Sergio Marchionne, ovvero la Fiat, lascia o no l'Italia? Scoppia la polemica a poche ore dall'intervista rilasciata dall'a.d. di Fiat a Radio 24 in cui afferma, dopo gli scontri con la Fiom degli ultimi giorni, che "La Fiat è una multinazionale, continueremo ad andare avanti. Abbiamo attività fuori dall'Italia e venderemo altrove. Chi pensa di condizionare la Fiat si sbaglia".
Sulla Fiom. E incalza: "La Fiom sta insistendo sull'applicazione di un contratto che ormai non ha più senso. Abbiamo avuto la maggioranza dei lavoratori che hanno appoggiato un'alternativa. Il treno è passato, è inutile dire che bisogna rinegoziare e riaprire il tavolo. Non posso rivotare fino a quando non vince la Fiom", afferma ancora Marchionne nell'intervista. "C'è una tirannia della minoranza sulla maggioranza. Uno su dieci dipendenti mi va a condizionare come funziona l'azienda. Io così non posso investire, parliamo di miliardi di euro non di aprire un supermercato". E quindi l'alternativa è lasciare l'Italia? viene chiesto a Marchionne. "Siamo una multinazionale, gestiamo attività in tutte le parti del mondo continueremo ad andare avanti. Chi pensa di condizionare la Fiat si sbaglia la cui sopravvivenza non può essere messa in discussione".
La precisazione della Fiat. Dal Lingotto arriva subito la precisazione: "Il dottor Marchionne non ha mai parlato di lasciare l'Italia. Le dichiarazioni dell'amministratore delegato della Fiat riportate da alcune agenzie di stampa riprendono in modo parziale e arbitrario alcune frasi pronunciate ieri a Washington alla presenza di numerosi giornalisti italiani tra i quali il corrispondente di Radio24. Non si è trattato quindi di una intervista esclusiva". Marchionne, prosegue il comunicato, "rispondendo a una domanda del giornalista di Radio24 che conteneva le parole 'lasciare l'Italia' ha testualmente affermato: "la Fiat è una multinazionale. Gestiamo attività in tutte le parti del mondo. Abbiamo attività economiche e industriali al di fuori dell'Italia. Vendiamo macchine in Brasile, in Cina, in America, in Messico. La cosa importante è la sopravvivenza della Fiat che non può essere messa in discussione. Ci abbiamo messo otto anni per rimetterla in piedi. Abbiamo creato un'alternativa con Chrysler e non possiamo metterla in dubbio".
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