mercoledì 21 settembre 2011

Audi A5 LE NOSTRE IMPRESSIONI DI GUIDA



Difficile migliorare qualcosa di bello, di stilisticamente già riuscito. E, detto tra noi, è pure rischioso. Forse anche per questo all'Audi hanno deciso di ritoccare solo leggermente la linea della A5 (famiglia che comprende CoupéSportbackCabriolet e le S5), a quattro anni dalla presentazione. Ecco, dunque, il frontale rivisto, ma non stravolto, con gruppi ottici in linea con quelli della recente A6, fendinebbia orizzontali e paraurti ridisegnato. Meno evidente il lavoro nella coda, su luci e fascione. Quanto all'abitacolo, cambiano i volanti, le leve e alcuni comandi, gl'inserti, e si affacciano nuovi sistemi.




Si va oltre il design… Ma, probabilmente, le novità più importanti si trovano sotto la carrozzeria, e riguardano alcune motorizzazioni e il servosterzo, che ora è elettrico. Riguardo alle prime, sono tutte sovralimentate e a iniezione diretta, dotate di serie di Start&Stop e del sistema di recupero dell'energia: sono tre benzina e quattro TDI.





Sulla A5 top a gasolio. Saliamo a bordo proprio della diesel più prestigiosa e potente, la A5 3.0 V6 TDI Coupé da 245 CV, abbinata alla trazione quattro e al cambio S tronic doppia frizione a sette marce (prezzo, 51.100 euro). I cerchi sono da 19 pollici, con gommatura 255/35. Peccato per le cinture di sicurezza non regolabili in altezza, in ogni caso gli ampi comandi meccanici del sedile rivestito di pelle aiutano a sistemarsi al meglio. Non opprimente la sagomatura a livello dei fianchi. Pulsante Start sul tunnel e il V6 s'avvia con un soffio e risponde con prontezza all'acceleratore. Il bello di questi motori è che ti appagano comunque e ne hanno sempre, da meno di 2.000 giri in su: molto corposi in basso, dotati poi di una gran progressione (500 Nm), hanno anche allungo, fino a 5.000 giri. Difficile pretendere di più. Basta un filo di gas, in Drive, per andar più forte degli altri: se poi si schiaccia un po', si scalano tre marce e… Del resto, la Casa dichiara per questa A5 Coupé una velocità massima di 250 orari e uno 0-100 in soli 5,8 secondi. Qui, però, la cattiveria conta poco: le prestazioni infatti vengono erogate con regolarità e fluidità straordinarie, sono quasi facili da raggiungere. Ecco perché bisogna sempre tener ben d'occhio il tachimetro.
Bella e non estrema. La A5 Coupé è facile, intuitiva, ti segue con la giusta prontezza, ma non ti mette in apprensione, nemmeno nella guida impegnata. Il bel cambio a doppia frizione asseconda perfettamente le qualità del motore, e in manuale sfoggia una buona rapidità di cambiata, forse un filo migliore in scalata che non in salita. Equilibrata, l'A5 Coupé offre anche ai guidatori non proprio smaliziati la possibilità di capire per tempo quando si avvicina il limite di tenuta, peraltro molto elevato, perché l'auto è piuttosto precisa in inserimento, ma ha quel po' di sottosterzo che aiuta, appunto, senza impensierire. Accessorio indispensabile, l'Audi Drive Select, che agisce su motore, cambio automatico e servosterzo; in modalità Dynamic il carico al volante assume quella giusta corposità e il giusto feeling. Interessante la modalità Individual (in presenza del navigatore satellitare), che consente tutta una serie di personalizzazioni dinamiche. Efficaci, e non eccessivamente rigide, le sospensioni, anche sui dossi rallentatori.
Sul prossimo numero di Quattroruote vi parleremo invece della versione entry level a benzina, l'1.8 TFSI da 170 CV.


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