Gli enti locali si contendono le imposte sull’auto: nel mirino le tasse di trascrizione e di proprietà. Regioni e province premono sul governo per vedersi assegnare i tributi.

FINO A 50 MILIONI - È guerra fra enti locali: le regioni a statuto ordinario contro quelle “speciali” e le province autonome, dove le tasse sull’auto sono meno pesanti. In particolare, gli enti locali si contendono l’Ipt, l’imposta provinciale di trascrizione (si versa alla compravendita del veicolo). Si assiste infatti a un esodo delle società di noleggio, che trasferiscono la propria sede soprattutto nelle province a statuto speciale (come Trento e Bolzano). Risultato, le regioni “ordinarie” lamentano un ammanco fra i 15 e i 50 milioni di euro l’anno: ora premono sul governo perché le regole fiscali cambino e quel denaro torni nelle proprie casse.
BOLLO - Discorso analogo per il bollo auto: la Lombardia stima una perdita di 142 milioni di euro l’anno (-15%). E anche Lazio, Emilia, Veneto, Piemonte e Toscana vedono assottigliarsi le entrate, a causa dell’esodo delle immatricolazioni verso le regioni “speciali”. Ecco spiegati gli emendamenti (proposte di cambiamento) delle regioni al decreto sulle liberalizzazioni, in discussione al parlamento.
BOLLO - Discorso analogo per il bollo auto: la Lombardia stima una perdita di 142 milioni di euro l’anno (-15%). E anche Lazio, Emilia, Veneto, Piemonte e Toscana vedono assottigliarsi le entrate, a causa dell’esodo delle immatricolazioni verso le regioni “speciali”. Ecco spiegati gli emendamenti (proposte di cambiamento) delle regioni al decreto sulle liberalizzazioni, in discussione al parlamento.
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