Si alzano nuvole di polvere intorno aEnsenada, in Baja California. Sta per partire la 44° edizione della Baja 1000, gara di velocità cross tout terrain che si disputerà tra il 18 e il 20 novembre, lungo un percorso circolare di 700 miglia attraverso il deserto, le rocce, le dune e le montagne di questa striscia di terra messicana. Sono 275 i mezzi al via tra auto, moto, quad e camion, con equipaggi provenienti da 16 Paesi. La gara vedrà i partecipanti percorrere gli oltre 1.100 chilometri tutti d'un fiato, in un tempo massimo di 32 ore.
Equipaggi variegati. La Baja 1000 è una gara poco nota da noi, ma tra Stati Uniti eMessico riscuote un gran successo. E quello che vi partecipa è un pubblico molto variegato: ci sono campioni di cross country di tutto il mondo, veterani come Greg Row, che la corre per la 25a volta o decani comeRod Hall, che compirà a breve 74 anni, il più vecchio concorrente mai iscritto. Ci sono piloti che hanno fatto fortuna in altre categorie e ora si divertono tra rocce e dune (come Robbie Gordon , pilota Nascar, o Armin Schwarz, ex rallista tedesco), ma anche star della tv americana, giornalisti e tanti appassionati del genere off road. Gli equipaggi possono essere composti da un massimo di tre membri, che si alternano alla guida. Ma c'è anche chi corre da solo, nella categoria Ironrider, la più impegnativa. Perché in questo tour de force non ci si ferma mai. O meglio, si tenta di non fermarsi, visto l'elevato numero di ritiri.
La gara di Dutto. Tra gli Ironrider c'è anche il nostro Nicola Dutto, pilota disabile che affronterà la gara da solo con il suo quad, un Polaris RZR 800 appositamente preparato e adattato con comandi per la guida posti sul volante. Dutto, seguito dal team di assistenza composto da due meccanici e la sua compagna, nei giorni scorsi ha messo a punto il suo quad in vista delle verifiche tecniche. Nei giorni scorsi, i team sono stati impegnai nelle verifiche tecniche: "Abbiamo assemblato il quad, che era arrivato in aereo smontato", racconta Dutto, "e abbiamo fatto provvista di gomme, cerchi, olio e di tutto quel che può servire in gara. La tensione nel team è alta, ma affrontiamo tutto con spirito molto… messicano!".
Verifiche superate. Le verifiche sono state uno scoglio arduo da superare. "Tutto il lavoro di preparazione degli ultimi mesi viene giudicato in un'ora di controlli dagli ispettori della SCORE, la società che organizza la gara", spiega Nicola da Ensenada. "Non è andata male, considerando che abbiamo tradotto la "Bibbia" delle regole e applicandola dall'Italia un po' alla cieca. Ci hanno richiesto solo tre modifiche, facilmente realizzabili da Roberto, il mio meccanico". E come spesso succede nelle gare, si può contare sulla solidarietà e l'aiuto inaspettato di qualcuno. "Joe Desrosiers, campione di motocross, ci ha messo a disposizione la sua officina e la sua esperienza, lavorando con noi sul quad fino a tarda sera, chiamando amici e ripetendo che chi partecipa alla Baja fa parte di una grande famiglia. In effetti, è proprio così". Da domani, però, sulle piste messicane, ognuno di loro avrà un solo obiettivo: arrivare al traguardo. L.C.
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