venerdì 25 novembre 2011

BMW Serie 3: Prime Impressioni Su Strada


Passano trent'anni, ma la BMW Serie 3 è sempre la stessa, quasi avesse fatti un patto col diavolo per non invecchiare. Sei generazioni che non hanno risparmiato neppure un bullone, ma lo spirito e l'impostazione sono ancora gli stessi, un magico mix tra ciò che serve alla ragione (spazio e praticità da berlina) e ciò che va dritto al cuore (un'impagabile sportività quando la si guida).


Esterno. L'aspetto s'inserisce perfettamente nel trend delle ultime BMW, dalla Serie 5 allaSerie 7, passando per la Serie 6 e con un muso che evoca quello della Z4. Insomma, sarà pure questione di gusti, ma ci viene da dire che è bella, molto bella: atletica, sportiveggiante, ma anche elegante. E, soprattutto, con un aplomb che neppure ti fa ricordare che le tre volumi, spesso, sono un po' troppo classiche e "inquadrate".


Interni. Anche a bordo, l'aria di famiglia è evidentissima, nel bene e nel male: i centimetri guadagnati sia nell'abitacolo sia nel bagagliaio non hanno modificato la situazione in maniera radicale (diciamo pure che non c'è un centimetro più di quello che serve, anche se in realtà non si sta stretti), ma in compenso il posto di guida è splendido come sempre: pochi tocchi e ti ritrovi seduto esattamente come desideri, con i comandi principali al posto giusto e una gratificante sensazione di avere la situazione sotto controllo. E da lì ad aver voglia di guidare, il passo è breve.


BMW 328i Sport. Il due litri turbo a benzina, già sulla carta promette bene: 245 cavalli e prestazioni che, per comodità, riassumeremo nei 6,1 secondi dello 0-100 (col cambio automatico) e nei 250 orari della velocità massima. All'atto pratico, è un bel motore, capace di assecondare molto bene l'agilità del telaio, ma dall'anima non particolarmente sportiva: il turbocompressore lo rende corposo e disponibile anche ai bassi regimi, ma non trasforma l'allungo in qualcosa di particolarmente intrigante. Si può insistere fin quasi alla soglia dei 7.000 giri, ma già prima dei 6.000 viene voglia di cambiare marcia. A fornire sportività a piene mani ci pensano invece il cambio, lo sterzo e l'assetto. L'otto marce è un automatico classico (col convertitore di coppia, per intenderci) ma capace di una velocità e di una puntualità degne di un robotizzato, persino quando con la nostra 328i Sport abbiamo cominciato a girare sul Circuit de Catalunya, vicino a Barcellona. Ed è qui, tra curvoni veloci e rapidi cambi di traiettoria che ti convinci del buon lavoro fatto dai telaisti, che sono riusciti a rendere la nuova Serie 3 molto efficace, ma altrettanto facile: un avantreno che fa sempre esattamente quello che gli si chiede e un retrotreno che fotocopia sempre la traiettoria. Il sovrasterzo, all'occorrenza c'è, ma va cercato e voluto.


BMW 320d. In pista, per altro, ci si può divertire persino con la 320d. L'assenza del pacchetto Sport la rende più morbida e turistica, i cavalli sono molti meno, ma il due litri common rail riesce comunque a non sfigurare. Anche se il meglio, è ovvio, lo dà su strada, dove le buone prestazioni vanno a braccetto con i bassi consumi, ai quali contribuisce anche uno Start&Stop dal funzionamento non particolarmente discreto. Il carattere è quello tipico dei turbodiesel BMW e i 184 cavalli (e soprattutto i 380 Newtonmetri di coppia) sono quel che serve per assecondare l'altra natura della Serie 3, quella più morbida e turistica. I prezzi? Si va dai 37.050.000 euro della 320d ai 48.750 delle versioni più lussuose della 335i a benzina.

Nessun commento:

Posta un commento