salone di Detroit (in programma dal 9 al 22 gennaio), il top manager fa il punto dell'alleanza tra Fiat e Chrysler in una lunga intervista al quotidiano locale Detroit Free Press. Sulla sua successione alla guida del Gruppo chiarisce che "servono almeno tre anni" per prepararla. "Non succederà nulla fino a dopo il 2015, a meno che non sia investito da un bus", ironizza Marchionne.

Percorso a ostacoli. Il manager italo-canadese negli Stati Uniti è visto quasi come un eroe, tanto che il quotidiano americano titola l'intervista "Il generale senza paura di Chrysler". Se i piani saranno portati a termine nei tempi previsti, infatti, Marchionne sarà l'uomo che in meno di dieci anni ha risanato due case automobilistiche. Un compito, comunque, non privo di ostacoli. Innanzitutto per il collocamento in Borsa, che potrà essere portato a termine dopo aver avviato trovato un accordo con il sindacato dei lavoratori Uaw e che, attraverso la finanziaria Veba, detiene il 41,5% delle quote.

La crisi in Europa. Inoltre, c'è il problema legato ai nuovi prodotti. Nel 2012 sarà lanciata solo la Dodge Dart, la prima vettura Chrysler realizzata su una piattaforma Fiat. "Le cose importanti - anticipa il numero uno - arriveranno solo nel 2013". Abbiamo fatto il 20% perché ritengo che la maggior parte delle scelte industriali siano alle nostre spalle. Il peggio è passato: ora è centrale l'esecuzione dei piani". L'altra incognita, forse la più grave, riguarda la crisi europea, che si contrappone ai successi statunitensi. Questo è "il problema maggiore - sottolinea Marchionne - con cui io e la mia squadra dobbiamo confrontarci".

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