Tre motori e due tipi di trazione
Con questa CX-5 la Mazda debutta tra le suv non troppo grandi (l’auto è lunga 456 cm) e dall’aspetto sportiveggiante. Le forme muscolose, i parafanghi anteriori bombati e il lunotto inclinato danno alla Mazda CX-5 quel pizzico di “cattiveria” che non passa inosservato. Tre i motori fra cui scegliere: il 2.0 a benzina da 165 cavalli e due diesel (già Euro 6) biturbo, il 2.2 da 150 cavalli (quello dell’auto del test) e un altro di pari cilindrata da 175 CV. Quest’ultimo c’è solo con la trazione integrale, gli altri sono proposti anche sulla Mazda CX-5 a due ruote motrici (quelle anteriori). Tutti e tre i motori possono avere il cambio manuale o quello automatico (entrambi a sei rapporti). È ancora presto per parlare di allestimenti e di prezzi: l’auto sarà dietro le vetrine delle concessionarie italiane da aprile dell’anno prossimo. Comunque, alla Mazda già preannunciano che per la CX-5 punteranno molto sul prezzo: non sarà elevato in rapporto alla ricca dotazione. In attesa di poterlo confermare, possiamo dare per certo che la versione meno costosa con il “2000” a benzina partirà da 22.900 euro. Per quella con il 2.2 turbodiesel da 150 CV, il cambio automatico e la trazione 4x4 dovrebbero bastare poco meno di 30.000 euro (compreso il navigatore); circa 1.500 euro in più per quella da 175 cavalli.
Spaziosa e austera
La vettura del test è ancora di preserie, con particolari non definitivi. Invece, la plancia è proprio quella della Mazda CX-5 che sarà in vendita: ben realizzata e con materiali morbidi al tatto, ha un aspetto po’ francescano (come tutto l’interno), che stride con la carrozzeria dalla linea frizzante. In ogni caso, non mancano né i portaoggetti (numerosi e capienti), né lo spazio per i passeggeri: in quattro si viaggia comodi (sedili e divano sono ampi e ben imbottiti). Anche il baule della Mazda CX-5 ha una buona capienza (da 468 a 1620 litri) e, a divano giù, un piano di carico che resta piatto; tuttavia, come per tutte le suv, la soglia di carico è piuttosto alta da terra (76 cm). Tornando al divano, è diviso in tre parti, che si ripiegano da sole tirando due pratiche leve nelle pareti del bagagliaio.
Maneggevole e brillante
Su strada la Mazda CX-5 con il 2.2 turbodiesel da 150 CV e la trazione anteriore mantiene quel che promette il suo aspetto: è divertente. Pronto fin dai bassi regimi, il “2200” allunga con vigore fino a sfiorare i 5000 giri, assecondato da un cambio manuale rapido e preciso. Tant’è che i 9,4 secondi dichiarati per raggiungere i 100 km/h partendo da fermi e i 197 km/h di velocità massima ci sono sembrati alla sua portata. Ben piazzata sulle ruote di 17 pollici e con una taratura poco morbida degli ammortizzatori, la Mazda CX-5 affronta la curve con una grinta che non ci si aspetta da una suv, mantenendosi sempre ben stabile. Non male anche la frenata, benché l’impianto non ci sia parso molto resistente alla fatica (ma, lo ricordiamo, stiamo parlando di un’auto ancora suscettibile di miglioramenti). Quelli che, invece, non è detto si riusciranno a eliminare nella a CX-5 di serie sono i frusci aerodinamici: già a 130 km/h danno fastidio. Lo verificheremo con un’approfondita prova su strada, insieme ai consumi effettivi: quelli omologati dalla Mazda (22,2 km/l nel ciclo misto) ci sono sembrati piuttosto ottimistici.
Grazie a: http://www.alvolante.it/
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